la cina entra nel wto

MALEDETTO IL GIORNO IN CUI LA CINA FU AMMESSA NEL WTO (PER VOLERE DI BILL CLINTON) - DAL 2001 A OGGI, PECHINO E' DIVENTATA LA FABBRICA DEL MONDO DISTRUGGENDO POSTI DI LAVORO NEGLI USA E IN EUROPA: HA FATTO AFFARI CON FURTI DI BREVETTI E AIUTI DI STATO ALLE SUE IMPRESE, HA VIOLATO TUTTE LE REGOLE CHE SI ERA IMPEGNATA A RISPETTARE E HA MANDATO FUORI MERCATO LA CONCORRENZA ESTERA - E MENTRE L'OCCIDENTE SI VENDE, IN CINA NESSUNA AZIENDA STRANIERA HA MAI VINTO UN APPALTO PUBBLICO...

bill clinton

Danilo Taino e Milena Gabanelli per il "Corriere della Sera"

 

Vent' anni fa, nel 2001, il Prodotto interno lordo della Cina era di 1.339 miliardi di dollari. Quello stesso anno, esattamente l'11 dicembre, il Paese fu ammesso nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), ovvero nel sistema di scambi internazionali fondato su regole e con dazi vantaggiosi. Il risultato è che nel 2021 il Pil della Cina supererà il 15 mila miliardi di dollari. Quell'11 dicembre fu un punto di svolta: ha dato forma al Ventunesimo Secolo. E oggi è il problema che hanno di fronte le economie di mercato e le democrazie.

 

LE RAGIONI DI UNA SVOLTA

LA CINA ENTRA NEL WTO

Il via libera fu dato dal Congresso americano: «Un passo storico - commentò l'allora presidente Bill Clinton - verso la continuazione della prosperità in America, la riforma in Cina e la pace nel mondo». Anche la Ue raggiunse un accordo con la Cina che ne apriva la strada all'Organizzazione. E così hanno fatto tutti i membri della Wto. L'idea era che portare l'allora quinta economia del pianeta nel sistema commerciale condiviso l'avrebbe aiutata a crescere di più, a riformarsi, correggere le sue pratiche anti-competitive e inevitabilmente spinta verso un'apertura politica.

 

usa vs cina

I BENEFICI PER I CONSUMATORI

Dal punto di vista macroeconomico, l'ingresso cinese nella Wto ha facilitato un boom dei commerci e uno spostamento del centro dell'attività manifatturiera dall'area atlantica a quella del Pacifico. Un processo già in atto, ma con l'ammissione nell'Organizzazione degli scambi ha beneficiato di tariffe migliori per le sue esportazioni, di dazi minori al suo import, e l'impegno a rispettare una serie di regole. I benefici per il resto del mondo ci sono stati.

 

CINA VS USA 2

Prima di tutto per i consumatori, che hanno visto arrivare nei propri mercati prodotti Made in China di ogni genere a basso prezzo. Le multinazionali hanno avuto l'opportunità di entrare nel più grande mercato del mondo: nell'elettronica, le aziende americane e giapponesi; nel settore auto, le americane, le tedesche, le nipponiche, le coreane; nella moda e nel lusso, il Made in Italy, ma anche i francesi e gli americani; i produttori di semiconduttori e di tecnologia avanzata. La Cina diventa strada facendo la «fabbrica del mondo» e un mercato in espansione senza precedenti.

 

vertice usa cina 1

IL REDDITO DELLE FAMIGLIE

Dal 2001, le esportazioni cinesi negli Usa sono passate da cento a 540 miliardi di dollari (2018), quelle verso l'Europa da 80 a 383 miliardi di euro nel 2020. Nel frattempo, nel Paese la povertà assoluta è stata eradicata: se nel 1990 il 67% della popolazione viveva con 1,90 dollari al giorno, oggi siamo a meno dell'1% . Dal 2001, il reddito delle famiglie urbane è aumentato del 431% (più del 60% della popolazione è urbanizzata), e il Pil procapite passato dai mille dollari l'anno ai 10.000.

 

USA E UE: PERSI MILIONI DI POSTI

Politburo cinese

Gli effetti sull'occupazione provocati dell'arrivo della Cina nell'economia globale sono stati pesanti, ma il dibattito è aperto. Lo studio condotto dall'Economic Policy Institute, ha stimato che da quando Pechino è entrata nella Wto al 2017 gli americani hanno perso 3,4 milioni di posti di lavoro. Il 74% dei quali nel settore manifatturiero. In sostanza, molto di quello che prima si produceva negli Stati Uniti è emigrato nelle fabbriche cinesi, a costi inferiori anche calcolando la logistica. Lo stesso è stato vero per l'Europa.

