MONTE DELLE ASSOLUZIONI – LA CORTE D’APPELLO CANCELLA LE CONDANNE ALL’EX PRESIDENTE DEL MONTE DEI PASCHI MUSSARI E ALL’EX AD VIGNI NEL MIRINO PER AVER COPERTO LE PERDITE DI ANTONVENETA DOPO L’ACQUISIZIONE - REVOCATO LE CONFISCHE A DEUTSCHE BANK AG E DEUTSCHE BANK LONDON BRANCH (PER OLTRE 64 MILIONI DI EURO) E NOMURA (88 MILIONI) – ORA DIVENTA UN REBUS IL VERDETTO SULL'EX PRESIDENTE DELLA BANCA, ALESSANDRO PROFUMO E L'EX AD DI MPS FABRIZIO VIOLA GIÀ CONDANNATI IN PRIMO GRADO. E C’È UN TERZO TRONCONE ANCORA…

MONICA SERRA per la Stampa

 

VIGNI MUSSARI

Dopo anni di indagini e oltre cento udienze in primo grado, la Corte d'appello di Milano ha ribaltato la sentenza e assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste», gli ex vertici della banca Monte dei Paschi di Siena, a partire dall'ex presidente Giuseppe Mussari, che il Tribunale aveva condannato a 7 anni e mezzo di carcere. E che anche ieri, senza nascondere l'ovvia soddisfazione, non ha voluto commentare la decisione: «Ho scelto di difendermi solo e soltanto nelle aule di giustizia - ha spiegato - e non vi è ragione di mutare registro proprio oggi».

 

La Corte d'Appello, presieduta dal giudice Angela Scalise, ha anche revocato le confische a Deutsche Bank Ag e Deutsche Bank London Branch (per oltre 64 milioni di euro) e Nomura (88 milioni), imputate nel processo in base alla legge sulla responsabilità degli enti. Con Mussari è stato assolto l'ex direttore generale della banca senese Antonio Vigni, condannato in primo grado a 7 anni e 3 mesi. Entrambi erano ritenuti dalla procura i principali artefici di reati come il falso in bilancio e l'aggiotaggio commessi - per l'accusa - con l'obiettivo di coprire l'enorme buco di bilancio che si era creato dopo che l'istituto senese aveva acquisito Banca Antonveneta per 9 miliardi di euro nel 2008.

GIUSEPPE MUSSARI ANTONIO VIGNI

 

Tra i manager assolti c'è anche l'ex capo dell'area finanza Gianluca Baldassarri, che in aula ha ricordato come questa vicenda per lui è «iniziata in maniera drammatica», con l'arresto voluto dalla procura di Siena dove era partita oltre dieci anni fa l'inchiesta, finita poi a Milano per competenza territoriale. «Sono molto contento - ha dichiarato - che alla fine sia caduto l'ultimo pilastro di questa vicenda montata sulle menzogne di personaggi privi di scrupoli».

 

Al centro del processo vi erano i derivati Santorini e Alexandria, sottoscritti da Mps con il gruppo tedesco Deutsche Bank e quello giapponese Nomura che, secondo l'ipotesi accusatoria, erano serviti a nascondere la reale situazione finanziaria della banca senese. Per tutti e 16 gli imputati, fra persone fisiche e giuridiche, la sostituta procuratrice generale Gemma Gualdi aveva chiesto la conferma delle condanne, con qualche aggiustamento, dovuto alla prescrizione di alcuni capi d'accusa.

 

ANTONIO VIGNI GIUSEPPE MUSSARI FOTO ANSA

Alla lettura del dispositivo, grandissima soddisfazione è stata espressa in aula dai difensori. «La giustizia funziona, gli anticorpi costituzionali hanno reagito. Verrà il tempo per rileggere, a mente fredda, una pagina poco felice della nostra storia giudiziaria», ha affermato Francesco Centonze che con Carla Iavarone, assiste Vigni. E ancora: «Questo è il disvelamento di come si esercita il terribile potere di accusa in Italia, dove, per fortuna, esiste ancora un giudice, rintanato a Berlino», è il commento dei legali di Mussari, Tullio Padovani, Francesco Marenghi e Fabio Pisillo. «Dopo un immenso dispendio di energie professionali e personali, finalmente abbiamo restituito ai nostri assistiti la serenità», ha commentato Giuseppe Iannaccone, mentre Francesco Isolabella ha parlato di «giudici coraggiosi». «È stato riconosciuto - ha dichiarato Guido Alleva, legale di Nomura - che il comportamento della banca era stato assolutamente regolare e che l'operazione conclusa si è svolta nella piena legalità, come abbiamo sempre sostenuto». Per leggere le motivazioni della decisione bisognerà attendere 90 giorni. Ma con essa non si esaurisce il ruolo dei magistrati milanesi nella ricostruzione dei fatti intorno al crac senese.

montepaschi viola profumo

 

C'è un altro filone che a breve arriverà in Appello: sono imputati l'ex presidente della banca, Alessandro Profumo (oggi amministratore delegato di Leonardo), e l'ex ad di Mps Fabrizio Viola, entrambi condannati a sei anni in primo grado sempre per aggiotaggio e falso in bilancio, nonostante le richieste di assoluzione che tanti problemi hanno rimediato alla procura (con un'inchiesta a Brescia che vede indagato l'ex capo Francesco Greco). E un terzo troncone, sulla gestione dei crediti deteriorati, ancora in fase di indagini preliminari.

PROFUMO E VIOLA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...