ricchi poveri

MI È SCAPPATO UN CETO (MEDIO) – STEFANO LEPRI RISPONDE A MASSIMO GIANNINI, CHE IERI IN UN EDITORIALE AVEVA PARLATO DEL “CETO MEDIO TRADITO”: “NEGLI ULTIMI 30 ANNI I REDDITI CHE DAVVERO SI SONO ABBASSATI SONO QUELLI DEI GIOVANI. SONO STATI INVECE PROTETTI I REDDITI DEGLI ANZIANI. DUE ESEMPI DI CETO MEDIO POSSONO ESSERE UN COMMERCIANTE E UN IMPIEGATO: IL PRIMO PAGA MOLTE MENO TASSE, LAMENTANDOSENE PERÒ PIÙ DEL SECONDO CHE SUBISCE TRATTENUTE A CUI HA FATTO L'ABITUDINE. PUÒ CAPITARE CHE A LAVORI CON MAGGIOR PRESTIGIO SOCIALE CORRISPONDANO REDDITI PIÙ BASSI. DAVVERO, CHE COSA INTENDIAMO PER CETO MEDIO?”

1 - IL CETO MEDIO DIVISO DAL FISCO

Stefano Lepri per “La Stampa”

 

LA DISTRIBUZIONE DI REDDITI E IRPEF

Di «impoverimento dei ceti medi» si parla da circa due decenni. È un concetto che esprime bene ciò che molti sentono; rivela una scontentezza diffusa non più incasellabile nelle vecchie categorie del Novecento; consente di riconoscere difficoltà comuni. E loro, i ceti medi, si sentono dimenticati dalla politica, come scriveva ieri il direttore de La Stampa Massimo Giannini nel suo editoriale.

 

Certo, sono venuti a mancare alcuni tratti basilari del sentirsi ceto medio, come ragionevoli attese di avanzare nella carriera o di assicurare un maggior benessere ai propri figli. Poi, magari, un malessere di questo tipo lo si usa per cercare di spiegare ogni fenomeno politico di cui non si ha chiaro il perché, dal disprezzo verso la «casta» dei politici alle oscillanti scelte di voto degli ultimi anni.

 

GIANCARLO GIORGETTI E GIORGIA MELONI

Però, di che cosa stiamo parlando? La prima questione è che cosa si intende per ceto medio (quasi tutti quelli che leggono i giornali vi si sentono compresi, forse). La seconda questione è rispetto a quale parametro il ceto medio si è impoverito. In entrambi i casi le risposte possono essere diverse da Paese a Paese; diverse tra America ed Europa, diverse tra Italia e vicini del Continente.

 

Una terza questione, eventuale, è a vantaggio di chi il ceto medio ha sofferto. Negli Stati Uniti la destra sostiene che lo Stato spende troppo per il welfare dei poveri, la sinistra che i ricchi accumulano guadagni sempre più spropositati. Ma in Europa risposte così tagliate con l'accetta non corrispondono bene a ciò che vediamo.

 

POVERTA' IN ITALIA

Un dato di fondo divide l'Italia da tutti gli altri Paesi avanzati. A partire dalla fine del secolo scorso tutta la collettività nazionale non è diventata più ricca. Il reddito disponibile delle famiglie continua a oscillare rispetto ai valori di 30 anni fa. Se la media è zero, mentre altrove è +20%, di persone con un tenore di vita calato noi ne abbiamo molte di più.

Per forza siamo scontenti, nell'insieme.

 

Cerchiamo di farcene una ragione, identificando aree di sofferenza o additando i fenomeni più evidenti di iniquità, volta a volta gli alti stipendi di manager che non riescono nemmeno a far prosperare le loro aziende oppure il reddito di cittadinanza versato a chi, come è invalso l'uso di dire, resta sdraiato sul divano.

 

tasse aumenti 2021

Due narrazioni diffuse, aumento delle disuguaglianze e restringimento del ceto medio, derivano da fenomeni veri constatati e misurati negli Stati Uniti. Average is over era intitolato un fortunato libro dell'economista liberista Tyler Cowen, uscito nel 2013, e intendeva proprio questo, che i ceti medi si assottigliano sempre di più. Nel continente europeo l'aumento delle disuguaglianze è stato molto meno marcato; in alcuni Paesi, come la Francia, pressoché impercettibile.

 

TYLER COWEN

Sì, le tecnologie hanno allargato il divario di paga tra chi svolge mansioni ancora in parte manuali e chi lavora con i computer; ma da noi la consistenza della fascia bassa e della fascia alta hanno mostrato dinamiche differenti.

 

Per la precisione, secondo uno studio della Banca d'Italia pubblicato nel 2019, la quota di lavori manuali a basso salario è marcatamente cresciuta, quella di lavori professionali ben pagati è, al contrario di Paesi più pronti all'innovazione tecnologica, leggermente calata. La quota di impieghi a salario intermedio è scesa in modo significativo, ma le paghe relative non sono scese.

 

PAGAMENTI CON IL POS 3

La statistica ha elaborato diversi modi di identificare le famiglie che non si possono definire né povere né ricche. Nelle versioni più diffuse la classe media abbraccia circa due terzi delle famiglie in Italia, i quattro quinti e oltre nell'Europa del Nord. Una particolare classificazione svizzera individua valori tra il 55% e il 60%. Il nostro Istat usa definizioni più complesse.

 

Si constata qui che i dati medi hanno un valore interpretativo limitato. Come si fa a non tener conto che rispetto ai Paesi vicini l'Italia ha più giovani disoccupati, pensioni più numerose e talvolta perfino più alte? I patrimoni delle famiglie italiane, base di un ceto medio moderno, non sono affatto bassi nel confronto internazionale. Il guaio è casomai che ai figli si riesce a regalare una casa, ma non a trovargli un lavoro ben retribuito, pur se hanno studiato con impegno.