 

Secondo i ricercatori dell'università di Stanford, però, nelle zone a prevalenza di lavoro qualificato ci sono stati guadagni di occupazione. Una riallocazione, insomma: le multinazionali hanno trasferito posti di lavoro in Cina ma hanno creato lavori di alta qualità in casa nei servizi. Invece in Italia, patria delle piccole e medie imprese, la perdita di posti è stata maggiore.

LA CINA NEL WTO

 

LE NORME MAI RISPETTATE

Quando la Cina entrò nella Wto, si impegnò ad adeguare la propria economia alle regole e alle pratiche commerciali dei Paesi a libero mercato. La Information Technology and Innovation Foundation - un think tank non profit americano - ha stilato quest' anno l'elenco degli impegni presi allora e non rispettati. Eccoli: la Cina non tratta le imprese estere come quelle domestiche; le imprese di Stato non hanno ridotto il loro peso nell'economia, soprattutto nel settore tecnologico; le stesse imprese di Stato non fanno acquisizioni fondate su logiche commerciali ma spesso politiche;

JIANG ZEMIN E BILL CLINTON

 

gli aiuti di Stato alle industrie non sono stati ridotti e le informazioni non vengono date tempestivamente; le imprese che aprono in Cina devono cedere la loro tecnologia estera a partner cinesi; le violazioni e il furto di proprietà intellettuale non sono diminuite significativamente; gli standard tecnologici continuano a non essere trasparenti;

 

le politiche sulla concorrenza sono sempre condotte in modo discriminatorio; nessuna azienda straniera ha mai vinto un appalto pubblico; il mercato dell'information technology non è stato aperto agli stranieri; la distribuzione di audiovisivi non è stata liberalizzata; le banche straniere non hanno pari trattamento di quelle domestiche. Il bilancio dopo 20 anni

 

LA CINA NEL WTO

Quest' anno la Ue ha stigmatizzato il fatto che Pechino non abbia, a differenza di quanto promesso, aperto i mercati del digitale e dell'agricoltura, abbia continuato a produrre un eccesso di acciaio, sovvenzionato dallo Stato, mettendo fuori mercato i concorrenti esteri. Nonostante l'accordo firmato a fine 2020, sugli investimenti con la Cina, molto voluto da Angela Merkel, (poi finito nella sabbia), oggi la Ue è sempre più consapevole delle scorrettezze di Pechino e di quanto siano pericolose per gli scambi e per la politica internazionali.

 

JIANG ZEMIN E KISSINGER

Lo scorso ottobre, i rappresentanti dei 164 Paesi presso la Wto hanno tenuto una riunione di valutazione a vent' anni dall'ingresso della Cina nella Wto. La maggioranza degli interventi ha criticato Pechino. Il rappresentante americano David Bisbee ha detto che le aspettative «non sono state realizzate, e non possiamo nemmeno ignorare i rapporti dell'uso di lavoro forzato in numerosi settori».

 

NIENTE ECONOMIA DI MERCATO

Quando entrò nella Wto, l'accordo era che la Cina, dopo 15 anni, sarebbe stata dichiarata formalmente una "economia di mercato". Importante, perché contro un Paese che non è un market economy possono essere prese automaticamente misure di contrasto alla vendita sottocosto di prodotti. Ma nel 2015 Stati Uniti e Ue si rifiutarono di considerarla tale, dati i suoi pesanti aiuti di Stato alle imprese. Nel giugno 2019 Pechino stessa ha rinunciato a ottenere lo status prima che una decisione fosse presa formalmente da un panel della Wto.

LO STUDENTE CON I CAPELLI GHIACCIATI DOPO UNA LUNGA CAMMINATA NEL GELO PER ARRIVARE A SCUOLA

 

Detto diversamente: i cinesi sanno di non essere un'economia di mercato. Nel 2000, tra le 500 imprese globali elencate da Forbes, 27 erano cinesi; oggi sono 124, di cui 91 finanziate dal governo e dirette dal partito. E' stata accusata dal tribunale 44 volte: sui limiti alle esportazioni di Terre Rare, sui trasferimenti di tecnologia, sulla violazione della Proprietà Intellettuale, sui sussidi ai produttori di alluminio. Però oggi il tribunale è congelato: Trump ha bloccato la nomina di giudici scaduti, e Biden non sembra avere intenzione di nominarli.

 

L'ORGANIZZAZIONE CONGELATA

Che la Cina sia oggi pienamente integrata nell'economia globale e nel sistema degli scambi è un fatto incontrovertibile. È altrettanto innegabile che con la salita al potere di Xi Jinping, nel 2012, sia diventato via via più chiaro che Pechino punta a un mondo dove è la Cina a dettare le regole commerciali, d'investimento e concorrenza. Di fatto, in questa situazione, la Wto è impotente, con la seconda economia del mondo che non ne segue le regole. Infatti Washington e in parte la Ue considerano l'Organizzazione, com' è oggi, non più autorevole e nemmeno utile.

Ultimi Dagoreport

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)