pubblicita nei servizi streaming

IL MONDO DELLO STREAMING SI AFFIDA AL "CAROSELLO" PER SOPRAVVIVERE – DOPO NETFLIX, ANCHE DISNEY E WARNER HANNO ANNUNCIATO IL LANCIO DI ABBONAMENTI SOSTENUTI DALLA PUBBLICITÀ – LE MODIFICHE PERMETTERANNO DI FAR RISPARMIARE SOLDI AI CLIENTI E CREARE NUOVI INTROITI PER LE SOCIETÀ – LA SOCIETÀ DI CONSULENZA ITMEDIA CONSULTING: “IL MERCATO SVOD È ORMAI MATURO, QUINDI SI CERCANO NUOVI MODELLI DI BUSINESS. UNA STRADA È IL RICORSO ALLA PUBBLICITÀ PER GUADAGNARE NUOVI UTENTI GRAZIE A COSTI PIÙ BASSI. L'ALTRA È DI…"

Chiara Sottocorona per “L’Economia – Corriere della Sera”

 

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Due mega-produzioni all'insegna dell'heroic fantasy hanno aperto la stagione autunnale della streaming Tv: la nuova serie «House of Dragon» lanciata da Hbo Max (Warner Media) il 21 agosto e «The Rings of Power», ispirata all'universo del Signore degli Anelli, dal 2 settembre su Amazon Prime Video.

 

La prima, costata oltre 200 milioni di dollari, ha attirato oltre dieci milioni di spettatori la prima sera negli Usa. La seconda è la serie più cara mai prodotta, scrive Le Monde : budget di quasi un miliardo di dollari per cinque stagioni.

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Il sorpasso 

Sul mercato del Vod, il video on demand, sono entrati ormai in campo i titani, mentre arretra il pioniere dello streaming video in abbonamento, Netflix. L'ha detronizzato da metà agosto The Walt Disney Company che ha raggiunto i 221 milioni di abbonati Svod ai propri brand (Disney+, Hulu, Espn+), contro i 220,7 milioni di abbonati di Netflix. 

 

La società di Reed Hastings ha perso quasi un milione di abbonamenti nel mondo nei primi sei mesi dell'anno. Bob Chapek, il ceo di Disney, si è rallegrato invece della crescita degli incassi del 26% nel terzo trimestre fiscale chiuso in luglio. E per espandere l'offerta lancerà dall'8 dicembre una nuova griglia di abbonamenti sostenuti dalla pubblicità.

 

Una scelta che Netflix aveva già annunciato e che ha deciso di anticipare a novembre: punta sugli «Ad» per preparare la riscossa, abbassando i costi. «Quattro minuti di rolling pubblicitari all'ora per far risparmiare all'utente due dollari», ha calcolato Bloomberg per i nuovi abbonamenti di Netflix in arrivo, che costeranno tra i sette e i nove dollari nei diversi Paesi.

 

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In Italia l'abbonamento base è già a 7,99 euro al mese, ma permette di vedere le serie di Netflix su un solo schermo e non in Hd. Mentre il più diffuso in Europa è quello Premium, 4K e Ultra Hd su quattro schermi, che da noi costa 17,99 euro al mese. Il mercato europeo genererà 1,9 miliardi di dollari di guadagni pubblicitari per Netflix al 2027, prevede Ampere Analysis. E altri 841 milioni verranno dai nuovi abbonati a basso costo. Sopravvivenza garantita.

 

PUBBLICITA SU NETFLIX

«Le previsioni della società finanziaria Wells Fargo danno perfino una crescita di Netflix a 272 milioni di abbonati nel 2025, di cui 100 milioni con pubblicità», dice Augusto Preta, direttore di ITMedia Consulting, che ha appena rilasciato il rapporto «Video on demand in Europe: 2022-2025- The Big Gamble». Quali sono le nuove strategie ?

 

«Il mercato Svod è ormai maturo, quindi si cercano nuovi modelli di business - risponde Preta -. Una strada è il ricorso alla pubblicità per guadagnare nuovi utenti grazie a costi più bassi. L'altra è di aprire la porta al commercio, sulla scia di quanto fa Amazon, per estendere l'offerta. È già allo studio Disney Prime, che abbinerà l'abbonamento video agli acquisti privilegiati degli altri prodotti e servizi della marca».

 

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Paramount ha stretto un accordo negli Usa con Walmart che da settembre offre ai suoi clienti «Essential», l'abbonamento per fare acquisti discount e ricevere insieme il videostreaming.

Dal 15 settembre arriva invece in Italia Paramount Global, servizio Svod al prezzo competitivo di 7,99 euro al mese, con un'offerta di 8 mila ore di programmi (oltre alla PlutoTv gratuita già lanciata).

 

Le alleanze Altra novità dell'estate è il merger tra le piattaforme Hbo Max e Discovery+ controllate da Warner Bros, che insieme contano 92 milioni di abbonati. Per tenere testa a Disney e Amazon, oltre all'abbonamento streaming, anche WarnerMedia vuole lanciare un servizio free in autunno, sostenuto dalla pubblicità. 

 

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Sarà negli Usa e in altri 60 Paesi, di cui 21 europei, non ancora in Italia. «Dal 2020 abbiamo assistito alla diffusione e all'aumento di consumo dello streaming video, ma anche a un incremento esponenziale dell'offerta - dice Samuele Fraternali, direttore dell'Osservatorio Digital Content del Politecnico di Milano -. I consumatori oggi si trovano dinanzi tante soluzioni, con contenuti originali ed esclusivi, ma che richiedono un esborso economico. Diventa impossibile nella congiuntura economica attuale poter sottoscrivere abbonamenti multipli, si impone la scelta su alcune grandi piattaforme. Unire l'advertising al modello Svod in abbonamento potrà essere un traino, che va incontro alle esigenze degli utenti».

 

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L'indagine Digital Media Trends condotta da Deloitte in primavera indica che i consumatori digitali in paesi come UK, Germania, Giappone, si dicono più disposti che in passato ad accettare la pubblicità, piuttosto che sostenere la spesa per i contenuti di video streaming. In particolare la GenZ e i Millennials.

 

I margini per la svolta ci sono, secondo uno studio di Digital TV Research la pubblicità andrà più che al raddoppio nei prossimi 5 anni: i ricavi Avod (advertising on video on demand) su serie e film in streaming passeranno da 33 miliardi di dollari del 2021 a 70 miliardi nel 2027.

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