larry fink

“È STATO IL CAPITALISMO A CREARE I VACCINI CON METODI RIVOLUZIONARI, NON LA CINA” - IL CEO DI BLACKROCK, LARRY FINK, AFFIDA A “REPUBBLICA” IL SUO ELOGIO DI PARTE AL CAPITALISMO (CHE E’ LO STESSO CHE TRA INQUINAMENTO E DISTRUZIONE DEGLI ECOSISTEMI HA CREATO I PRESUPPOSTI PER IL VIRUS) - LE LODI A DRAGHI, L’EUROPA CHE DEVE ABBRACCIARE L’IDEA DI “COMPENSI ELEVATI PER CHI PRODUCE”, IL RISCHIO INFLAZIONE, LA DE-GLOBALIZZAZIONE…

Estratto dell’articolo di Mario Platero per “la Repubblica”

 

larry fink

Il viso allungato, il sorriso pronto, gli occhi penetranti, Larry Fink, il Ceo di BlackRock, ha creato dal nulla il gestore di risparmio più grande del mondo: da ieri, giorno di trimestrale, ha annunciato che la gestione è salita a 9.000 miliardi di dollari. Quasi quattro volte il Pil italiano. Fink mi accoglie via Zoom nel fienile della sua proprietà trasformato in ufficio remoto a North Salem, upstate New York. […]

 

Oggi Fink non è solo il più grande gestore di risparmio del mondo e un brillante imprenditore. È anche e soprattutto un “policy maker”, nel senso lato e migliore del termine, ovviamente, cioè totalmente al di fuori dalla politica. […]

mario draghi

 

[…] Biden ha lanciato due piani di aiuti e investimenti infrastrutturali che potrebbero valere (inclusi anche quelli del 2020) il 50% del Pil. È anche una scelta strategica per aumentare lo statalismo e tenere il passo con la Cina che avanza?

«C'è una cosa di cui noi americani e europei dobbiamo essere orgogliosi: è stato il capitalismo a creare i vaccini con metodi rivoluzionari, non la Cina. I vaccini cinesi sono efficaci solo al 50 per cento. La forza del capitalismo non è apprezzata abbastanza».

 

larry fink blackrock 5

Perché l'Europa è indietro? Forse perché non vara un progetto di stimoli grande come quello Usa?

«Non sono così convinto che l' Europa sia indietro. Ha molte aziende leader globali. La questione secondo me non è solo economica, ma culturale. L' Europa, culturalmente, non sostiene quell' energia imprenditoriale che vediamo in America. Deve abbracciare l' idea di compensi elevati per chi produce, il concetto dell' individualismo. Molti giovani vengono in America per fare fortuna. Ci si deve chiedere perché non c' è questo senso di opportunità in Europa».

 

Mario Draghi è il nuovo presidente del Consiglio italiano, con una grande vocazione europea. Potrà contribuire ad accelerare i tempi dell' integrazione bancaria e aiutare sul piano "culturale"?

«Per prima cosa devo dire che Mario Draghi è un amico. Credo che abbia fatto un lavoro fantastico come governatore della Bce. È un leader forte, determinato, un uomo di grande integrità sul piano umano e compassionevole. Qualità importanti per un politico. È un uomo che ha lavorato nel settore privato e ha dedicato la vita al settore pubblico. È rispettato in Europa e nel mondo, è una forza della natura, dunque ha le carte in regola per accelerare i processi di integrazione in Europa. Ma non credo che Draghi e l' Italia possano svolgere quel ruolo da soli. Dovrà lavorare con Macron in Francia e poi in autunno, con chi sarà il nuovo leader della Germania. L' Europa la si deve fare insieme».

joe biden

 

Non mi ha risposto sul piano infrastrutturale di Biden.

«Biden ha fatto benissimo a vararlo. Abbiamo un serio problema infrastrutturale in America, che sia un ponte o un aeroporto, le cattive condizioni rispetto a quel che si vede in Europa e in Asia sono evidenti. Non abbiamo una rete elettrica nazionale.

 

E le divisioni sociali, le tensioni, crescono con la grande separazione fra chi ha accesso alla banda larga e chi non ce l' ha. Possibile che il piano di Biden da 3.000 miliardi di dollari sia troppo caro? Non lo so. Ma non credo che aumentare le aliquote fiscali per le aziende dal 21 al 28% cambi il panorama competitivo. Abbiamo bisogno di un programma molto vasto, sia pubblico che privato che possa trasformare l' America».

larry fink blackrock 1

 

C'è un rischio inflazione?

«Ci sono elementi concreti per preoccuparsi dell'inflazione. Le macrotendenze in corso - ad esempio una de-globalizzazione o la possibile riduzione di produzione off shore più a buon mercato - sono foriere di inflazione. Allo stesso tempo il progresso tecnologico continua a ridurre i prezzi. Sono due fenomeni contrapposti. A questo aggiungiamo i progetti di stimolo infrastrutturali che creeranno posti di lavoro ed eserciteranno pressioni sui salari. E dunque sì, sono sempre più attento al rischio inflazione. Se avremo l'inflazione al 2 al 2,5 anche al 3%, andrà bene. Se andremo sopra il 3% sarà inflazione cattiva».

 

È preoccupato dalla deglobalizzazione?

VACCINO COVID

«Si. L' Europa sente l' immigrazione come una minaccia, ma è una minaccia che deriva dalla povertà. Occorre saperlo. Sono per una globalità equilibrata. La globalizzazione aiuta a sollevare sempre piu' gente dalla povertà e dunque ad avere un mondo più sicuro».

 

Cosa dovrebbe fare Draghi per l'Italia?

«Spero che Mario possa riaccendere l'orgoglio italiano, l'energia. In Italia avete un ottimo sistema universitario, ma i migliori se ne vanno. Quel che Mario - o qualunque altro politico - deve poter dire è: "Puoi avere le stesse opportunità in Italia". Ma c'è un aspetto ancora più importante: cambiare il rapporto tra risparmio e investimento. Come si potrà instillare negli italiani e negli europei un ottimismo di lungo periodo? Se lungo un periodo di venti anni gli italiani avessero messo la loro liquidità al lavoro semplicemente investendo nell' indice Dax tedesco avrebbero fatto quattro volte quel che hanno avuto lasciando i soldi a dormire in un conto bancario».

larry fink blackrock 4

 

Restando in Italia cosa mi dice di Unicredit di cui lei è azionista? È soddisfatto del cambio ai vertici?

«Conosco il nuovo Presidente Pier Carlo Padoan da molto tempo e Andrea Orcel da 25 o 30 anni! Auguro loro ogni successo. Ma la relazione è ottima anche con Banca Intesa e con l'intera comunità finanziaria, con Poste Italiane ad esempio. Siamo soddisfatti dell' andamento generale».

 

Lei dice di investire ma non è preoccupato dai rapporti ormai alti tra prezzi delle azioni e utili?

«Certo. Ma molti erano preoccupati dal rapporto tra prezzi del titolo Amazon e utili della società e non l'hanno comprata 20 anni fa. Occorre guardare al lungo termine, non agli alti e bassi del mercato».

Vaccini covid

 

Ha annunciato ieri una nuova soglia dei capitali che avete in gestione a quota 9.000 miliardi di dollari. Quando arriverà a 10.000 miliardi di dollari?

«Chi lo sa, forse un' ora fa. Sa cosa? Io credo che quel numero non sia importante. Gestiamo danaro per più gente di qualunque altro gestore al mondo. Più pensioni di chiunque altro, pensioni di gente comune, di pompieri, addetti sanitari, operai, poliziotti, funzionari statali, insegnanti. E se facciamo un buon lavoro aiutiamo il loro futuro. Sono anche loro a chiederci di svolgere un ruolo positivo nella società e di guardare al lungo termine. Oggi non lo fanno in molti. Noi continueremo a guardare lontano».

larry fink blackrock 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…