caro energia gas

LE IMPRESE SONO ALLA CANNA DEL GAS - IL CARO-ENERGIA RISCHIA DI MANDARE CON LE GAMBE ALL’ARIA LE AZIENDE ITALIANE: GIÀ SI È PASSATI DA 0.30 A 0.82 EURO AL METRO CUBO, E LA SITUAZIONE PUÒ SOLO PEGGIORARE - I PIÙ COLPITI SONO GLI “ELEFANTI” DELLA MANIFATTURA DI TRASFORMAZIONE. UN COMPARTO CHE GENERA 88 MILIARDI L’ANNO DI VALORE AGGIUNTO – IL GRIDO D’ALLARME: “PIÙ PRODUCIAMO E PIÙ SOLDI PERDIAMO. SE SI VA AVANTI COSÌ, NEL GIRO DI DUE MESI E MEZZO SCOMPARIAMO”

Francesco Spini per “La Stampa”

 

rincaro energia e aumento delle bollette 9

Dal lockdown al blackout il passo è breve. C'è un'altra pandemia che colpisce le imprese: il caro-energia sta piegando le aziende più esposte. Sono gli "elefanti" della manifattura di trasformazione che generano, tutti insieme, 88 miliardi l'anno di valore aggiunto e danno lavoro a 350 mila addetti diretti e altrettanti nell'indotto.

 

Adesso alzano la testa e chiedono al governo misure immediate: dalla valorizzazione delle risorse nazionali di gas a un rinvio del «capacity market», un nuovo onere di quasi 40 euro al MWh nelle ore di picco. E più in generale una riforma del mercato elettrico nazionale, con correttivi agli Ets - le quote di emissioni di CO2 - per frenarne la speculazione.

 

fonderia torbole 1

I rappresentanti delle associazioni delle imprese più coinvolte si danno appuntamento nella più grande fonderia d'Italia, quella di Torbole vicino a Brescia. Che è spenta: «Mai avrei pensato di migliorare il bilancio tenendola ferma per 40 giorni», sbotta l'ad Enrico Frigerio.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

Perché in fonderia e non solo va in onda il paradosso: «Più produciamo e più soldi perdiamo», sintetizza il presidente di Assofond, Fabio Zanardi. Le fonderie hanno davanti scelte pericolose. La prima è una «morte pressoché istantanea: se si va avanti così, nel giro di due mesi e mezzo un comparto industriale che ha tradizione centenaria rischia di scomparire».

enrico frigerio

 

Oppure possono optare per una «morte differita: ritardando avviamenti, diminuendo le produzioni, modificando i prezzi di vendita, possiamo tirare avanti 6-8 mesi, ma poi vedremo le produzioni finire in Francia, Germania e Spagna dove ci sono misure di calmieramento per i costi energetici».

 

Per questo «chiediamo una terza via, per permetterci di mantenere il business a livello sostenibile». Il rischio è quello di non riaprire a gennaio «ma passare direttamente dalle ferie alla cassa integrazione». In prima fila, ad ascoltare, accorre il leader della Lega Matteo Salvini che promette passi rapidi: «Entro la settimana dal governo arriveranno delle proposte. Ho sentito Draghi e Cingolani. Ho poi sentito Descalzi di Eni, Starace di Enel a cui mi permetto di ricordare, sommessamente e da liberista quale sono, che il profitto in un momento come questo va gestito e condiviso, perché ci sono alcune fonti energetiche che stanno facendo margini extra che poi paga il sistema manifatturiero».

roberto cingolani

 

Il modello è quello spagnolo che ha tassato gli extraprofitti di alcune rinnovabili per frenare i prezzi. Basterà a convincere gli imprenditori? Roberto Pierucci, di Assovetro, racconta come la sua Rcr, dopo aver tanto investito per la transizione ecologica, si troverà una bolletta impazzita: «Dai 400 mila euro di gennaio a dicembre sarà di 1,6 milioni».

rincaro prezzi gas

 

Anche qui, nel Bresciano, è emergenza vera. Nella meccanica fine l'incidenza dell'energia sui costi passa dal 2,5-3% al 10%, per le lavorazioni dell'ottone e dell'alluminio dal 10% arriva a sfondare anche il 40-50%. «La situazione è drammatica - commenta Franco Gussalli Beretta, presidente di Confindustria Brescia -. Da diversi settori stanno già arrivando le richieste di cassa integrazione».

CARO ENERGIA - ANDAMENTO PREZZI GAS E ELETTRICITA

 

Nel medio termine il rischio è un'altra ondata di delocalizzazioni, «fatto paradossale, in un momento in cui gli ordini ci sono». Per l'industria della carta l'impatto del caro-energia è tra un miliardo e un miliardo e mezzo. Il rischio «è che l'inflazione nel comparto vada a numeri dalla doppia cifra in su», segnala Michele Bianchi, di Assocarta.

 

rincaro energia e aumento delle bollette 7

Per questo gli imprenditori chiedono azioni forti del governo. Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica, racconta della disponibilità tra i suoi associati di «co-finanziamenti con altri soggetti per l'estrazione di gas nell'Adriatico». Insomma, «c'è bisogno di un aiuto dal governo, adesso non tra mesi», avverte Davide Garofalo (Assomet). Riassume Roberto Vavassori (Anfia, indotto dell'auto): «Parliamo di settori virtuosi, che hanno ridotto le emissioni. Ora dobbiamo sterilizzare non meno di 11-13 miliardi di bolletta energetica. Pena la scomparsa di intere filiere. Fate presto!».

rincaro energia e aumento delle bollette 8rincaro energia e aumento delle bollette 10fonderia torbole rincaro energia e aumento delle bollette 11fonderia torbole rincaro energia e aumento delle bollette 1rincaro energia e aumento delle bollette 5rincaro energia e aumento delle bollette 2

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...