margrethe vestager alitalia

“AVETE SPESO QUEI SOLDI? SIAMO ANCORA IN ATTESA DELLE RISPOSTE” - MARGRETHE VESTAGER MANDA UN PIZZINO A CONTE E GUALTIERI SUGLI AIUTI DI STATO: “DEVONO ESSERE PROPORZIONATI E NECESSARI” – “ALITALIA? IL CAMBIO DI NOME NON È SUFFICIENTE PER LA DISCONTINUITÀ ECONOMICA” – POI FA CAPIRE CHIARAMENTE COSA PENSA DELLA RETE UNICA TIM-CDP: “PUÒ ESSERCI UN GROSSISTA MONOPOLISTA SE QUESTO NON È INTEGRATO VERTICALMENTE, SE CIOÈ NON VENDE ANCHE A SE STESSO NELLA PARTE AL DETTAGLIO DEL SETTORE D' ATTIVITÀ…”

 

 

Marco Bresolin per “la Stampa”

Margrethe Vestager

 

«Abbiamo deciso di prorogare di altri sei mesi il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, ma ora facciamo una domanda ai governi: avete speso quei soldi? Siamo ancora in attesa di tutte le risposte».

 

Margrethe Vestager ha sin qui approvato quasi 3 mila miliardi di euro di interventi pubblici per sostenere le imprese europee colpite dalla crisi. Più della metà dei fondi riguarda la Germania e al secondo posto - davanti alla Francia - c' è l' Italia (il 15,2% del totale).

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

La vicepresidente della Commissione con delega alla Concorrenza (e al Digitale) ha deciso di estendere fino al 30 giugno 2021 l' allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, introducendo una novità: «I governi - spiega - potranno coprire una parte dei costi fissi delle aziende che hanno perso almeno il 30% del loro fatturato».

 

Non avete una stima dell' impatto reale delle 367 misure finora approvate?

von der leyen vestager

«No, per questo abbiamo chiesto i dati ai governi. So che per alcuni è uno stress fornirli, ma per noi è molto importante avere un quadro chiaro. Perché un conto è il budget a loro disposizione, un altro è vedere quanti soldi sono stati effettivamente utilizzati. Gli aiuti di Stato che vogliamo autorizzare devono essere proporzionati e necessari».

 

Anche per Alitalia, a settembre, avete autorizzato 200 miliardi di aiuti. Ma il quadro temporaneo non valeva solo per le aziende con i conti in ordine prima della pandemia?

«Quell' intervento rappresenta un risarcimento danni. Anche per le aziende in difficoltà - in caso di danni dovuti alla pandemia - è possibile ricevere un aiuto se c' è stato un ulteriore deterioramento dei conti».

AEREO ALITALIA

 

Ora però dovete esprimervi sui due prestiti da 1,3 miliardi ad Alitalia per i quali avete avviato due diverse indagini. Ma nel frattempo il governo ha stanziato ulteriori 3 miliardi per creare una nuova società che non dovrà restituire i precedenti aiuti, qualora fossero giudicati illegittimi: è dunque sufficiente il cambio di nome per garantire la discontinuità economica e sfuggire a questa responsabilità?

ALITALIA

«No. Per questo usiamo una serie di criteri per avere la certezza che non si tratti della stessa azienda. Può certamente essere una questione di "brand", ma anche di quali rami d' attività sono stati venduti e a chi, oppure ancora del destino dei dipendenti. È da questi elementi che si capisce se c' è effettivamente una nuova società e dunque se questa non è responsabile per gli aiuti di Stato da restituire. Non voglio anticipare cosa accadrà nel caso di Alitalia, ma questo è ciò che è successo in altri casi in precedenza».

LUIGI GUBITOSI FRANCESCO STARACE

 

L' Italia sta mettendo a punto i progetti da finanziare con le risorse del Recovery Fund: che ruolo avranno gli investimenti nel Digitale?

«Sono molto contenta che i leader Ue abbiano approvato il target del 20% per questo tipo di investimenti, oltre all' obiettivo del 37% per le spese "green". Perché senza una transizione digitale non è possibile nemmeno una transizione verde.

 

Margrethe Vestager

È inoltre importante che ci sia un investimento nelle competenze digitali, che molti europei non hanno. Ma è anche fondamentale che la società si metta al passo con la digitalizzazione in modo ordinato, deciso dagli esseri umani e non dalla tecnologia. Per questo stiamo lavorando a un Digital Service Act e a un Digital Market Act».

 

 

Cosa comporteranno? È vero che farete una "black list" delle società del Web alle quali applicare norme più stringenti?

«Non si parla di black list. Il primo provvedimento porterà a un aggiornamento della direttiva e-commerce, in modo che lo shopping e le discussioni online siano più simili a quelle nel mondo offline in termini di responsabilità. Il secondo ha più a che fare con i mercati digitali ed è diviso in due filoni.

 

conte ursula

Uno servirà per definire cosa possono e cosa non possono fare le società che rispondono a una serie di caratteristiche oggettive, per esempio nella gestione dei dati. L' altro invece prevede uno strumento che ci consentirà di avviare indagini su un determinato mercato, non più quindi sulle singole società, e imporre rimedi in caso di criticità».

 

L' operazione Rete Unica, che vede coinvolta Tim e che porterà alla creazione di un monopolio nel settore italiano delle telecomunicazioni, rischia di essere in contrasto con la normativa Ue?

open fiber

«Faccio solo un' osservazione in generale: può esserci un grossista monopolista se questo non è integrato verticalmente, se cioè non vende anche a sé stesso nella parte al dettaglio del settore d' attività.

 

Potrebbe essere in aree in cui non c' è concorrenza come ora, diventando quindi un grossista più neutrale che consenta ai diversi rivenditori di competere l' uno contro l' altro. Quindi non è impossibile, ma dipende molto da come vengono impostate le cose. Non so se questo si applicherà nel caso italiano perché non conosciamo ancora molti dettagli».

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