stefano parisi giuseppe conte vito gamberale massimo caputi elia federici

‘’RICOSTRUIRE’’, SUBITO! (PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI) - STEFANO PARISI PROMUOVE UN PIANO ANTI CRISI CON LE MIGLIORI IDEE DI 40 TRA PROFESSIONISTI, IMPRENDITORI E ACCADEMICI – “PER EVITARE IL FALLIMENTO DELLE AZIENDE DOBBIAMO DARE SOLDI A FONDO PERDUTO. PORTARE LA PRESSIONE FISCALE SOTTO IL 40%" - " IL MODO IN CUI SUPEREREMO QUESTA CRISI SEGNERÀ SE IL NOSTRO FUTURO SARÀ UN SUCCESSO O UN FALLIMENTO’’

Dagoreport

 

stefano parisi sabino cassese

“La pandemia ha investito l'Italia nel momento della sua massima debolezza istituzionale, con l'economia meno produttiva d'Europa, il debito pubblico più elevato, la burocrazia più pervasiva. Con l’aggravante della bassa natalità, che può accentuarsi a causa della povertà crescente e dell’incertezza sul futuro", dice Stefano Parisi, imprenditore, già direttore generale di Confindustria e amministratore delegato di Fastweb.

PIERGAETANO MARCHETTI LUCIANO FONTANA FERRUCCIO DE BORTOLI

 

Il cataclisma che sta attraversando il nostro Paese “ha messo in luce tutte le nostre debolezze –  continua Parisi - ora dobbiamo imparare dagli errori e ripartire senza perdere altro tempo”. Su queste premesse Parisi ha promosso, insieme ad oltre 40 tra professionisti, imprenditori e accademici il piano Ricostruire.

giovanni tria foto di bacco

 

Parisi, cosa è ‘’Ricostruire’’?

“È un Piano che raccoglie le migliori idee che sono state avanzate in queste settimane. Dal Piano di Giovanni Cagnoli, al lavoro del Dipartimento di Scienze economiche ed aziendali dell’Università di Padova, al contributo di Piergaetano Marchetti e Marco Ventoruzzo, sulle procedure concorsuali per evitare il fallimento delle aziende, al piano di Giovanni Tria e Pasquale Lucio Scandizzo sull’erogazione a fondo perduto per le imprese, alle proposte di Minima Moralia di Fabrizio Pagani, alle tante idee riformatrici che in questi anni hanno arricchito studi e piani ma non sono mai state fatte proprie dalla politica. 

 

LAURA E SERGIO MATTARELLA

Il piano operativo che proponiamo è strutturato in tre fasi: uscire rapidamente e in sicurezza dal lockdown, proteggere le aziende e ricostruire il paese. Lo abbiamo inviato giovedì  al Presidente della Repubblica Mattarella, al Presidente del Consiglio Conte e a Vittorio Colao.

 

Cosa non sta funzionando oggi?

“Pensiamo che vada completamente cambiata la strategia con la quale si sta affrontando la pandemia. Bisogna continuare a circoscrivere il contagio e iniziare ad allentare la morsa delle misure restrittive. Dovremo convivere a lungo, fino al vaccino, con il Covid-19, e forse questo tipo di epidemie si ripresenteranno in futuro.

 

corea sud

Occorre quindi un cambio di paradigma. Fare come è stato fatto in vari paesi, a cominciare dalla Corea del Sud e Giappone, e come, in parte si sta tentando di fare in Veneto. Distribuire i dispositivi di protezione individuale a tutti i soggetti a rischio e fare tamponi a tutte le persone esposte o a rischio, test rapidi a cominciare dai medici e dal personale sanitari, a chi è entrato in contatto con persone contagiate e anche con i sintomatici.

 

test anche ai guidatori

Oggi non si fa neanche a loro. Proteggere chi andrà a lavorare, rilevare la temperatura corporea a chi entra negli uffici e nelle fabbriche. Se non si effettua un vasto screening della popolazione sarà impossibile rilevare i positivi asintomatici. Poi bisogna isolare i contagiati, e le persone entrate in contatto con chi ha contratto il virus, e utilizzare la tecnologia digitale per geolocalizzare, controllare e curare queste persone. 

