kretinsky pier silvio berlusconi

MEGLIO KRETINSKY CHE MAL ACCOMPAGNATO - I BERLUSCONI VOGLIONO LA PACE CON BOLLORÉ: VIVENDI PUÒ VENDERE IL 19% DI MEDIASET CONFERITO ALLA FIDUCIARIA MA SUL PREZZO NON CI SAREBBE ACCORDO, E SERVE PURE UN COMPRATORE. DA COLOGNO È STATO APERTO UN CANALE CON IL MAGNATE CECO KRETINSKY, GIÀ IN ''LE MONDE'', ''ELLE'' E NELLE ULTIME SETTIMANE PURE IN PROSIEBENSAT, DOVE MEDIASET HA IL 15,1%

 

Sara Bennewitz per “la Repubblica

 

La strada per la pace tra Mediaset e Vivendi, a due giorni dal termine per l' intesa fissato dal tribunale, resta ancora in salita.

PIER SILVIO BERLUSCONI

La guerra degli ultimi tre anni ha lasciato cicatrici - specie sul fronte dei rapporti personali - dure da cancellare. E a dividere Arcore e Parigi, interessate entrambe a un armistizio, ci sono tre nodi difficili da sciogliere: a quale prezzo si può fare la pace, il futuro di Media For Europe (Mfe) - la nuova holding olandese del Biscione "congelata" dalla guerra giudiziaria dei francesi - e chi acquisterà il 20% circa delle tv di Berlusconi che Bolloré sarebbe pronto a vendere.

 

Obiettivo: chiudere la partita con Cologno dopo la guerra sulla pay-tv e il tentativo di scalata che gli è costato carissimo anche sul fronte Telecom.

 

I termini generali dell' intesa, in teoria, sono la parte più semplice del trattato di pace. E non a caso sarebbero stati in qualche modo già concordati dai legali delle parti: Mediaset rinuncerebbe a tutte le richieste danni contro Vivendi mentre i transalpini cederebbero il 19% delle tv, tenendo in tasca il 10% circa. Il problema sono i soldi: il titolo di Cologno vale a Piazza Affari 2,66 euro.

 

bollore2

Se Bolloré vendesse il 20% al prezzo offerto per il recesso di 2,77 euro, la perdita rispetto a quello medio di acquisto (3,7 euro) sarebbe di 205 milioni, anche se nel bilancio Vivendi il valore dei titoli "disponibili per la vendita" è stato svalutato a 2,69 euro (cioè 18 milioni in meno dell' offerta e più dei valori di Borsa). Il gioco vale la candela? Sì, dicono ad Arcore, perché l' intesa farebbe decadere tutte le cause (le richieste di danni dei Berlusconi superano i 3 miliardi) rendendo più agile anche quella penale, dove l' udienza per la chiusura delle indagini è fissata al 5 dicembre.

 

kretinsky

Ammesso e non concesso che si trovi la quadra sulla cifra, resta il problema di scovare un compratore disposto a spendere 618 milioni per le azioni conferite alla fiduciaria Simon. Di sicuro non possono farlo i Berlusconi, per non essere costretti all' Opa. Le indiscrezioni parlavano di una trattativa di Peninsula e Credit Suisse. Peninsula però si sarebbe tirata indietro e in pista ci sarebbe rimasta solo la banca elvetica (già garante dei diritti di recesso di Mediaset Espana).

 

Il rimescolamento di carte nell' azionariato di Mediaset potrebbe essere l' occasione per aprire il capitale a nuovi soci. Uno tra gli indiziati è il tycoon ceco Daniel Kretinsky, già entrato nel capitale di Le Monde, di Elle e Marianne in Francia e spuntato nelle scorse settimane con il 4,1% in ProsiebenSat, il network tedesco dove i Berlusconi hanno il 15,1%. Praga e Arcore avrebbero già aperto un canale di comunicazione per studiare come unire le forze in Germania e insieme creare un' alleanza europea nelle tv generaliste, magari sotto il cappello di Mfe, la holding olandese - bloccata dai ricorsi di Vivendi - dove confluiranno Mediaset e Telecinco.

 

Un' eventuale fusione tra le due aziende controllate da Arcore e ProsiebenSat vedrebbe i Berlusconi come primo socio al 33% circa. E nella partita potrebbero ent rare anche i network di Kretinsky nel resto d' Europa. Ma pare che Vincent Bollorè veda con sospetto il finanziere ceco, a cui peraltro Vivendi ha ceduto la sua quota in Fnac.

kretinsky

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)