benetton ponte morandi genova luciano

DI MANLEVA IN PEGGIO – I BENETTON PROVANO A FARE I FURBI E AGGIRARE IL NODO DELLA MANLEVA CON UNA SORTA DI RISK ASSESSMENT, CIOÈ UN’ANALISI PREVENTIVA DEI RISCHI CONNESSI AL CROLLO DEL PONTE DA SCONTARE AL PREZZO DELL’OFFERTA DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI. MA STIMARE ORA QUANTO COSTERANNO LE CAUSE CIVILE È IMPOSSIBILE - LA PORTAVOCE DELLE VITTIME EGLE POSSETTI: “SE MI DANNO UN’AUTO VECCHIA CON I FRENI ROTTI E COMBINO UN GUAIO È DIFFICILE PENSARE CHE SI POSSA DARA LA COLPA A ME. CAPISCO LA RILUTTANZA DI CDP…”

 

 

 

1 – PER SCAMPARE IL RISCHIO REVOCA ATLANTIA OFFRE LO SCONTO MANLEVA

le carcasse delle auto sotto il ponte morandi

Laura Galvagni per “il Sole 24 Ore”

 

Atlantia prova a mettere sul piatto una proposta che in qualche modo aggiri il nodo della manleva per tentare di riaprire il dialogo con Cassa Depositi e Prestiti. Mentre il governo minaccia di procedere con la revoca della concessione in capo alla controllata Autostrade per l'Italia in mancanza di un'intesa con Cdp, la holding gioca le ultime carte che ha a disposizione: difendersi dall'accusa di non rispettare i patti con due lettere distinte da inviare all'esecutivo, e cercare di riannodare il filo della trattativa con l'ente.

luciano benetton

 

Rispetto a quest' ultimo punto, sebbene in assenza di contatti tra il vertice della compagnia e le prime file di Cdp, l'idea sarebbe quella di valutare la possibilità di concedere alla controparte una sorta di risk assestment, ossia un'analisi preventiva dei rischi indiretti connessi al crollo del Ponte Morandi da scontare al prezzo dell'offerta. Insomma niente manleva ma la possibilità di pagare meno del previsto l'asset.

 

Opportunità ovviamente che vale per Cassa come per tutti i soggetti che hanno manifestato interesse da che è stata aperta la data room, ossia marzo scorso. Sarà sufficiente per riaprire il dialogo? In ambienti vicini a Cassa si fa notare come sia molto complicato stimare ora i potenziali danni delle cause civili che verranno promosse in futuro, allo stesso modo si aggiunge come nulla di tutto ciò sia mai stato proposto da Atlantia che, come ultimo atto formale, ha inviato a Cdp una lettera lo scorso venerdì nella quale sostanzialmente rispediva al mittente gli inviti arrivati dall'ente riguardo i nodi della trattativa.

Giuseppe Conte Fabrizio Palermo

 

Se lo "sconto manleva" possa dunque rappresentare la soluzione all'impasse lo si saprà solo dopo un nuovo contatto tra il vertice della holding e quello di Cassa che dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Nel mentre, come detto, il consiglio di amministrazione di Atlantia e quello di Aspi convocati per oggi, come riferito da Radiocor, manderanno due distinte missive con destinatari Palazzo Chigi, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero delle Infrastrutture.

 

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

Autostrade metterà nero su bianco le proprie controproposte rispetto al contenuto dell'atto transattivo e del piano economico finanziario, con particolare focus sull'articolo 10 dell'atto, quello che vincola il buon esito della nuova convenzione alla finalizzazione positiva della trattativa con Cdp. Diversamente Atlantia cercherà di convincere il governo di aver rispettato i patti.

 

La controllata Autostrade, si fa notare, ha presentato un piano economico finanziario che stanzia 3,4 miliardi di euro di risorse compensative, ha accolto il sistema tariffario ART, che riduce il tasso di rendimento degli investimenti, e ha confermato un piano da 14,5 miliardi di euro.

 

CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

La controllante, da parte sua, ha avviato le procedure per uscire dal capitale di Aspi dopo due mesi di trattative con Cassa senza esito, durante i quali il tema manleva si è rivelato un ostacolo insormontabile per la distanza di posizioni con Cdp. E la revoca? Nell'atto transattivo inviato il 2 settembre dal Mit, all'articolo 5 è scritto che «non sussistono le condizioni per formulare nei confronti del concessionario ulteriori contestazioni di inadempimento».

