casello autostrada autostrade dario scannapieco cassa depositi prestiti cdp

OH, CHE BEL CASELLO! - CON IL PASSAGGIO DI ASPI DALLA GALASSIA BENETTON A CDP CON I FONDI ESTERI BLACKSTONE E MACQUARIE, CI SARÀ UNA RIVOLUZIONE SIA IN TERMINI INFRASTRUTTURALI, SIA FINANZIARI: SULLE AUTOSTRADE PIOVERANNO INVESTIMENTI PER 26 MILIARDI MENTRE I FONDI ESTERI VOGLIONO RENDERE LA SOCIETA’ PROFITTEVOLE CON UN RITORNO ATTESO IPOTIZZATO DEL 7-8% -  NEL TEMPO CDP POTREBBE GRADUALMENTE RIDIMENSIONARE LA PARTECIPAZIONE DEL 51% IN FAVORE DI CASSE DI PREVIDENZA E ASSICURAZIONI ITALIANE…

Sofia Fraschini per “Il Giornale”

 

ATLANTIA AUTOSTRADE

La nuova Aspi sarà digitale e innovativa e avrà una compagine azionaria di lungo termine con qualche possibile sorpresa. Con il passaggio, dopo 22 anni, delle Autostrade italiane dalla galassia Benetton al consorzio pubblico-privato guidato dalla Cassa depositi e prestiti (51% del capitale) con i fondi esteri Blackstone e Macquarie (49%), ci sarà una rivoluzione sia in termini infrastrutturali, sia finanziari. Dal punto di vista più concreto, sulla rete autostradale ferita dalla tragedia del Ponte Morandi e da inefficienze e mancata manutenzione pioveranno investimenti per 26 miliardi (nell'arco della concessione) che dovrebbero sanare il gap infrastrutturale sul fronte della sicurezza e rendere la rete digitale, moderna ed efficiente.

 

dario scannapieco 1

D'altra parte, i fondi esteri hanno investito per rimanere, quindi con un'ottica a lungo termine, e vogliono veder crescere la società e renderla profittevole: il ritorno atteso ipotizzato è del 7-8 per cento. Una crescita che non avverrà per linee esterne (sarebbero escluse acquisizioni e fusioni con altri gruppi, quindi anche con la spagnola Acs), ma sviluppando la attuale rete italiana. Obiettivi condivisi a pieno con Cdp che, nel tempo, lascerà però spazio nel capitale anche a nuovi possibili soci.

 

CASELLO

Via Goito potrebbe infatti gradualmente ridimensionare la sua partecipazione del 51% in favore di casse di previdenza e assicurazioni italiane. Alla finestra potrebbe anche tornare il fondo F2i, ma solo in una seconda fase che sarà avviata nel 2022. L'accordo di cessione dell'88% di Aspi in mano ad Atlantia prevede che il closing non possa comunque avvenire, anche in caso di avveramento delle condizioni, prima del 30 novembre 2021. In quest' ottica, la partecipazione dei fondi esteri - stante il 51% in mano a Cdp, e nonostante le polemiche in nome dell'italianità dell'asset - rappresenta un segnale positivo con l'Italia che è considerata strategica e affidabile dai fondi esteri.

 

dario scannapieco 2

Il fondo americano Blackstone è uno dei più grandi e influenti investitori del mondo con interessi diversificati che vanno dal mattone, alle quotate di mezzo mondo. Nel primo trimestre 2021 ha registrato profitti record per 1,75 miliardi di dollari e, sul fronte italiano, ha appena vinto la battaglia legale contro la Rcs di Urbano Cairo sull'acquisto, avvenuto nel 2013, dell'immobile milanese di via Solferino, storica sede del Corriere della Sera. In passato è stato protagonista nel mondo della moda, acquisendo il 20% della maison Versace, poi rivenduto con profitto doppio a Michael Kors.

 

AUTOSTRADE PER L'ITALIA

Dal canto suo, il fondo australiano Macquarie, non è da meno: nel 2007 ha ceduto il 45% di Adr proprio ai Benetton. Nelle scorse settimane è stato, poi, protagonista della partita sulla fibra ottica acquistano da Enel il 40% di Open Fiber. Si piazza dunque nella compagine azionaria di due settori strategici per il Paese: le infrastrutture e la fibra ottica. Nei prossimi mesi le parti metteranno a punto gli ultimi dettagli ed è probabile che entro l'anno sia definito un nuovo e dettagliato piano industriale.

 

Macquarie

Sulla scorta delle novità, le agenzie di rating hanno iniziato a muoversi e Fitch ha posto in rating watch positive il merito di credito «BB+» di Autostrade per l'Italia. Le autostrade potrebbero, quindi, a breve non essere considerate più un investimento «non investment grade», ovvero speculativo, a tutto vantaggio della struttura finanziaria del gruppo.

crollo ponte morandiDARIO SCANNAPIECOCDP – CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)