vincenzo onorato moby

ONORATO SARA' LEI - IL CONCORDATO E' L'UNICA MOSSA PER EVITARE IL CRAC DI "MOBY", LA COMPAGNIA DI TRAGHETTI DELLA FAMIGLIA ONORATO - NEL 2019 IL GRUPPO HA CHIUSO IL BILANCIO CON UNA PERDITA DI 198 MILIONI E HA UN’ESPOSIZIONE COMPLESSIVA DEBITORIA, OLTRE ALLE BANCHE E AI BONDISTI, DI 536 MILIONI - IL PIANO DI RIMBORSO NEL TEMPO DOVREBBE GARANTIRE 255 MILIONI NON DI PIÙ. E’ IL CETRIOLO CHE VIENE CHIESTO AI CREDITORI QUANDO SI PROPONE UN PIANO CONCORDATARIO - L’ERRORE MADORNALE DELL’ACQUISTO A DEBITO DI "TIRRENIA"

Fabio Pavesi per https://www.affaritaliani.it

 

vincenzo onorato vittorio feltri

Dimagrire (e molto) per sopravvivere, ma soprattutto far pagare a banche e obbligazionisti i propri passi falsi. Sta tutto qui il piano di concordato preventivo in continuità presentato dalla Moby, la compagnia di traghetti della famiglia Onorato. Il passo del concordato è l’unica mossa inevitabile per scongiurare un crac ormai più che evidente.

 

Solo nel 2019 Moby ha chiuso un bilancio terribile. Una perdita netta di 198 milioni su un fatturato di 271 milioni con un patrimonio netto andato in rosso per la bellezza di 145 milioni. E complice il Covid i dati (gli ultimi disponibili) a giugno del 2020 sono ulteriormente peggiorati. I ricavi del semestre sono crollati a 65 milioni con una perdita salita a 298 milioni e il patrimonio finito sottozero per la cifra monstre di 444 milioni.

 

IL DISASTRO CHE VIENE DA LONTANO

VINCENZO ONORATO

Un disastro da cui si potrà (forse) uscire solo con una cura choc. Il concordato prevede infatti la vendita della divisione rimorchiatori oltre a 5 traghetti della flotta. Ma ovviamente la cessione non è sufficiente a ripianare il maxi debito accumulato nel tempo che solo a livello finanziario vale 460 milioni, di cui 160 milioni in capo alle banche e 300 milioni sono il bond lussemburghese in scadenza nel 2023. Senza flussi di cassa quei 460 milioni di debiti finanziari non possono essere ripagati.

 

VINCENZO ONORATO

IL RIFUGIO NEL CONCORDATO

E allora la famiglia Onorato non può che rifugiarsi nelle more del concordato chiedendo a banche e obbligazionisti di rinunciare a parte della propria esposizione. Un sacrificio che vale più della metà delle risorse concesse da banche e bondisti. Tra privilegio e debiti chirografari al ceto bancario dovrebbero tornare 73 milioni sui 160 di esposizione, mentre per i detentori del bond da 300 milioni dovrebbero essere rimborsati, se il piano avrà successo, solo 147 milioni.

 

TRAGHETTI MOBY

In totale su un’esposizione complessiva debitoria, oltre alle banche e ai bondisti di 536 milioni il piano di rimborso nel tempo dovrebbe garantire 255 milioni non di più. E’ il sacrificio che viene sempre chiesto ai creditori quando si propone un piano concordatario.

 

QUELL’ERRORE DELL’ACQUISTO A DEBITO DI TIRRENIA

Già ma come mai il più grande gruppo di navigazione italiano è finito in acque così basse? La famiglia incolpa della crisi la pandemia e la concorrenza spietata sui prezzi da parte del Gruppo Grimaldi. Ma la realtà è ben diversa. A far finire a gambe all’aria la compagnia di Vincenzo Onorato, più che il Covid e il mercato è stato un peccato veniale grave.

 

TIRRENIA jpeg

Essersi pesantemente indebitato nel lontano 2015-2016 per rilevare il 100% di Cin, la Compagnia iIaliana di Navigazione,  che aveva rilevato l’ex Tirrenia in amministrazione straordinaria. Il peccato originale si chiama Leverage buy out, essersi cioè stra indebitati per acquisire l’ex Tirrenia e quindi quote di mercato. Un passo lungo della gamba molto avventato se letto a posteriori.

 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)