milena gabanelli autostrade

LI PEDAGGI VOSTRI! – LE AUTOSTRADE LOMBARDO-VENETE SONO UNA PACCHIA PER I PRIVATI, CHE INCASSANO I PEDAGGI, E UNA DISGRAZIA PER LE CASSE PUBBLICHE, CHE SI ACCOLLANO I COSTI – LA BREBEMI, LA TANGENZIALE ESTERNA MILANESE E LE DUE PEDEMONTANE HANNO REGISTRATO FINORA UN MILIARDO DI EURO DI PERDITE. A CUI SI AGGIUNGONO 4,6 MILIARDI DI DEBITI – GABANELLI: “È UN FALLIMENTO POLITICO PERCHÉ QUESTE STRADE SEMIDESERTE DAL PEDAGGIO EXTRALUSSO SONO TUTTE FIGLIE DEL DISEGNO DELLE DUE GIUNTE REGIONALI GUIDATE DAL CENTRODESTRA…” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SULLE AUTOSTRADE

 

Estratto dell’articolo di Massimiliano Del Barba e Milena Gabanelli per www.corriere.it

 

AUTOSTRADE - COSTI E PEDAGGI - DATAROOM

Quasi un miliardo di euro di perdite. A cui si aggiungono 4,6 miliardi di debiti che nei prossimi anni potrebbero triplicare. Il fallimento, politico e contabile, del nuovo sistema viabilistico lombardo-veneto sta in questi numeri. Contabile perché le infrastrutture in questione — l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, la Tangenziale Esterna Milanese e le due Pedemontane, quella lombarda e la veneta — continuano a collezionare pessimi risultati di bilancio a causa del combinato disposto fra bassi incassi e alti costi gestionali.

 

E poi politico perché queste strade semideserte dal pedaggio extralusso sono tutte figlie di un disegno comune, cioè quello delle due giunte regionali da sempre guidate dal centrodestra, costruito sul «project financing», la soluzione evocata in tutti quei casi in cui le risorse pubbliche scarseggiano.

 

Funziona così. Il pubblico chiede a un privato di progettare, costruire e gestire un’opera e in cambio gli concede il diritto di sfruttarla attraverso l’incasso dei pedaggi e una garanzia per accedere al credito. Un fiume di denaro da restituire alle banche ma che, dato lo scarso traffico, rimane congelato perché l’attività può continuare grazie a costanti iniezioni di risorse pubbliche. Come si fa, infatti, a far fallire una azienda privata dalle cui sorti dipende un’infrastruttura pubblica?

 

La Brescia-Bergamo-Milano

milena gabanelli autostrade lombardo-venete

La madre di questa contraddizione per la quale il pubblico affida al privato un’opera salvo poi salvarla da se stessa si chiama A35 Brebemi: 62 chilometri di autostrada che collegano la bassa bresciana alla periferia orientale di Milano. Messa in cantiere nel 2009 dalla giunta Formigoni che la riteneva un’opera necessaria, l’investimento iniziale per 1,7 miliardi di euro è stato finanziato da Intesa Sanpaolo, CdP e Bei. Inaugurata nel 2014 ha sempre scontato un grave problema di competitività nei confronti della quasi parallela e più economica A4 [...]

 

Appesantita dai debiti e rallentata da un pedaggio che è il doppio rispetto alla A4 (13,9 euro contro 5,6 per lo stesso tragitto), dal 2016 Brebemi ha cominciato a beneficiare di contributi pubblici per un totale di 360 milioni di euro. Un «project financing» di fatto sostenuto da soldi pubblici, mentre a incassare il pedaggio è una società privata.

 

Tangenziale Est esterna

milena gabanelli autostrade lombardo-venete

Malgrado difficoltà e insuccessi, il modello Brebemi viene riproposto anche nella genesi di Tangenziale Est esterna, concepita dalla giunta Maroni per collegare la Brebemi alla A4 e alla A1 Milano-Napoli. Attiva dal 2015, recentemente è passata da Autostrade per l’Italia al gruppo Gavio. Nel 2023 la Teem è andata in rosso di 4,2 milioni su un giro d’affari di 85 portando il suo passivo totale a quota 170 milioni e il suo indebitamento oltre 1,1 miliardi. Per il futuro, anche in questo caso Gavio non scommette tanto su un (improbabile) incremento del traffico, quanto su un aumento dei pedaggi: più 4,34% nel 2023 e un più 2,3% nel 2024.

 

Pedemontana lombarda

AUTOSTRADE - COSTI E PEDAGGI - DATAROOM 3

Poi c’è la grande incompiuta: la A36, nota come Pedemontana lombarda che, con un esborso di 3,5 miliardi, contende all’A35 il primato di autostrada più costosa d’Italia. Nel bilancio 2023 sono segnati 11,9 milioni di rosso, facendo così salire a oltre 106 milioni le perdite pregresse. Socio di controllo è in questo caso un ente al 100% pubblico, cioè la Regione Lombardia, seguita da Milano Serravalle-Milano Tangenziali, a sua volta controllata da Ferrovie Nord Milano, il cui 57% è sempre in mano a Regione Lombardia.

