gas russo russia italia gasdotto

MENO PIL PER TUTTI - BANKITALIA RIVEDE IN NEGATIVO LE STIME DI LUGLIO, FISSANDO LA CRESCITA PER IL 2022 AL 3,3% (LO STESSO VALORE INDICATO DAL GOVERNO DRAGHI NELLA NADEF), PER IL 2023 ALLO 0,3% E PER IL 2024 IN RIALZO ALL'1,4% - NELLA FRENATA DEL PRODOTTO INTERNO LORDO PESANO I RINCARI DEI BENI ENERGETICI, LE DIFFICOLTÀ DI APPROVVIGIONAMENTO DA PARTE DELLE IMPRESE E IL CONFLITTO IN UCRAINA – MA LE COSE POTREBBERO ANDARE PEGGIO CON UNO STOP DELLE FORNITURE DI GAS RUSSO...

Andrea Ducci per il “Corriere della Sera”

 

Per ora nessuna sorpresa. La valutazione di Standard & Poor' s arriva a tarda sera, quando mancano poche ore al giuramento del governo targato Giorgia Meloni, confermando il rating sul debito sovrano italiano al livello BBB.

comizio di giorgia meloni dopo il voto al senato su draghi 1

 

L'agenzia statunitense mantiene inoltre il giudizio sulle prospettive dell'Italia e convalida l'outlook come «stabile», dopo la scelta di luglio di tagliarlo dal precedente livello «positivo». Una decisione presa all'indomani della crisi che in piena estate ha interrotto il percorso del governo Draghi. Le valutazioni di Standard&Poor's segue quella di tre settimane fa di Moody's, che ha tenuto invariato il rating sull'Italia a livello Baa3 con outlook negativo, e precede di una settimana il responso da parte di Dbrs, mentre il prossimo 18 novembre toccherà a Fitch esprimersi sulla solidità del debito pubblico italiano.

giorgia meloni mario draghi

 

Al di là dei segnali in arrivo dalle agenzie di rating il governo, che oggi si appresta a giurare nelle mani del presidente Mattarella, dovrà fronteggiare lo scenario tratteggiato nei dati di Bankitalia. Se, da un lato, l'esecutivo Draghi lascia alla neo premier Meloni i conti pubblici in ordine, con debito e deficit in calo nel 2022 rispetto allo scorso anno, dall'altro, le analisi dell'Istituto di Via Nazionale evidenziano un rallentamento dell'economia ormai in atto.

 

A rivelarsi determinanti nella frenata della crescita del Prodotto interno lordo sono i rincari dei beni energetici, le difficoltà di approvvigionamento da parte delle imprese e il conflitto in Ucraina. Nel bollettino economico Bankitalia conferma i dati dei giorni scorsi e rivede in negativo le stime di luglio, fissando la crescita per il 2022 al 3,3% (lo stesso valore indicato dal governo Draghi nella Nadef), per il 2023 allo 0,3% e per il 2024 in rialzo all'1,4%. Sul fronte dell'inflazione gli economisti di Bankitalia indicano per il 2022 un aumento del livello medio generale dei prezzi dell'8,5%, un valore destinato a scendere nel 2023 al 6,5%.

 

gasdotto

Con l'avvertenza, tuttavia, che si tratta di proiezioni «soggette a forti rischi al ribasso». La prospettiva potrebbe rivelarsi peggiore nel caso di uno stop delle forniture di gas russo dall'ultimo trimestre: il Pil in questo caso registrerebbe nel 2023 un calo dell'1,5% e tornerebbe a una lieve crescita nel 2024. A schizzare verso l'alto sarebbe anche l'inflazione, attestandosi oltre il 9%.

 

Certo è che nei prossimi mesi sulle famiglie graveranno gli effetti della perdita di acquisto e Bankitalia si attende, come conseguenza, un incremento della spesa per beni alimentari ed essenziali, a partire dalle bollette per le utenze domestiche e trasporti. Sul versante del lavoro un dato in particolare connota la previsioni dell'Istituto guidato da Ignazio Visco: grazie al Pnrr, che nel 2024 raggiungerà il picco di spesa, tra due anni si potrebbero creare circa 300 mila posti di lavoro aggiuntivi. Le costruzioni avranno la parte del leone, circa 65 mila unità. Il tutto a condizione che si tenga fede alle riforme e agli investimenti correlati al Pnrr.

gasdotto

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…