 

PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE

Insomma l'esecutivo ha messo nero su bianco che la questione poteva ritenersi chiusa, riguardo la revoca. Tuttavia è anche vero che un atto transattivo è "valido" nel momento in cui le parti lo firmano e quell'accordo non porta alcuna sigla in calce. Insomma, la matassa appare ancora una volta difficile da sbrogliare. Di certo, il governo sembra determinato a intervenire in maniera netta in mancanza di segnali che facciano ben sperare. Dal canto suo anche Atlantia è pronta a giocare le proprie carte. L'unico rischio è che in questo muro contro muro Autostrade e la sua rete finiscano sommerse dai debiti.

 

2 – «DANNO UN’AUTO ROTTA E NON PAGANO I DANNI. CASSA DEPOSITI E PRESTITI FA BENE A TUTELARSI»

fabrizio palermo

Marco Fagandini per “il Secolo XIX”

 

«Se mi danno un'auto vecchia, con i freni rotti e combino un guaio perché questi non funzionano, è difficile pensare che si possa dare tutta la colpa a me. Posso capire la riluttanza di Cassa depositi e prestiti nel firmare un accordo con il rischio di sobbarcarsi le conseguenze di errori fatti da chi c'era prima». Egle Possetti, portavoce del comitato dei familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi, cerca di analizzare con lucidità quanto sta accadendo attorno all'accordo - mancato o meno è tutto da vedere - fra Atlantia e governo.

 

soccorsi dopo il crollo del ponte morandi

E sulla condizione avanzata da Cassa depositi e prestiti, che dovrebbe acquisire una quota rilevante di Autostrade, di porre uno "scudo" a propria difesa. Dalle decine e decine di richieste di risarcimento in sede civile che con tutta probabilità partiranno una volta concluso il processo penale per il crollo del Morandi. Ma non solo, anche da pretese che, in futuro, dovessero emergere per eventuali e ulteriori criticità legate allo stato di salute della rete. Un peso che neppure Autostrade e la holding che la controlla, Atlantia, vogliono sobbarcarsi in solitaria.

Egle Possetti

 

«Aldilà di essere parente di vittime del Morandi - continua Possetti - parlo da cittadina. E come tale sono indignata dal fatto che si pensi, come ho detto, di dare una macchina vecchia e mal ridot ta e di far pagare eventuali danni ad altri. Cioè, di fatto, a noi cittadi-ni, con Cassa depositi e prestiti». Società controllata per oltre l'ot-tanta per cento dal ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

«Se fossi Cassa depositi e prestiti direi: "Bene, per vent'anni Auto-strade ha fatto il bello e cattivo tempo, ora vengono i nodi al petti-ne. E fra due anni arriveranno a me tutte le richieste di risarcimento? Intanto non è detto che riuscirò a mettere tutto a posto subito dopo essere subentrata". Insomma, non mi sembra che la posizione assi inta da Cassa depositi e pre-stiti sia così insostenibile». Ben di-verso è il giudizio sulla controparte: «Trovo assurdo che dopo quel-lo che è accaduto Autostrade con-tinui a pretendere altre cose».

 

EGLE POSSETTI

Nella tragedia del 14 agosto del 2018 Possetti ha perso la sorella Clau-dia, i figli di quest'ultima, Camilla e Manuele Bellasio, 12 e 16 anni, e il marito della sorella, Andrea Vittone. La battaglia delle fami-glie delle 43 vittime del viadotto crollato più di due anni fa, è quel-la di mantenere viva l'attenzione sulla strage. E di rappresentare un impulso, attraverso i propri le-gali, alle indagini. «Non sono un tecnico, non saprei come trovare la sintesi fra le due posizioni - conclude Possetti - Forse pensando a un arco temporale iniziale entro il quale Cassa depositi e prestiti sia protetta da richieste di risarci-mento. Che questa chieda una tu-tela lo trovo comprensibile, an-che alla luce di quanto sta emer-gendo dall'inchiesta in capo ad Autostrade».

giuseppe conte alla commemorazione del crollo del ponte morandi 1

 

crollo ponte morandi genova foto lapresse 3

il crollo del ponte morandi

 

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