 

Nei conti pesano i 37 milioni di oneri pagati sul finanziamento di 900 milioni erogato da Regione Lombardia a cui si aggiungono gli 1,7 miliardi erogati da Bei e CdP e altri 606 milioni di euro da qui al 2031 (175 di prestito e 431 di aumento di capitale grazie a una norma ad hoc per consentire il ripiano delle perdite attese inserita nel decreto Pnnr 4 nonostante Pedemontana non abbia a che vedere con il Piano di resilienza ) deliberati dalla giunta della Regione Lombardia il 5 agosto per realizzare i 26 km di collegamento della Pedemontana alla Tangenziale Est A51.

 

milena gabanelli autostrade lombardo-venete

Lo scopo era quello di velocizzare gli spostamenti nell’area nord di Milano, collegando le province di Varese, Bergamo e i due aeroporti, Malpensa e Orio. La prima tratta collegata al raccordo con la A8 è stata aperta nel 2015, invece per il tratto di connessione alla A4 non sono ancora iniziati i lavori. Qui però non ci sarà un nuovo tracciato, ma si trasformeranno in autostrada i 10 km della Milano-Meda entro l’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026. [...]

 

Pedemontana veneta

AUTOSTRADE - COSTI E PEDAGGI - DATAROOM 4

Il «project financing» piace anche agli amministratori veneti. Le stesse logiche sono state infatti applicate all’opera che, almeno sulla carta, dovrebbe alleggerire dal traffico l’autostrada Serenissima, vero cancello d’entrata in Italia di tutto il traffico merci proveniente dall’Est Europa. Una gestazione iniziata nel 1990.

 

La società individuata dal «project financing» è la Sis, formata dal gruppo piemontese Fininc e dagli spagnoli di Sacyr Vallehermoso e di Itinere Infraestructuras Sa. I lavori, iniziati nel 2012, si sono conclusi la scorsa primavera, e il 25 giugno al casello di Montecchio Maggiore per l’inaugurazione era presente lo stesso governatore veneto Luca Zaia, che ha dichiarato: «Gli studi dicono che rimarremo in passivo per i prossimi nove anni».

 

milena gabanelli autostrade lombardo-venete

Il costo finale ipotizzato dalla Corte dei Conti è di 12 miliardi di euro. Ma come si è arrivati a questa somma? Come detto, in un ordinario «project financing» il titolare della concessione compensa le spese – e fa profitto, in genere – attraverso i pedaggi, mentre per la Pedemontana questa impostazione è stata ribaltata nel 2017.

 

Non riuscendo i privati a ottenere dalle banche le linee di credito necessarie per finanziare i cantieri, la Regione ha quindi proposto una soluzione inedita: accollarsi il rischio d’impresa impegnandosi a versare ogni anno un contributo ai privati, in media circa 300 milioni di euro a tranche per i 39 anni di concessione, in cambio dei ricavi generati dai pedaggi. [...]

 

Il ruolo dello Stato

AUTOSTRADE - COSTI E PEDAGGI - DATAROOM 1

Bilanci in rosso, gravi esposizioni finanziarie, pedaggi fuori mercato e poco traffico. Evidentemente nella pianificazione delle opere qualcosa non ha funzionato. Palazzo Lombardia e Palazzo Balbi da tempo, silentemente, stanno cercando una «exit strategy» per salvare la faccia e il portafogli, e in barba ai proclami sull’autonomia, Veneto e Lombardia hanno finito per chiedere aiuto a Roma.

 

In particolare al compagno di partito Matteo Salvini che siede al ministero delle Infrastrutture, ed è l’autore di una riforma che, in linea con le richieste europee, dovrebbe semplificare la selva oscura delle concessioni autostradali. Si tratta del Ddl Concorrenza 2023, che ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri a luglio 2024. Nella bozza iniziale conteneva al Capo 1 «Disposizioni in tema di riordino delle concessioni autostradali» un articolo, il n. 16: «Possibilità di trasferire al Mit entro 60 giorni le tratte autostradali a pedaggio per le quali lo stesso non riveste funzioni di concedente».

 

AUTOSTRADE - COSTI E PEDAGGI - DATAROOM 2

Vale a dire quelle tratte in difficoltà finanziaria. Nella versione definitiva, che dovrà essere votata nei prossimi mesi dal parlamento, di questo articolo non c’è più traccia. Nessuno però esclude che il tema possa rientrare con un emendamento. Del resto un’autostrada una volta aperta, se i pedaggi non ripagano i costi, o la prende in carico la Regione che l’ha voluta, o le casse dello Stato. L’alternativa non c’è.

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO