christine lagarde

LAGARDE, NUN T’ALLARGA – LA NUOVA PRESIDENTE DELLA BCE CHE VUOLE ESSERE UN “GUFO SAGGIO” HA ANNUNCIATO CHE DA GENNAIO INIZIERÀ IL DIBATTITO SULLA REVISIONE DEGLI OBIETTIVI DI POLITICA MONETARIA: CAMBIERÀ FINALMENTE L'ORMAI OBSOLETO BENCHMARK DELL’INFLAZIONE AL 2%? – LO SCIVOLONE SUL MES AL “COLLEGA” SCHOLZ E LE PAROLE SUL CLIMATE CHANGE: I RISCHI DELLA TRASFORMAZIONE DELLA POLITICA MONETARIA IN POLITICA FISCALE… – VIDEO

 

 

1 – BCE, LAGARDE SI PRESENTA E CAMBIA STILE "IO UN GUFO SAGGIO. NON SARÒ COME DRAGHI"

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 8

Arriva con un minuto di ritardo sul rigido protocollo dell' istituzione. La sala stampa che affaccia sull' Ostend di Francoforte è insolitamente piena, i fotografi si accalcano. Tallieur blu, foulard sgargiante, ha l' aria nervosa ma controllata. E' la prima volta per lei, la prima per una donna alla guida della seconda banca centrale del pianeta. Nessuno lo ammette, ma in quella comunità al maschile è la vera notizia. Christine Lagarde legge il comunicato sulle decisioni di politica monetaria con l' aria di chi pensa già a quel che dirà dopo.

 

christine lagarde mario draghi 1

Piena continuità sulla linea Draghi, tassi zero ancora a lungo, mini piano di acquisto titoli da venti miliardi al mese fino a quando i tassi si potranno rialzare. La situazione resta precaria. La Germania è sull' orlo della recessione, ma quel che conta è il segno più sulla crescita dell' area euro. La revisione degli obiettivi di inflazione ci sarà, ma se ne inizierà a parlare dopo le feste. Per il successore di Mario Draghi è difficile presentarsi con messaggi roboanti. L' italiano si insediò nell' autunno del 2011, nel pieno della bufera finanziaria.

jean claude trichet e mario draghi 1

 

Jean-Claude Trichet fece l' errore fatale di aumentare i tassi in un momento in cui avrebbero dovuto essere tagliati. Draghi li tagliò, lasciando subito il segno degli otto anni successivi. Per Lagarde il contesto - almeno quello finanziario - è piatto, ma calmo.

IVANKA TRUMP MERKEL LAGARDE

 

L' ex numero uno del Fondo monetario non è nuova ad esperienze come prima donna in poltrone rilevanti. In assenza di novità il debutto di fronte ai giornalisti non poteva che passare di lì: «Non cercate di interpretare quel che dirò, non puntate a indovinare, non cercate di fare connessioni dove non ci sono. Sarò me stessa, dunque probabilmente differente dal mio predecessore". Non è solo una questione di genere. Lagarde sottolinea che di diverso da Draghi ci sarà anzitutto lo stile della comunicazione. Il cambio di passo si nota subito.

giuseppe conte roberto gualtieri mes

 

Nella prima conferenza stampa a Francoforte rivendica il diritto di parlare a un pubblico più largo dei mercati, non entra in dettagli tecnici da economista, fa più battute. La più studiata - per quanto poco adatta al contesto italiano - recita così: «Non sono un falco, né una colomba. La mia ambizione è essere un gufo dotato di saggezza».

 

ignazio visco fabio panetta

La riforma del Fondo salva-Stati? «L' obiettivo non è danneggiare qualcuno». I limiti all' esposizione in titoli di Stato nelle banche a cui ha aperto il collega Ignazio Visco? «Un grosso passo avanti». All' ipotesi il ministro Roberto Gualtieri è contrarissimo, e in queste ore dal Tesoro ci tengono a ribadirlo. Lagarde invita chi ha spazio fiscale ad usarlo per aumentare la spesa a vantaggio di tutti (Germania e Olanda), ma a differenza di Draghi dice a chi non l' ha (l' Italia) di essere prudente. Lagarde si concede un ampio preambolo fra la lettura del comunicato ufficiale - quello che viene discusso in ogni virgola con i diciannove governatori - e le domande dei giornalisti. Draghi non l' aveva mai fatto.

