GLI INCROCI DI TORINO TRA ATLANTIA, BPM E GENERALI - LE TRE PARTITE SONO LEGATE DA UN FILO COMUNE: LA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TORINO, SOCIO SIA DEI BENETTON SIA DELLA BANCA FINITA NEL MIRINO DELL’AGRICOLE, DOVE SI ATTESTA SOTTO IL 2%. PIÙ O MENO LA QUOTA DETENUTA NEL CAPITALE DEL COLOSSO DELLE ASSICURAZIONI, IN CUI CRT HA UN RUOLO CHIAVE: DALL’INIZIO DELLA CONTESA SULLA GOVERNANCE HA SCELTO DI LEGARSI AL “PATTO DI CONSULTAZIONE” TRA CALTAGIRONE E DEL VECCHIO, E ORA DEVE SCHIERARE IL SUO VOTO IN ASSEMBLEA. IERI PERÒ LE PARTITE AVREBBERO RISCHIATO UNA COLLISIONE...

-

Condividi questo articolo


DAGOREPORT

GIOVANNI QUAGLIA FONDAZIONE CRT GIOVANNI QUAGLIA FONDAZIONE CRT

Nell ultimo mese il titolo di Atlantia ha fatto un balzo del 36%, quello di Banco Bpm del 18,3% e le Generali si sono “accontentate” di un +15,7%, il doppio rispetto al Ftse Mib. Le tre partite sono legate da un filo comune: la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, socio sia dei Benetton sia della banca finita nel mirino dell’Agricole, dove si attesta sotto il 2%. 

 

alessando benetton alessando benetton

Più o meno la quota detenuta nel capitale del colosso delle assicurazioni, in cui Crt ha un ruolo chiave: dall’inizio della contesa sulla governance ha scelto di legarsi al “Patto di consultazione” tra Caltagirone e Del Vecchio, e ora deve schierare il suo voto in assemblea. 

 

Ieri però le partite avrebbero rischiato una collisione: il notaio Caterina Bima, vicepresidente, avrebbe detto no al sostegno all’operazione con Edizione. Una mossa che, nel consiglio di indirizzo nel tempo diventato una sorta di “coscienza critica” che però non incide sulle scelte del board, qualcuno ha letto come la prosecuzione delle fibrillazioni su Trieste. Dal Mef di via XX Settembre né conferme né smentite.

 

Donnet Caltagirone Del Vecchio Donnet Caltagirone Del Vecchio

La Crt, che non ha mai risposto alle sollecitazioni su una candidatura per la long list di Generali arrivate dal “cacciatore di teste” Russell Reynolds, aveva valutato di proporre la Bima per la lista dell’imprenditore romano. Possibilità sfumata un mese fa: prima, non ravvisando rischi, il cda ha dato luce verde e poi, due giorni più tardi, ha fatto retromarcia. 

 

È dopo un contatto tra i consulenti legali di Crt e quelli della finanziaria di Del Vecchio - allora resisteva il Patto -che un cda urgente è stato costretto a rinunciare alla presenza in lista per «evitare criticità» e allinearsi alla «posizione del pattista Delfin». In primo luogo, è stato stabilito che ci fosse un motivo di opportunità. Ma ha pesato anche la volontà di evitare che si potesse percepire un concerto, poi escluso da Ivass e Consob.

Massimo Lapucci - FONDAZIONE CRT Massimo Lapucci - FONDAZIONE CRT

 

Faro Consob su Mediobanca, sulla base del contratto relativo al prestito titolo sulle azioni Generali, «conferma di essere pienamente legittimata ad esercitare nella prossima assemblea» del Leone «i diritti di voto relativi alle azioni prese a prestito». Lo si legge in una nota di Piazzetta Cuccia, emessa su richiesta della Consob.

 

 

Condividi questo articolo

business

MILLERI E UNA NOTTE - DEL VECCHIO ERA RICOVERATO DA OLTRE UN MESE AL SAN RAFFAELE DI MILANO PER UN “INSULTO” AL CUORE, AGGRAVATO DA UNA POLMONITE BILATERALE - IL PAPERONE DI AGORDO INTRAPRESE MALVOLENTIERI LA CONQUISTA DI MEDIOBANCA, FATTA SOPRATTUTTO SU SOLLECITAZIONE DEL SUO DELFINO FRANCESCO MILLERI, CHE HA SEMPRE MALSOPPORTATO (EUFEMISMO) NAGEL. UN’OSTILITÀ CHE SI TRASFORMÒ IN ASTIO QUATTRO ANNI FA, ALL’EPOCA DEL FALLITA PRESA DELLO IEO E DEL MONZINO - A QUESTO PUNTO, TUTTO IL MONDO DELLA FINANZA È GOLOSO DI SAPERE SE I SETTE EREDI PERMETTERANNO ANCORA AL VISPO MILLERI DI CONTINUARE A GETTARE MILIARDI SULLA IRTA STRADA CHE PORTA A ESPUGNARE PIAZZETTA CUCCIA, O MAGARI LO CONVINCERANNO A CAMBIARE IDEA…