“NE SENTIRÒ LA MANCANZA COME AMICO” – FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE RICORDA IL COMPAGNO DI BATTAGLIA (NELL’ASSALTO FALLITO A GENERALI), LEONARDO DEL VECCHIO: “SE N’È ANDATO UN GRANDE ITALIANO. ERA UN UOMO DI PRINCIPI. HO SEMPRE APPREZZATO LA SUA LEALTÀ E LA SUA VOGLIA DI LAVORARE PER IL BENE DELL'AZIENDA” – ANCHE L’EX AD DI LUXOTTICA, ANDREA GUERRA, METTE DA PARTE LE VECCHIE RUGGINI: “GRAZIE PER ESSERE STATO UN ESEMPIO SILENZIOSO, CONTINUO E COSTANTE” – MELONI, RENZI, SALVINI, DI MAIO: IL CORDOGLIO DELLA POLITICA

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LEONARDO DEL VECCHIO LEONARDO DEL VECCHIO

Marco Sarti per “Verità & Affari”

 

Esponenti politici, imprenditori, sindacalisti. Numerosissimi sono stati ieri i commenti di cordoglio alla notizia della scomparsa di Leonardo Del Vecchio. A parlare anche Francesco Gaetano Caltagirone, che aveva trovato nel patron di Luxottica un alleato nel suo tentativo, poi fallito, di cambiare il management delle  Generali.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

«Se n'è andato un grande italiano», ha detto. «Ne sentirò la mancanza come amico, come imprenditore e come uomo di princìpi. Ho sempre apprezzato la sua lealtà, la sua voglia di lavorare per il bene dell'azienda, con assoluto distacco dal potere che la forza economica può dare, la sua grande visione anche sociale».

 

«Dal suo e nostro amato nord-est ha saputo costruire una realtà che è oggi un modello a livello mondiale, tenendo fede, dal primo all'ultimo giorno della sua incredibile storia personale, ai propri valori», ha detto invece il presidente di Edizione Alessandro Benetton.

 

andrea guerra andrea guerra

Mentre Andrea Guerra, manager di Luxottica che a un certo punto venne ai ferri corti col patron e lasciò l'incarico, mette da parte gli antichi dissapori: «Grazie di aver creduto e spinto tutti a far sì che Luxottica fosse sempre la più brava. Grazie per essere stato un esempio silenzioso continuo e costante.

 

Grazie per averci dedicato quel tempo intorno a una nuova cerniera o a un nuovo materiale. Una ossessione a non fermarci mai». Il presidente del Consiglio Ma-rio Draghi ha sottolineato come Del Vecchio abbia coniugato «l'apertura internazionale con l'attenzione per il sociale e per il territorio.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PHILIPPE DONNET FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PHILIPPE DONNET

 

Del Vecchio è stato un grande italiano: ha portato la comunità di Agordo e il Paese intero al centro del mondo dell'innovazione». Il ruolo di simbolo dell'italianità nel mondo è stato sottolineato da molti. Di «esempio vincente e di successo dell'eccellenza italiana nel mondo» ha parlato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

 

«Leonardo Del Vecchio è stato un grande italiano», ha detto il commissario Ue all'economia Paolo Gentiloni. «La sua storia, dall'orfanotrofio alla guida di un impero economico, sembra una storia di altri tempi. Ma è un esempio per oggi e domani».

 

il primo video di alessandro benetton da presidente di edizione 2 il primo video di alessandro benetton da presidente di edizione 2

Per la leader di Fdi Giorgia Meloni «ha portato il tricolore nel mondo». «Partendo da zero, ha creato un impero globale, Luxottica, con una storia personale che è per tanti aspetti in-credibile e affascinante. L'Italia perde uno dei campioni della sua industria», ha commentato il fondatore di Italia Viva Matteo Renzi.

 

 E' stato «capace di costruire il proprio impero partendo dalla provincia di Belluno per poi espandersi nel mondo. Mai mettere limiti ai propri sogni: il suo dev'essere un esempio anche per le generazioni future», ha detto invece il leader leghista Matteo Salvini.

 

ZUCKERBERG E LEONARDO DEL VECCHIO ZUCKERBERG E LEONARDO DEL VECCHIO

E anche il ministro leghista dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti guarda alle generazioni più giovani: «Spero che la sua storia personale possa essere di esempio per i giovani che decidono di provare (e vincere) la sfida dell'impresa». Mentre il presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha sottolineato la politica innovativa in termini di welfare aziendale: Del Vecchio, ha detto, «si inseriva in quella tradizione di imprenditori illuminati che credono nel benessere dei lavora-tori», laddove «è straordinario avere una comunità di lavora-tori soddisfatti».

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FISCO PER FIASCO – GLI ITALIANI NON SONO OPPRESSI DALLE TASSE, ANZI: LA STRAGRANDE MAGGIORANZA NON PAGA NULLA E VIVE SULLE SPALLE DEGLI ALTRI – SONO SOLO 30 MILIONI QUELLI CHE PAGANO ALMENO 1 EURO DI IRPEF. E TRA QUESTI, IL 43,68% (26,13 MILIONI), SGANCIA SOLTANTO IL 2,31% DELL’IMPOSTA SULLE PERSONE FISICHE. VA IN CULO SEMPRE E SOLO AI LAVORATORI DIPENDENTI, CHE HANNO LA TRATTENUTA ALLA FONTE E NON POSSONO EVITARE DI PAGARE, COME INVECE FANNO AUTONOMI E LIBERI PROFESSIONISTI (LIBERI DI EVADERE)