philip morris altria

MEMENTO MORRIS (PHILIP) – IL COLOSSO DEL TABACCO È PRONTO A FONDERSI CON "ALTRIA" PER CREARE UN MEGA GRUPPO DA 210 MILIARDI DI VALORE: L’OBIETTIVO È FAR FRONTE AL CALO DELLA VENDITA DELLE BIONDE E BUTTARSI SUI MERCATI EMERGENTI DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE E MARIJUANA LEGALE – SAREBBE UN RITORNO ALLE ORIGINI, VISTO CHE ALTRIA ERA NATA NEL 2003 COME COSTOLA DI PHILIP MORRIS…

 

Francesco Semprini per ''la Stampa''

 

philip morris 2

Philip Morris e Altria puntano a una fusione alla pari al fine di creare un colosso del tabacco in grado far fronte al calo della vendita delle «bionde» tradizionali e alla recente «fiammata» delle sigarette elettroniche. Le due società, come spiega il Wall Street Journal, detengono il medesimo portafogli di prodotti, a partire da Marlboro, icona per eccellenza delle sigarette, che vengono però distribuiti da Altria negli Stati Uniti e da Philip Morris nel resto del mondo.

philip morris

 

Combinando le loro attività le società darebbero vita a un gigante da circa 210 miliardi di dollari, infatti Philip Morris vanta una capitalizzazione di mercato di 121 miliardi, mentre quella di Altria si aggira a 88 miliardi. I termini puntuali dell' accordo parlano di una transazione tutta in azioni senza premio e con Philip Morris che controllerebbe il 59% della consolidata. Le trattative sono in fase avanzata e in caso di buon esito si tratterebbe di un ritorno alle origini visto che le due aziende erano parte dello stesso gruppo sino allo scorporo avvenuto tra il 2007 e il 2008.

 

philip morris altria

A sua volta Altria era nata nel 2003 proprio da Philip Morris con l' obiettivo della società di un «restyling» a livello di marketing, ovvero di non identificare il gruppo esclusivamente col marchio di sigarette. Specie dinanzi al proliferare di azioni legali negli Stati Uniti per danni derivanti dal fumo che gravavano sulla divisione internazionale. Dietro l' addio c' erano tuttavia anche motivi di azionariato con gli investitori che chiedevano dividendi più alti. Dal 2008 però le cose sono cambiate e non poco. I rivali di Philip Morris e Altria si sono rafforzati, con British American Tobacco che ha acquistato Reynolds American per 49, 4 miliardi di dollari, mentre i timori di possibili azioni legali sono diminuiti.

 

Ma soprattutto l' industria del tabacco si è profondamente trasformata con l' ascesa delle sigarette del nuovo millennio, le «e-cig» diffuse fra i giovani, e la marjiunan legale che sta prendendo piede in diversi Stati Usa e Paesi europei.

iqos sigarette che scaldano il tabacco ma non lo bruciano 3

 

Sul primo aspetto Philip Morris e Altria stanno investendo molto, la prima ha speso 13 miliardi di dollari per il 35% proprio di Juul, le sigaretta piatta come una Usb, investendo al contempo anche in una società di marijuana canadese. La seconda ha invece scommesso sei miliardi di dollari in oltre dieci anni sulla tecnologia Iqos, che riscalda il tabacco senza bruciarlo. L' ad di Philip Morris, André Calantzopoulos, è convinto che il gruppo lavora per un «futuro senza fumo» ed è pronto a dire addio (quasi) per sempre alle vecchi bionde. Howard Willard, Ceo di Altria, è da parte sua sicuro che da qui a dieci anni il tabacco sarà fumato per la stragrande maggioranza senza combustione.

philip morris e altria grafico financial timesmarlboro

 

La strategia è chiara e la manovra audace anche se non priva di rischi visto l' atteggiamento severo delle autorità americane contro il «vaping», ritenuto il responsabile di una epidemia fra i giovanissimi, tanto da minacciarne il divieto in caso il fenomeno dilaghi. All' uso di sigarette elettroniche si imputa anche il primo decesso che ha riguardato il mese scorso un individuo dell' Illinois affetto da una grave patologia polmonare, non diagnosticate opportunamente.

 

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Fattori di incertezza su cui i mercati mostrano una certa sensibilità ieri a Wall Street Philip Morris ha chiuso a -7, 38% mentre Altria ha registrato un -3, 34%.

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