 

christine lagarde 1

Fra gennaio e febbraio, quando inizierà il dibattito sulla revisione degli obiettivi di politica monetaria, Lagarde dovrà spiegare cosa intende fare per un' economia - quella della zona euro - che cresce poco (l' 1,2% quest' anno, l' 1,1 il prossimo) a fronte di un tasso di inflazione ancora più basso: l' 1,2% quest' anno, appena l' uno il prossimo, in ribasso. La sfida più difficile per lei sarà su questo terreno. Poiché i prezzi non accennano a risalire, per rendere più efficaci le decisioni di Francoforte il Consiglio discuterà l' ipotesi di portare il cosiddetto target sotto l' attuale 2%. Lei parla di «tempi brevi», ma l' aggettivo va declinato sui tempi di un banchiere centrale: entro la fine del 2020. E nel frattempo si misurerà l' efficacia del nuovo stile di comunicazione.

 

2 – LAGARDE ALLA BCE, PERCHÉ C’È IL RISCHIO DI UNA BANCA CENTRALE «POLITICA»

Riccardo Sorrentino per www.ilsole24ore.com

 

l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 6

Christine Lagarde non è un’economista. È una politica - non priva di qualche passo falso, come la lettera eccessivamente servile diretta a Nicolas Sarkozy - e si vede. La sua prima conferenza stampa alla guida della Banca centrale europea ha segnato un brusco cambiamento di rotta nella comunicazione della Bce - che è uno strumento fondamentale di politica monetaria - ma anche nella definizione del suo ruolo. Complici anche le difficoltà di coordinamento delle politiche fiscali nella Ue, c’è allora il rischio che l’Autorità di Francoforte assuma sempre più compiti politici “puri”, che non le sono appropriati.

sarkozy lagarde

 

Indipendenza o coordinamento?

Il segnale più inquietante è giunto forse quando Lagarde ha parlato dell’indipendenza della banca centrale. «Credo che sia cruciale e importante che l’indipendenza della Banca centrale sia rispettata e valutata» positivamente, ha detto. Ha anche aggiunto però che non vede «niente di sbagliato» nel fatto che i p0licymakers e quindi ministri, parlamentari, banchieri centrali «siano d’accordo - e ha molto enfatizzato questa parola - nel fare gli sforzi possibili per raggiungere i loro rispettivi obiettivi».

 

Il ciclo elettorale

Olaf Scholz nuovo ministro delle Finanze

È un terreno scivoloso, questo. L’indipendenza delle banche centrali serve proprio a permettere che la politica monetaria, se e quando è necessaria, non “vada d’accordo” con la politica fiscale la quale - per ragioni per esempio elettorali - può diventare inflazionistica. In questo caso, ed è una situazione piuttosto normale, la politica monetaria deve andare in direzione opposta, correggere la rotta, ”stringere” dove il mondo politico ha “allentato” troppo. Oggi, in una situazione di bassa inflazione (e di fiscal compact), questo schema può sembrare superato, ma potrebbe tornare attuale in futuro; e in ogni caso i principi vanno ribaditi.

l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 4

 

Il«collega» Scholz

Uno vero scivolone - che Mario Draghi avrebbe sicuramente evitato - è stato fatto dalla Lagarde quando ha risposto alla domanda tutta politica sull’Esm e sull’Unione bancaria, esprimendo la sua opinione su un tema di cui stanno discutendo i governi europei, rispondendo alle polemiche italiane e giungendo al punto ad apprezzare le posizioni del ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz - da lei chiamato, con un lapsus rivelatore, «collega» - sull’Unione bancaria.

