“RENAULT POTREBBE SCOMPARIRE” – IL MINISTRO DELL’ECONOMIA LE MAIRE METTE (ALTRI) CINQUE MILIARDI PER SALVARE RENAULT, MA POI SUONA LE CAMPANE A MORTO PER IL SETTORE AUTO FRANCESE: “A RISCHIO SE NON RIESCE A RIADATTARSI DOPO LA CRISI DEL CORONAVIRUS” – OLTRALPE SONO STATE AUTORIZZATE 12,7 MILIONI DI RICHIESTE PER IL LAVORO A ORARIO RIDOTTO E L’ECONOMIA È AL COLLASSO, COME IN TUTTO IL MONDO

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Fabio Savelli per www.corriere.it

 

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Cinque miliardi di euro per salvarla. Con lo Stato, già azionista, chiamato alla terza operazione di risanamento dal Dopoguerra ad oggi. Cinque miliardi che forse non basteranno per salvare la totalità degli occupati della casa automobilistica Renault. Per la prima volta nella storia Parigi potrebbe abdicare all’equazione — soldi di Stato, nessuna chiusura di fabbriche — perché la crisi innescata dalla pandemia è talmente devastante per l’impatto su domanda ed offerta di veicoli che nei manuali dei top manager è da incasellare alla voce «disaster recovery».

BRUNO LE MAIRE BRUNO LE MAIRE

 

Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, dice che la crisi sanitaria legata al coronavirus dovrebbe portare a «fallimenti» e «licenziamenti» in Francia «nei prossimi mesi». «Molti settori sono stati duramente colpiti» dalla crisi e «anche se l’economia si sta riprendendo, non tutti i comparti lo stanno facendo allo stesso ritmo», ha spiegato il ministro. In questo contesto, il governo prevede di ridurre la copertura della disoccupazione parziale «in modo da incoraggiare il ritorno all’attività, poiché questo è ciò che in definitiva ci permetterà di creare posti di lavoro e di creare prosperità», ha proseguito Le Maire aggiungendo: «Dobbiamo incoraggiare la ripresa dell’attività, non è una situazione normale che lo Stato si faccia carico del 100% degli stipendi».

EMMANUEL MACRON RENAULT EMMANUEL MACRON RENAULT

 

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Secondo una stima del Ministero del Lavoro il numero totale di richieste di autorizzazione per il lavoro a orario ridotto dal 1 marzo ha raggiunto i 12,7 milioni, mentre 8,6 milioni di dipendenti avrebbero beneficiato del regime, che ha impedito un’esplosione della disoccupazione in Francia, la cui economia è stata duramente colpita dal coronavirus. La cancellazione del lavoro a orario ridotto comporterà licenziamenti, ha avvertito mercoledì Francois Asselin, presidente della Confederazione delle Piccole e Medie Imprese (CPME), che chiede allo Stato di attendere fino a settembre prima di qualsiasi riduzione «significativa» della sua copertura. Ma il governo sarebbe intenzionato a non andare oltre giugno.

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La vicenda impatta terribilmente sulla Renault che solo un anno fa stava per convolare a nozze con Fiat-Chrysler costruendo un gruppo sovranazionale con le case auto giapponesi Nissan e Mitsubishi. «Renault potrebbe addirittura scomparire se non riesce a riadattarsi dopo la crisi del coronavirus», dice netto Le Maire. A rischio lo stabilimento francese a Flins. Il presidente della Renault Jean-Dominique Senard sta lavorando duramente su un nuovo piano strategico con il sostegno del governo francese col supporto dell’italiano Luca De Meo, da gennaio nominato nuovo Ceo ma in carica dal primo luglio. Subentrato così al vertice della Régie nationale in un momento difficile dopo lo scandalo dell’arresto di Carlos Ghosn. In cambio dei capitali di Stato, l’azienda — rovesciando la storia delle relazioni industriali — non prenderebbe impegni sul fronte del mantenimento dell’occupazione.

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CAIRO-BLACKSTONE 1 A 0 – IL COLLEGIO ARBITRALE DI MILANO HA EMANATO UN PRIMO PARERE SULLA VENDITA DELLA SEDE DI VIA SOLFERINO – HA “ESCLUSO L’INVALIDITÀ DEI CONTRATTI CON CUI È STATA CONCLUSA L’OPERAZIONE” MA CONTESTUALMENTE “HA RILEVATO CHE IL COMPORTAMENTO DELL’ACQUIRENTE POTREBBE DARE LUOGO AL RISARCIMENTO DEL DANNO IN FAVORE DI RCS” – IN PIÙ, HA CONFERMATO CHE L’ITALIA È LA SEDE COMPETENTE DOVE DECIDERE LA CONTROVERSIA (DIVERSAMENTE DA QUANTO SOSTIENE BLACKSTONE)