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NELL’INCHIESTA SUL PATRIMONIO AGNELLI SPUNTA ANCHE LA VILLA DI MARRAKECH – JOHN, LAPO E GINEVRA ELKANN NON AVREBBERO PAGATO LA TASSA DI SUCCESSIONE SULLA VILLA “AN KASSIMOU”, CHE NONNA MARELLA COMPRÒ NEL 2003 E DOVE CONSERVAVA “QUADRI E GIOIELLI” – NEL MIRINO DELLA PROCURA DI TORINO È FINITA ANCHE LA SOCIETÀ LUSSEMBURGHESE “JUKY”, NEI CUI CONFRONTI MARELLA AVEVA UN CREDITO DI 15 MILIONI –AVVOCATI, NOTAI, MARCHESI, SEGRETARIE, FACCENDIERI: LA CORTE CHE HA AIUTATO GLI ELKANN BROS CON L’EREDITÀ. COME DAGO-DIXIT, YAKI NON HA EREDITATO DAL NONNO LA CAPACITÀ DI SCEGLIERE BRAVI CONSIGLIERI – LA PRECISAZIONE DEI LEGALI DEGLI ELKANN: “NON ESISTE ALCUN PATRIMONIO OCCULTO DELL’EREDITÀ AGNELLI...”

ginevra john lapo elkann

DICHIARAZIONE DEI LEGALI CHE DIFENDONO I FRATELLI ELKANN


"A fronte della sequenza di reiterate falsità che affolla in questi giorni i mezzi di informazione, è necessario ribadire alcuni punti fermi:


 1) Non è mai esistito e non esiste alcun patrimonio occulto dell’eredità Agnelli; i fratelli Elkann, nominati dalla nonna eredi universali, hanno adempiuto a tutti gli oneri amministrativi e fiscali che spettano ai soggetti che ereditano da persone residenti all’estero, come indiscutibilmente era Marella Caracciolo; 


 2) Non è vero che siano state presentate dichiarazioni fiscali integrative che hanno fatto emergere patrimoni sconosciuti al fisco italiano; 


3) I gioielli di cui si parla molto a sproposito erano certamente beni di proprietà di Marella Caracciolo che ne ha disposto in vita come ha voluto;


4) John Elkann ricopre il ruolo che gli ha assegnato il nonno, secondo uno schema successorio ricorrente da sempre nella famiglia Agnelli che ha assicurato al primo gruppo industriale italiano, uno sviluppo ed una continuità di gestione che ha tagliato il traguardo
 dei 125 anni". 

 

1. AGNELLI, STIPENDI IN NERO E TASSE NON PAGATE SULLA VILLA DI MARRAKECH

Estratto dell’articolo di Valeria Di Corrado per “il Messaggero”

 

I fratelli Elkann non avrebbero pagato la tassa di successione nemmeno sulle quote societarie della lussemburghese Juky S.a., proprietaria della splendida villa "Ain Kassimou" di Marrakech, comprata nel 2003 da Marella Caracciolo e dove era solita svernare.

 

Una dimora nella quale erano «conservati quadri e gioielli» di "lady Fiat". I tre nipoti prediletti sono i soci (nonché effettivi beneficiari alla data del 30 settembre 2019) della Juky, che prende il nome dell'adorato cane giapponese di razza akita di Donna Marella.

 

john elkann margherita agnelli

Dalle indagini della Finanza è emerso che hanno ricevuto in eredità il credito vantato dalla nonna nei confronti di tale società, pari a 15milioni di euro, sui quali non hanno presentato la dichiarazione di successione in Italia.

 

La loro «strategia fraudolenta è stata attuata e affinata per oltre un decennio - si legge nel decreto di sequestro da 74,8 milioni di euro firmato dal gip di Torino - mediante la predisposizione di tutta una serie di stratagemmi e accortezze deputate a far apparire all'esterno una realtà diversa da quella effettiva, nonché anche attraverso la creazione di trust con sede in paradisi fiscali e l'uso di conti correnti bancari esteri, anche questi radicati in paesi a fiscalità agevolata».

 

villa ain kassimou marrakech 2

Tra questi vengono citati due trust «fittizi» presso le Bahamas: le quote del fondo lussemburghese che ne costituiscono il patrimonio [...] «sono pervenute "esentasse"» ai tre nipoti.

 

Nell'inchiesta della Procura di Torino [...[ emerge anche John accordava alla segretaria di fiducia della Caracciolo, Paola Montaldo, retribuzioni "in nero" pari a mille euro mensili, «in relazione all'attività lavorativa svolta presso il "family office" di casa Agnelli/Elkann».

 

2. LA CORTE CHE HA SERVITO GLI ELKANN SULL’EREDITÀ

Estratto dell'articolo di Fabio Amendolara per “la Verità”

 

Come ogni giallo finanziario che si rispetti, quello sulla successione ereditaria di Marella Caracciolo, [...] presenta, tra indagati e testimoni, più di un attore protagonista.