 

disinfestazione nella metro di seul

Poi, sempre grazie alla tecnologia, mappare anche chi è a rischio, chi è guarito e chi è immune, per evitare la risorgenza del virus e nuove ondate di contagi. Oggi stiamo a casa per paura di essere contagiati, e magari i positivi vanno al supermercato, domani dobbiamo tenere a casa e controllare i positivi e lasciare libere le persone, con tutti gli accorgimenti igienici del caso.

 

È possibile ripartire subito con i dati altalenanti che ogni giorno arrivano dalla protezione civile?

prestiti alle imprese

“Sarebbe grave non farlo. Un piano per la Fase 2 doveva essere pronto già da tempo, ora la riapertura non può essere posticipata. Dovremo convivere con il virus fino a quando non sarà  disponibile il vaccino, ma se resteremo immobili ne usciremo devastati. Se non ci poniamo da subito il tema della riapertura delle attività  economiche, ci ritroveremo davanti enormi problemi: la disoccupazione causata del gran numero di imprese che, dopo il lockdown imposto, non rialzeranno la saracinesca, un’economia arretrata, un livello di povertà raddoppiato che porta con sé forti tensioni sociali, e il rischio altrettanto grave di un ulteriore intollerabile incremento della pressione fiscale, specie sui patrimoni”.

mappa - diffusione del coronavirus vs diffusione imprese

 

Come si riparte?

“Intanto bisogna proteggere le imprese con il Fondo di Garanzia, ma non solo, finanziandolo adeguatamente, ad oggi i fondi non sono minimamente sufficiente a quanto dichiarato.

Non tutto può essere dato a debito. Molte aziende potrebbero non essere in gradi di ripagarlo dopo la crisi. Dobbiamo anche dare soldi a fondo perduto, modificare i principi contabili e le regole delle procedure concorsuali per evitare il fallimento delle aziende.

IMPRESE FALLIMENTO

Bisogna mettere in condizione le famiglie italiane di tornare a lavoro, impegnando i giorni in età scolare in attività educative e ricreative. 

 

Bisogna mantenere le quote di mercato internazionali , la concorrenza post Covid-19 sarà più spietata di prima.

La ripresa può essere a V , a U o a L , come è stata dopo la crisi del 2008.

Fallimento imprese

Questa volta non possiamo permetterci il lusso di recuperare il livello pre crisi in dieci anni .  

Poi bisogna rilanciare l’economia, riducendo radicalmente gli adempimenti burocratici, per cogliere tutte le opportunità della ripresa economica.

 

industrie imprese tedesche 4

Portare la pressione fiscale sotto il 40%, e garantire una tassazione agevolata per le start-up di tre/cinque anni. Incentivare gli investimenti privati e stranieri e attivare quelli  già finanziati. Proponiamo di istituire un 'Prestito Italia' da 30 miliardi a scadenza decennale. Sarebbe la più valida alternativa a una Patrimoniale che tra l’altro si è sempre dimostrata una misura controproducente. Le proposte che abbiamo elaborato sono molte e sono tutte raccolte sul sito ricostruireitalia.it”.

 

Se pensa a come sarà l‘Italia tra qualche mese, è ottimista?

“Dipende tutto da come verranno pianificate le prossime settimane, e da come reagiremo quando l’emergenza sarà  alle spalle e la quarantena solo un ricordo.

ITALIA CRAC BUCO

Possiamo sfruttare questo momento anomalo e brutto e trasformarlo in un’opportunità.

Mi auguro che questa possa essere finalmente l’occasione per fare quelle riforme che tanto servono al nostro Paese.

 

Mi riferisco al taglio della spesa pubblica improduttiva, a una riforma della governance del Paese, all’abbattimento della burocrazia che ci condanna all’immobilismo.

Abolire il codice degli appalti e utilizzare le direttive europee, abolire ANAC e il reato di abuso d’ufficio. Riorganizzare una pubblica amministrazione più leggera e digitalizzata. Abbiamo davanti una sfida molto complessa, ma necessaria.

Il modo in cui supereremo questa crisi segnerà se il nostro futuro sarà un successo o un fallimento”.

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...