automazione processi

IL MERCATO DELL’AUTO ITALIANO HA LE RUOTE SGONFIE – IN ITALIA A MARZO, SONO STATE CONSEGNATE 119.497 VETTURE, IL 29,7% IN MENO RISPETTO ALL'ANNO E IL 38,5% IN MENO ALLO STESSO PERIODO DEL 2019, PRIMA DELLA PANDEMIA – PER RITROVARE UN DATO SIMILE BISOGNA TORNARE AL 1967, PRIMA DEL BOOM DELL’AUTO – TRA COVID, GUERRA E TRANSIZIONE ECOLOGICA, C’È ANCHE LA BUROCRAZIA A RALLENTARE IL TUTTO…  

Giorgio Ursicino per “il Messaggero”

 

MERCATO AUTO IN ITALIA

Un cumulo di macerie. A questo è ridotto il mercato dell'auto italiano. Un business che, fino a pochi anni fa, era il quarto del mondo, dietro gli Stati Uniti, il Giappone e la Germania. Certo, le cose cambiano e si trascinano dietro classifiche e gerarchie. Per arrivare a tanto, però, è evidente che ci abbiamo messo del nostro, altrimenti non sarebbe stato possibile. Quando Romano Prodi era a Palazzo Chigi amava ripetere: «Gli incentivi? È una cosa di cui non si parla. Si fanno. Altrimenti le vendite si bloccano». 

 

automobili invendute

Una regola antica e, tutto sommato, semplice che, in una fase come questa piena di imprevisti ideali per catalizzare l'attenzione, è stata completamente ignorata. Sicché i dati di immatricolazione sono da brividi. Per ritrovare un trend tanto disastroso bisogna tornare al 1967, quando il boom dell'auto si doveva ancora concretizzare. In Italia a marzo (storicamente uno dei mesi migliori) sono state consegnate 119.497 vetture, il 29,7% in meno rispetto all'anno scorso (in piena pandemia) e il 38,5% in meno se confrontato con le stesso periodo del 2019, prima che arrivasse il virus. 

 

MEZZO SECOLO FA 

coronavirus automobili

Non si tratta di un picco, ma di una tendenza visto che le cose nel trimestre non sono andate molto meglio: 338.258 targhe, un crollo rispettivamente del 24,4% e del 37,1%. Possibile che questa caduta libera possa dipendere solo dagli incentivi quotidianamente annunciati ma mai attuati? Ovviamente no. Le variabili che hanno inciso sul trend sono numerose, dalla pandemia alla guerra, fino a alla sventolata transizione ecologica che ha cappottato il mondo dell'auto. Se avessimo avuto gli ecobonus strutturali e non quelli a singhiozzo, si potevano contenere le perdite. 

 

automobili

In effetti non è difficile da capire che, in un periodo poco esaltante come l'attuale, non molti acquistano un'automobile se, la settimana successiva, possono risparmiare qualche migliaio di euro. Fin qui il danno, ma non è detto che non segua la beffa. Ascoltando i punti di vista di numerose associazioni del settore, non è detto che l'arrivo degli incentivi placherà la polemiche. Eppure adesso, grazie al pressing del ministro Giancarlo Giorgetti, dovrebbero essere strutturali, durare diversi anni e coinvolgere cifre di tutto rispetto (quasi 100 milioni al mese). 

coronavirus industrie automobilistiche2

 

Ma come farli? Non tutti la pensano alla stessa maniera e la soluzione adottata potrebbe non essere quella giusta, soprattutto del punto di vista ambientale. Certo, per un paese che ha messo l'ecologia ai primi posti, introdurre degli ecobonus che non hanno come priorità la qualità dell'aria potrebbe sembrare un presa in giro. Quantomeno dovremmo cambiare nome ai bonus.

I punti caldi. 

 

Anzitutto la cifra, ma soprattutto il tetto di spesa, abbassato in confronto a quelli dello scorso anno potrebbero mettere fuori gioco numerosi modelli perché, si sa, le auto elettriche non sono proprio economiche. Poi non è facile da capire fra le ricaricabili perché le plug-in potrebbero ricevere un bonus superiore alle full electric che sono molto più pulite. E c'è un ultimo punto da chiarire: secondo indiscrezioni, dagli incentivi sarebbero fuori le auto aziendali. 

 

coronavirus industrie automobilistiche 3

In attesa di capire, l'Anfia chiede che i sostegni non escludano le vetture intestate alle società perchè sarebbe «una forte limitazione, trattandosi di un canale di vendita in grado di dare un contributo importante alla diffusione della mobilità elettrica». Quanto alle singole situazioni, il danno provocato dalla distrazione dei governi italiani a Stellantis è tra i più significativi. Basti dire che a marzo la casa italo-francese ha venduto in Italia solo 43.293 auto, il 36,6% in meno dello stesso mese del 2021, registrando una quota del 36,2% a fronte del 40,2%.

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)