messina massiah cera

OPS! UBI VS INTESA – MASSIAH NON FA IN TEMPO A CANTARE VITTORIA CHE  PROPRIO IERI È SI È REGISTRATA LA PRIMA CREPA: GIUSEPPE LUCCHINI  ESCE DAL SINDACATO AZIONISTI DI BRESCIA E APRE A OPS INTESA - PER GIUSEPPE GHISOLFI, VICEPRES. DEL GRUPPO EUROPEO DELLE CASSE DI RISPARMIO E CONSIGLIERE DELL'ABI, L'OPERAZIONE PRO-UBI DA 7 MILIONI DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO È “A CARATTERE SPECULATIVO, REALIZZATA ALLO STATO IN EVIDENTE PERDITA” - UN CAMPANELLO D'ALLARME CHE È RISUONATO ANCHE NEI CORRIDOI DELLA CONSOB. E CHE POTREBBE MINARE LA STABILITÀ DELL'UNIVERSO BANCARIO DEL NORD ITALIA

1. CUNEO INVESTE SU UBI DOPO L'OPA E LA CONSOB ACCENDE UN FARO

VICTOR MASSIAH

Fabrizio Goria per ''La Stampa''

 

Sette milioni di euro. Questa è la cifra che la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha investito in Ubi Banca, di cui ha già il 5,9% del capitale.

Nonostante l' imminente pandemia di coronavirus, la fondazione bancaria ha deciso di spingere sull' acceleratore.

 

Carlo Messina

Anche se è arrivata prima l' offerta pubblica di scambio (Ops) di Intesa Sanpaolo sul gruppo creditizio bergamasco. Ora però potrebbe arrivare la Consob a fare luce.

Lo scorso 26 aprile Giandomenico Genta, numero uno della Fondazione Cr Cuneo, così osservava: «L' operazione viene proposta con uno sconto del 60% sul patrimonio Ubi senza che né la banca né gli azionisti di Intesa tirino fuori un euro».

 

Bazoli e Victor Massiah

Di qui i dubbi della Consob. Infatti è arrivata ora la notifica dell' esistenza di una opzione "call" su Ubi, del valore di 7 milioni di euro. Vale a dire, uno strumento finanziario derivato, secondo il quale l' acquirente acquista il diritto, ma non l' obbligo, di comprare un titolo a un dato prezzo d' esercizio.

 

Una procedura secondo molti analisti spericolata, che ha generato una minusvalenza compresa, in linea teorica, fra i 2 e i 3 milioni. E cioè, quasi il 40% dell' operazione stessa, che è stata condotta da FondacoSgr, la quale spiega che bisogna fare i conti col risultato di gestione, con un rendimento più elevato rispetto alla media.

 

MASSIAH LETIZIA MORATTI

Tuttavia, secondo Giuseppe Ghisolfi, vicepresidente del Gruppo europeo delle Casse di risparmio e consigliere dell' Abi, l' operazione è «a carattere speculativo, realizzata allo stato in evidente perdita». Un campanello d' allarme che è risuonato anche nei corridoi delle Consob. E che potrebbe minare la stabilità dell' universo bancario del Nord Italia.

 

 

2. BLACKROCK SECONDO AZIONISTA DI INTESA

Da ''Il Messaggero''

 

victor massiah 1

Il gruppo americano BlackRrock possiede il 5,048% del capitale di Intesa Sanpaolo.

È quanto emerge dalle comunicazioni alla Consob sulle partecipazioni rilevanti, che segnalano un' operazione in data 5 maggio. La quota che fa capo a BlackRock è detenuta tramite 15 società di gestione del risparmio. Nel dettaglio, Blackrock detiene diritti di voto sul 4,964%, mentre un altro 0,061% deriva da un prestito titoli e il restante 0,023% da un «contract for differences» senza data di scadenza.

 

Carlo Messina

BlackRock, che non figurava tra i principali azionisti di Intesa Sanpaolo in occasione della lettura del libro soci nell' assemblea del 27 aprile scorso, in questo momento è quindi il secondo azionista dell' istituto alle spalle della Compagnia di San Paolo.