 

Un «gran débat» dietro la revisione strategica

MERKEL E SCHOLZ ANNUNCIANO IL PACCHETTO CLIMA

La stessa revisione strategica che la Bce ha iniziato - in parallelo con al Fed, peraltro - assume caratteristiche molto politiche. Il processo, che durerà un anno, non coinvolgerà solo i «soliti sospetti», ma si allargherà ad altre figure, come i membri del Parlamento europeo e della società civile, oltre (ovviamente) al mondo accademico.

 

Cosa accade dopo il 2020?

christine lagarde mario draghi 2

Un’amplia platea, forse troppo ampia, per un lavoro di carattere tecnico-politico, sul quale oltretutto non sono stati definiti, al contrario di quanto ha fatto la Fed, confini precisi. Investitori e risparmiatori potrebbero ora nutrire il dubbio di quale valore possa avere, dal 2021 in poi, l’attuale strategia della Bce; e rischiare di ridurre l’orizzonte temporale della forward guidance non è molto saggio.

sarko lagarde

 

Una politica monetaria troppo politica

Non è l’unico problema. La revisione non riguarderà solo la definizione dell’obiettivo della stabilità dei prezzi, come è avvenuto nel 2003 e sta avvenendo negli Usa, ma si allargherà a esaminare i grandi cambiamenti dell’economia: la tecnologia, il climate change, la diseguaglianza.

 

Il mandato della Bce

l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 7

Sono i temi tipici della politica fiscale, e della politica tout court. È giusto che la banca centrale - che per mandato deve «contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione» - si domandi quali possano essere gli effetti delle proprie politiche sui target politicamente definiti.

 

Una politica senza voti

christine lagarde wolfgang schaeuble

Se però si allarga, come sembra voler fare la nuova presidente, ad assumere come obiettivi propri e aggiuntivi alla stabilità dei prezzi altri fini, per esempio il climate change (sicuramente cruciale, nel futuro anche immediato) perché poi dovrebbe fermarsi di fronte alla diseguaglianza, o ai problemi dei giovani o ad altri “grandi temi”? In questo modo, però, la politica monetaria diventerebbe politica fiscale, che in un sistema liberaldemocratico deve però essere democraticamente “votata”.

ursula von der leyen 6

 

La banca centrale in una società democratica

Il ruolo di una banca centrale in un sistema liberaldemocratico è un tema delicatissimo. Negli Stati Uniti che - malgrado la loro accidentata storia - hanno inventato quel regime, è spesso discusso. La Banca centrale è organo tecnico e politico, ma non ha un’investitura democratica. Ha un obiettivo preciso e implicitamente o esplicitamente prioritario - la stabilità dei prezzi - e in base a quello viene valutato.I suoi margini di manovra sono e devono essere molto stretti.

 

La fine dell’Ecb-speak?

l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 5

Non manca un aspetto tecnico: la comunicazione. La presidente Lagarde ha rivendicato il diritto di usare linguaggi diversi con pubblici diversi,e ha invitato a non sovrainterpretare le diverse terminologie che userà. Può essere un problema, serio. La politica monetaria consiste innanzitutto nel plasmare le aspettative su tassi e prezzi. Il suo linguaggio non può che essere tecnico e rigoroso, quasi artificiale (non a caso si parla di Ecb-speak o di Fed-speak).

 

ursula von der leyen con david sassoli e la nuova commissione ue

Un codice senza ambiguità

È un codice preciso che serve a evitare ogni ambiguità, come accade invece nel linguaggio comune e in quello politico. Ogni commistione tra codici diversi pone invece la Bce al rischio di essere fraintesa. Dai mercati, che reagiscono molto rapidamente e a volte, nel brevissimo periodo almeno, anche sbagliando.

l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 3l'esordio di christine lagarde alla guida della bce 2christine lagardecharles michel ursula von der leyen david sassoli christine lagarde come le ragazze di porta venezial'esordio di christine lagarde alla guida della bce 1

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?