 

GIANCARLO GIORGETTI E GIORGIA MELONI

Allora, è bene cominciare ad aggiungere caratteristiche più precise - che la politica stenta a vedere - al malessere che ci sentiamo attorno. I profitti delle imprese non sono oggi particolarmente alti; la spesa sociale è sì elevata, ma in gran parte ne beneficiano i ceti medi stessi, con la sanità pubblica, con l'istruzione pubblica, con sgravi fiscali poco mirati ai bisognosi. In alcuni campi le disuguaglianze italiane si sono allargate, ma in modo diverso da quanto vecchi schemi ci suggerirebbero.

 

GIOVANI DISOCCUPATI

Negli ultimi 30 anni i redditi che davvero si sono abbassati sono quelli dei giovani, con stipendi più bassi anche in caso di impiego fisso. Sono stati invece protetti i redditi degli anziani. Metà dei giovani, secondo il Censis, è sceso nella scala sociale rispetto ai genitori. Due esempi di ceto medio possono essere un commerciante e un impiegato, come si diceva un tempo, «di concetto»: il primo paga molte meno tasse, lamentandosene però più del secondo che subisce trattenute sulla busta paga a cui ha fatto l'abitudine. Può capitare che a lavori con maggior prestigio sociale corrispondano redditi più bassi. Davvero, che cosa intendiamo per ceto medio?

 

2 - LA POLITICA POST-POPULISTA CHE HA TRADITO IL CETO MEDIO

Estratto dell’articolo di Massimo Giannini per “La Stampa”

 

massimo giannini 3

Nell’Italia che tribola tra povertà e disuguaglianza ci siamo dimenticati del ceto medio. Per decenni base sociale, culturale ed elettorale dei grandi partiti di massa, quella che ai tempi delle vecchie classi avremmo chiamato “piccola borghesia” ha pagato il prezzo più alto alla globalizzazione mondiale. Nei Paesi emergenti è diventato ceto medio un discreto frammento di proletariato. Nei Paesi evoluti è diventato proletario un bel pezzo di ceto medio. Ma non è scomparso. Lavora, combatte, resiste. Così oggi, in Italia, è proprio il plotone residuo di travet privati e pubblici che soffre in trincea e patisce la “malinconia” certificata dal Censis. E pur non essendo scivolato alla base della piramide sociale, ne sostiene quasi per intero i costi.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti

Colpevolmente ignorato da una destra troppo impegnata a onorare i suoi debitucci corporativi e da una sinistra troppo concentrata sulle sue pratiche di autodistruzione, l’ultimo Rapporto di Itinerari Previdenziali che abbiamo pubblicato venerdì scorso andrebbe studiato e usato come base documentale per qualunque nuovo programma di governo.

 

[…] L’oppressione fiscale si concentra sempre di più sui soliti noti, i dannati del reddito fisso che non possono sfuggire perché a prelevare dal lordo in busta paga provvedono le aziende in veste di sostituti d’imposta. Così, come osserva l’economista Mario Seminerio, i forzati dell’Irpef reggono un intero Paese. E per questo, alla lunga, sono forse i più propensi alla disaffezione democratica e alla diserzione delle urne.

working poor 1

 

[…] Le destre non hanno tempo per ragionare sulla questione sociale: stanno saldando la cambiale sottoscritta con le rispettive constituency prima del 25 settembre. Salvini è coerente: se vuoi prendere il caffè con la moneta elettronica, e magari vuoi persino pagare le tasse, sei semplicemente un “rompiballe”.

 

Meloni è ancora più coerente: per i dipendenti possono bastare 11 euro al mese in busta paga grazie al taglio del cuneo fiscale, e per il resto “siamo al fianco dei lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, liberi professionisti, figli di un dio minore che invece costituiscono un asse portante dell’economia italiana”, come ha detto nel discorso sulla fiducia in Parlamento.

 

ABOUBAKAR SOUMAHORO CON ELLY SCHLEIN

Per i pensionati al minimo vanno bene 60 euro di aumento, per quelli con un assegno da 2 mila euro lordi scatta il blocco di metà della rivalutazione. E poi sconti in bolletta per le famiglie più fragili, ma taglio netto dal 2024 sul Reddito di Cittadinanza per “occupabili” e working poor, che finora hanno preso il sussidio solo perché lavorando guadagnano la miseria di 3 mila euro l’anno. Un “salto nel buio” che preoccupa persino il primo banchiere italiano, cioè l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina.

 

Le sinistre non hanno testa per riflettere su come ricucire la tela strappata della rappresentanza: stanno pagando il prezzo al loro mesto autodafé. Da una parte Calenda e Renzi, pronti a portare farina al forno della Sorella d’Italia.

 

tasse

Dall’altra Giuseppe Conte, pronto a cavalcare tutte le piazze e a fare l’avvocato di qualunque popolo. In mezzo il Pd, ripiegato sul congresso più confuso e più astruso del pianeta, verosimilmente indirizzato verso un derby emiliano tra il “partito dei territori” di Stefano Bonaccini e il “partito delle soggettività” di Elly Schlein, allegramente proiettato verso un glorioso e pulviscolare futuro di nuove micro-scissioni.

 

Afono e atono, vaga senza sapere se un popolo ce l’ha ancora, ed eventualmente qual è. Litiga sulle tesi di Veltroni del 2007. Già che c’è, arrivi al Togliatti del 24 settembre 1946 e al suo celebre discorso di Reggio. Si intitolava, per l’appunto, “Ceto medio e Emilia Rossa”.

elly schlein COME greta thunberg - MEMEworking poor

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…