monte dei paschi di siena mps montepaschi giorgia meloni

IL “MONTE” DELLA DISCORDIA – È BRACCIO DI FERRO TRA GOVERNO E BANKITALIA SU MONTE DEI PASCHI – IL TESORO PER ORA NON INTENDE CEDERE IL CONTROLLO DELL'ISTITUTO SENESE, MENTRE VIA NAZIONALE PREME PER TROVARE SUBITO UN NUOVO AZIONISTA DI RIFERIMENTO – LE NUOVE PRESSIONI SU UNICREDIT NON HANNO OTTENUTO RISULTATI: L'AD ANDREA ORCEL RESTA MOLTO FREDDO. E L’UNICO ALTRO PRETENDENTE CREDIBILE È BANCO BPM – VISTO CHE I CONTI DI MPS SONO TORNATI IN POSITIVO, MELONI NON HA ALCUNA FRETTA. L'OBIETTIVO È OTTENERE DA BRUXELLES UNA PROROGA A OLTRE IL 2024 PER L'USCITA DI SCENA…

Estratto dell'articolo di Manuel Follis per “La Stampa”

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Per il matrimonio del Monte dei Paschi di Siena potrebbe servire più tempo del previsto. Anzi, dipendesse dal governo la cessione del controllo dell'istituto di credito non dovrebbe proprio avvenire o andrebbe collocata ben più in là di quanto atteso dal mercato.

 

Il paradosso è che invece per Banca d'Italia Mps necessita di un Cavaliere bianco in tempi rapidi e non a caso negli ultimi giorni è tornato d'attualità il pressing di Palazzo Koch su Unicredit, anche se a quanto risulta l'ad Andrea Orcel è ancora molto freddo sul dossier. Un braccio di ferro a distanza tra Via Nazionale e governo che al momento sembra abbia un chiaro vincitore e cioè l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. [...]

 

BANKITALIA 3

Tanto più che, fuor di metafora, da qualche tempo a questa parte la banca senese ha iniziato a registrare performance confortanti e lo confermano le previsioni per il 2023 di Mps, al netto della tassa sugli extraprofitti che ovviamente non è piaciuta nemmeno a Siena.

 

In ogni caso, non c'è più alcuna fretta di trovare un nuovo azionista di riferimento per la banca guidata da Luigi Lovaglio. Tutto perfetto salvo un particolare e cioè che Palazzo Chigi ha preso degli impegni formali con Bruxelles per un'uscita di scena entro il 2024. Impegni che per qualcuno sono vincolanti, ma che invece molti altri esponenti del governo a microfoni spesi derubricano come «falso problema».

 

ANDREA ORCEL

L'idea è che non sarà così difficile ottenere un'ulteriore proroga all'interno delle fitte interlocuzioni tra operative e Ue che ormai spaziano a 360 gradi dall'accoglienza dei migranti al Pnrr.

 

Lo scenario diventa quello di una Mps che balla da sola, padrona della sua sorte. Scenario che però evidentemente non piace molto a Bankitalia dove invece vedrebbero di buon occhio una fusione all'interno di Unicredit. Dal punto di vista formale, la banca guidata da Orcel ha tutte le carte in regola per digerire l'istituto senese e in più l'ad è di quelli che ha una marcia in più quando si tratta di lavorare su operazioni di m&a.

 

Peccato che al momento il ceo non ne voglia sapere di un matrimonio con Siena, a meno che quest'ultima non venga servita su un piatto d'argento con tanto di cospicua dote, ipotesi inverosimile alla luce dei risultati dell'istituto.  Senza contare che se mai dovesse scegliere una preda, non è un mistero che Unicredit preferirebbe puntare sul Banco Bpm, pur con tutte le difficoltà che è ormai noto comporterebbe una simile operazione.

 

[...]

 

giuseppe castagna banco bpm

L'altro possibile pretendente di Mps è proprio Banco Bpm, che però ha almeno due problemi. Il primo è che gli azionisti dell'istituto hanno fatto capire chiaramente che non gradirebbero l'operazione Mps, che comporta molte incognite sul futuro, tanta fatica nella gestione del deal e un incasso sostanzialmente nullo.

 

Al di là del guadagno cash dei soci, anche chi vedrebbe di buon occhio un'eventuale fusione con Mps è preoccupato della capacità della banca di assorbire l'istituto senese.

Insomma trovare un Cavaliere bianco per il Monte Paschi non è un affare semplice. E anche per questo il governo avrebbe optato per togliere il piede dall'acceleratore e aspettare gli eventi. Questo, per quanto riguarda un nuovo azionista di riferimento.

 

meloni giorgetti

Discorso diverso invece per quanto riguarda l'alleggerimento della quota di controllo e quindi la presa sulla banca senese. Mps è controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che ferma una quota del 64,2%. Nulla vieta al ministero guidato da Giancarlo Giorgetti di mettere in vendita parte della quota, in una o più tranche, pur mantenendo il controllo dell'istituto.

 

C'è quindi un 13% potenzialmente cedibile che alle attuali quotazioni di mercato potrebbe valere intorno a 400 milioni. Ove mai Palazzo Chigi e Mef decidessero di limare la quota di controllo nella banca senese, la sfida sarà rappresentata da modalità e timing, visto che quando gli investitori subodorano l'immissione di titoli sul mercato, il valore delle azioni ne risente. D'altro canto c'è chi fa notare che i recenti risultati di Mps uniti al fatto che il titolo tratti a sconto potrebbero rendere la cessione di azioni non così complessa. [...]

giancarlo giorgetti giorgia meloni monte dei paschi di siena

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO