leonardo del vecchio ospedale fatebenefratelli roma

LA MILANO DI MEDIOBANCA HA SCHIFATO DEL VECCHIO E LUI CI RIPROVA A ROMA - IL “PAPERONE DI AGORDO” È PRONTO A DONARE 150 MILIONI PER IL RISANAMENTO DEGLI OSPEDALI CATTOLICI DELLA CAPITALE - UNA PRIMA INIEZIONE DI LIQUIDITÀ DA 25 MILIONI SAREBBE DESTINATA ALLA RISTRUTTURAZIONE DEL FATEBENEFRATELLI, PER IL QUALE È IN ATTO DA MESI UNA TRATTATIVA TRA LA CHIESA E IL GRUPPO SAN DONATO DELLA FAMIGLIA ROTELLI - PER DEL VECCHIO SAREBBE UNA RIVINCITA DOPO NON ESSERE RIUSCITO A PRENDERE IL CONTROLLO DELLO IEO DI MILANO...

Andrea Montanari per “MF”

 

leonardo del vecchio

Il dossier è sul tavolo di Leonardo Del Vecchio da settimane. Ed è pronto a trasformarsi in un progetto operativo. L'imprenditore, azionista di controllo delle quotate (a Parigi) EssilorLuxottica e Covivio nonché uomo più ricco d'Italia con un patrimonio che sfiora i 27 miliardi di euro, è pronto a scendere in campo per il risanamento degli ospedali cattolici di Roma.

 

OSPEDALE FATEBENEFRATELLI

Il suo possibile intervento, secondo quanto riferito a MF-Milano Finanza da fonti finanziarie e politiche, si concretizzerebbe sotto forma di una donazione per un importo di 150 milioni a favore della Chiesa cattolica.

 

Di questa somma, un'iniziale iniezione di liquidità per 25 milioni sarebbe destinata alla ristrutturazione dell'ospedale Fatebenefratelli sull'isola Tiberina, per il quale, come già riferito da questo giornale, è in atto da mesi un'articolata trattativa tra il Vaticano e il gruppo San Donato della famiglia Rotelli, che è pronta sia a fungere da partner della struttura sanitaria sia a rilevarne la proprietà e avviarne la ristrutturazione sul modello di quanto fatto anni fa con il San Raffale di Milano.

 

alfano e la famiglia rotelli

L'intenzione di Del Vecchio, che per questo tipo di operazione non farebbe ricorso ai capitali delle società operative quotate né a quelli della cassaforte lussemburghese Delfin bensì alla fondazione che porta il suo nome e che ha in portafoglio il 18,64% dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano (il primo socio è Mediobanca con il 25,37% mentre il terzo è UnipolSai con il 14,37%), è donare la somma a un ente o a un'istituzione collegata direttamente al Vaticano nell'ambito di un percorso a sfondo solidale.

ieo milano 1

 

Al momento non sono trapelati altri dettagli del piano e delle intenzioni di Mister Luxottica, ma secondo indiscrezioni alte sfere della Chiesa cattolica avrebbero messo in stand by l'operazione con il San Donato per valutare questa nuova opzione, che riguarderebbe anche il Bambin Gesù presieduto da Mariella Enoc (anch' esso al centro di un processo di ristrutturazione e risanamento) e il Gemelli.

 

La questione degli ospedali è oggetto di attenzione e riflessione anche da parte di Papa Francesco, che affrontò l'argomento lanciando un monito sulla gestione delle strutture sanitarie durante l'Angelus recitato dal Policlinico Gemelli lo scorso 11 luglio.

LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

 

Se questo piano andasse in porto, per il primo azionista di Mediobanca (18,9%) e socio al 5,5% di Generali (l'asse con il costruttore ed editore romano Francesco Gaetano Caltagirone in vista dell'assemblea della compagnia assicurativa per il rinnovo del board è sempre più solido) si tratterebbe di un successo non da poco rispetto al tentativo non riuscito di prendere il controllo dello Ieo-Monzino a Milano.

LEONARDO DEL VECCHIO

 

Tre anni fa Del Vecchio era infatti pronto a donare (sebbene secondo alcune interpretazioni si trattasse di un vero e proprio aumento di capitale, giudicato fortemente diluitivo dagli altri azionisti di spicco, tra cui Intesa Sanpaolo, Pirelli, Banco Bpm e Banca Mediolanum) ben 500 milioni di euro per sviluppare il polo oncologico fondato da Umberto Veronesi e Enrico Cuccia, storica guida di Mediobanca. Il progetto, come noto, non andò a buon fine e attualmente la gestione dello Ieo è portata avanti senza tensioni dall'amministratore delegato Mauro Melis

SAN RAFFAELE

ieo milano

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…