 

gianluca ferrero

Dal notaio svizzero Urs Robert Von Gruenigen che ha amministrato il patrimonio e l’esecuzione testamentaria di donna Marella al commercialista e consulente fiscale Gianluca Ferrero, presidente della Juventus, che avrebbe fornito agli Elkann, secondo l’accusa, «gli strumenti necessari al raggiungimento degli intenti criminosi dei clienti».

 

I due sono indagati per evasione fiscale e truffa e, nella narrazione dell’accusa, assumono, insieme agli Elkann (John è stato iscritto per evasione fiscale, mentre per tutti e cinque gli indagati si ipotizza anche la truffa), ruoli di primo piano. Più o meno nell’ombra, però, si sono mossi altri personaggi legati a donna Marella o a John Elkann [...].

 

margherita agnelli

[...] Jean Patry, per esempio. Un avvocato con studio a Ginevra che aveva difeso Margherita Agnelli, la figlia dell’Avvocato saltata nella linea di successione che ha presentato l’esposto dal quale è partita l’indagine ma che, in passato, dopo essere stata assistita dal legale, gli aveva fatto causa.

 

È lui che riceve da Ferrero quello che gli inquirenti definiscono «il primo vademecum della frode», ovvero un documento che ricostruiva la situazione successiva alla morte dell’Avvocato e che presenterebbe «l’intenzione», annotano gli investigatori, «di non rendere inverosimile la residenza svizzera» di donna Marella.

 

villa ain kassimou marrakech 1 copia

Ci sono poi le due segretarie-aiutanti della Caracciolo: Paola Montaldo e Tiziana Russi che, dopo la morte della nonna, hanno lavorato per John. Nei loro computer gli investigatori hanno trovato il famoso appunto intitolato «Una vita di spostamenti» che è diventata la pistola fumante: un riepilogo dettagliato dal quale è emerso che la Caracciolo dimorava in pianta stabile a Torino.

 

Dalle mani della prima è anche passato l’inventario di opere d’arte e gioielli che, stando alle accuse, i tre Elkann si sarebbero spartiti dopo la morte della nonna, simulando di aver ricevuto regali quando era ancora in vita e associando ogni dono a eventi familiari come compleanni, anniversari e nascite di figli. È lei a riprendere John quando scopre «discrepanze» nella scelta dei regali.

 

marella caracciolo

[...] Per gli inquirenti, da quel carteggio si ricava che la Elsasser aveva chiesto di apporre alcune firme della Caracciolo su un documento e che la donna era a Torino. Quando i documenti vengono restituiti, però, l’indicazione del luogo di sottoscrizione miracolosamente diventa Luenen, Svizzera. Con la Elsasser viene anche firmato un «accordo di riservatezza», ha ricostruito l’accusa, con oggetto proprio «gli spostamenti della Caracciolo».

 

C’è poi un uomo rimasto per ora molto sullo sfondo: in un documento trovato nella cantina dello studio Ferrero viene indicato come il «signor L» o il «signor A». Gli investigatori sono risaliti alla sua identità: si tratta del marchese Lodovico Antinori, nella cui abitazione a Gstaad la Caracciolo risulta aver davvero dimorato nel periodo estivo del 2010 e del 2011, dopo aver lasciato Saint Moritz.

 

Il marchese aveva acconsentito a rendere la propria casa «indirizzo permanente», annotano gli investigatori, della Caracciolo. Uno stratagemma che, secondo l’accusa, sarebbe servito a dotare donna Marella «di un domicilio in territorio elvetico». Lì la Caracciolo stila il suo testamento indicando che risiedeva invece a Lauenen e che «sottoponeva la sua successione al diritto svizzero».

gianni e marella agnelli

 

Per la residenza in Svizzera donna Marella deve aver avuto bisogno di consultarsi con un legale. Agli atti, infatti, c’è una email che gli inquirenti ritengono interessante a livello investigativo. L’ha inviata a John l’avvocato Peter Hafter.

 

E mentre spiega come far passare la residenza da un Cantone all’altro, si lascia scappare qualche passaggio che ha fatto drizzare le antenne a chi indaga: «D’altra parte, vogliamo evitare che le autorità abbiano l’impressione che si tratti di una questione molto delicata e complicata […]». Poco dopo fa riferimento a «un possibile piano nascosto».

 

villa ain kassimou marrakech 1

Una comparsa la fa anche un avvocato molto noto nell’ambiente finanziario: Carlo Lombardini. Quando John, secondo la ricostruzione dell’accusa, per avallare la storiella della vita vissuta in svizzera dalla nonna decide di dare alle stampa il libro The last swan pubblicato in Italia con il titolo Ho coltivato il mio giardino, Lombardini e Hafter leggono le bozze, si complimentano con Marella Chia, la nipote della Caracciolo con la quale la nonna degli Elkann ha firmato il libro, e indicano le modifiche al testo per «presidiare in ogni modo la residenza elvetica». [...]

john elkann margherita agnelliMARGHERITA AGNELLI JOHN ELKANN - ILLUSTRAZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

 

il taglio della torta matrmionio di gianni e marella agnelli marella e gianni agnelli matrimonio a strasburgo 1953Gianni Marella Agnellimarella gianni agnelliPIERO OTTONE IN BARCA CON MARELLA E GIANNI AGNELLI

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