stx macron gentiloni

NESSUNO COME L'EUROPA SA PRENDERSI A MARTELLATE SULLE PALLE - FINCANTIERI/STX: DOPO QUASI UN ANNO DI ATTESA, INVECE DI DARE L'OK ALLA FUSIONE, LA COMMISSIONE EUROPEA (FORSE) APRIRÀ UN'INDAGINE APPROFONDITA. IL TUTTO PERCHÉ I COSTRUTTORI DI GRANDI NAVI PASSEREBBERO DA 4 A 3 E LA CONCORRENZA È A RISCHIO. MA IL MERCATO NAVALE È GLOBALE, E MENTRE LE AZIENDE EUROPEE AFFOGANO NELLA BUROCRAZIA, AMERICA E CINA CORRONO INDISTURBATE

Francesca Pierantozzi per “il Messaggero

 

Non salpa l'accordo Fincantieri-Stx. L'arrivo degli italiani nei cantieri navali di Saint Nazaire siglato nel febbraio 2018 resta nelle mani della Commissione Europea. L'autorità della Concorrenza di Bruxelles, che da gennaio ha ricevuto l'incarico dalle Authority francese e tedesca di valutare l'acquisizione, farà sapere oggi (ma l'informazione ha cominciato a circolare ieri sera) che intende aprire un'indagine approfondita sull'operazione. Il gruppo triestino aspettava un via libera entro la fine dell'anno, i tempi invece di allungano: di almeno cinque mesi. Il 25 settembre scorso, Fincantieri ha notificato a Bruxelles, come previsto dalla procedura i dettagli del dossier .

FINCANTIERI MONFALCONE

 

Secondo i tecnici europei, le parti non avrebbero convinto sul rispetto delle regole della concorrenza. In particolare la Commissione avrebbe espresso preoccupazioni sul futuro duopolio cantieristico che si verrebbe a creare in Europa una volta che la bandiera italiana sventolerà a Saint Nazaire, con Stx-Fincantieri da una parte e i tedeschi Meyer Werft dall'altra. La notizia non è stata naturalmente presa bene a Trieste, anche perché le voci cominciate a circolare ieri si sono abbattute anche sull'andamento del titolo.

 

macron e le maire a saint nazaire Stx

Non solo. Fincantieri ha spiegato in una nota il dissenso per la decisione attesa oggi ufficialmente, «ancor più se motivata, come riportato, dalla riduzione da tre a due dei player europei». In Europa, infatti, fa sapere Fincantieri, «anche a seguito dell'operazione, sarebbero comunque presenti tre costruttori di navi da crociera rispetto ai quattro attuali».

 

All'inizio di settembre, a Cernobbio, al Forum Ambrosetti, anche il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire si era mostrato insofferente alle regole troppo rigide della concorrenza europea, che hanno già stroncato il progetto di fusione Alstom-Siemens. «In Europa tutto si muove lentamente», aveva detto le Maire, mentre, «servono decisioni rapide per competere con Cina e Usa», non certo da prendere «in sei, 12 o 18 mesi».

macron stx

 

D'altronde, aveva aggiunto il ministro francese, «la Cina non ci aspetta, gli Usa non ci aspettano, mentre noi facciamo riunioni su riunioni sul budget, sul digitale, sull'antitrust». A Saint Nazaire la notizia di un allungamento dei tempi sull'arrivo di Fincantieri non ha invece provocato grossi malumori. L'acquisizione continua ad essere vista con diffidenza da alcuni sindacati, in particolare da Force Ouvrière che continua a battersi affinché i Cantieri restino un bene nazionale.

cantieri stx

 

 Dopo l'uscita dei coreani da Stx, i Chantiers de l'Atlantique, erano stati infatti provvisoriamente nazionalizzati da Macron che aveva chiesto di rinegoziare l'accordo con Fincantieri già sottoscritto dal suo predecessore Hollande. Il 17 ottobre scorso, i delegati di Force Ouvrière hanno ancora presentato al ministero dell'Economia francese tutti i rischi «di una forte cooperazione di Fincantieri con la Cina sulla costruzione delle navi da crociera, di una perdita di autonomia e di governance del cantiere e, a termine, di potenziali conseguenze nefaste sull'occupazione e l'indotto».

 

Tutti timori che l'amministratore delegato di Fincantieri. Giuseppe Bono, ha sempre smentito. Ancora pochi giorni fa ha ripetuto quanto il progetto «sia interessante per l'Italia, l'Europa e il mondo».

STX CANTIERI1

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)