 

Va detto che il gruppo americano, che viene considerato il più grande gestore al mondo, negli ultimi anni ha fatto intensa attività di trading sui titoli della banca guidata da Carlo Messina. Tra la banche italiane preferite da BlackRock preferisce figura anche Mediobanca.

giuseppe Lucchini

 

 

3. MASSIAH: «LA DIMENSIONE? VALE DI PIÙ SAPER GESTIRE IL CREDITO»

Rosario Dimito per ''Il Messaggero''

 

«Qualcuno dice che è la dimensione a essere determinante» ma «l' insegnamento delle precedenti crisi» è che ci sono state «banche molto grandi» che hanno fatto «molto bene» e altre di analoga dimensione che hanno fatto «molto male», come pure banche «medie» e «piccole» che hanno fatto «bene» e altre che hanno fatto «male». Ciò che conta non è «la dimensione in assoluto, ma la capacità di saper gestire il credito nei momenti di grande difficoltà».

victor massiah

 

Nel giorno della presentazione della trimestrale di Ubi approvata ieri dal cda, sigillata dal miglior utile netto fra tutte le principali banche (93,6 milioni, +12,2% rispetto allo stesso periodo del 2019 e più che raddoppiato rispetto ai 38,1 milioni del trimestre precedente), l' ad Victor Massiah risponde a Intesa Sanpaolo proseguendo così il duello a distanza nato sulla scia dell' Ops lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina. Quest' ultimo, alcuni giorni fa aveva invitato i soci di Ubi ad accettare l' offerta di Intesa perché in questa fase, «patrimonializzazione, dimensioni e capacità di investimento assumono un valore strategico maggiore».

 

GIANDOMENICO GENTA

A sua volta la presidente di Ubi, Letizia Moratti, aveva sottolineato pubblicamente che «l' autonomia è un valore per tutti». Il lusinghiero risultato dei tre mesi di Ubi, sfiorato dalle prime settimane di Covid-19, è comunque al netto delle significative rettifiche analitiche aggiuntive effettuate in modo mirato sulle inadempienze probabili nei settori maggiormente colpiti dall' emergenza sanitaria.

 

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ad, e Giovanni Bazoli, presidente onorario

Il Cet1 ratio è salito al 12,86% (+57 punti base rispetto al 31 dicembre 2019) e il Total capital ratio al 17,05% (+122 punti rispetto alla fine dello scorso anno), mentre i crediti deteriorati lordi sono scesi ulteriormente del 2,4% grazie al work-out interno, attestandosi al 7,5% dei crediti lordi.

 

Ubi ha quindi accantonato 50 milioni sui crediti per il Covid-19. Qual è stato il fattore chiave della performance di Ubi? «Non la dimensione in assoluto, ma la capacità di saper gestire il credito nei momenti di grande difficoltà».

 

UBI BANCA

Massiah ha poi proseguito: «Siamo il 50% di tutti i crediti erogati a livello di sistema Italia fino a 25 mila euro. Una grandezza enorme, considerato che la nostra quota normale di mercato è attorno al 6%. Stiamo inoltre processando oltre 2 miliardi di crediti, per quelle aziende che hanno diritto alla garanzia fino a 800 mila euro, il ticket medio guarda caso è di 700 mila euro. Tutto ciò oltre a 110 mila moratorie per circa 17 miliardi: se si considera che il numero delle moratorie nel Paese è attorno a 1,1 milioni, stiamo dicendo che 1 moratoria su 10 è fatta da Ubi».

 

Il capo azienda di Ubi Banca ha poi colto l' occasione per commentare i risultati delle cinque settimane di Rilancio Italia, un programma integrato del valore di 10 miliardi di euro che è stato organizzato in poche settimane, prima dei primi decreti governativi, per sostenere famiglie, imprese e terzo settore.

 

Quanto all' Ops, «fino a quando l' offerta non sarà ufficiale» con la pubblicazione del prospetto di Intesa Sanpaolo (probabilmente in giugno), non possiamo fare commenti», ha precisato Massiah osservando che «la società target non può commentare finché l' offerta non è pubblicata». Nel frattempo prosegue il confronto fra i consulenti di Intesa Sanpaolo e Consob sul prospetto informativo allegato all' Ops: ieri la Commissione guidata da Paolo Savona ha chiesto all' offerente chiarimenti sugli effetti del Covid-19.

UBI BANCA BRESCIA

giuseppe Lucchini

 

UBI, LUCCHINI ESCE DA PATTO BRESCIANI E APRE A OPS INTESA

Il sole 24 ore

carlo messina

 

Proprio ieri è si è registrata la prima crepa nel muro dei pattisti bresciani di Ubi Banca - che fino a oggi non erano venuti allo scoperto sulla proposta -, e viene da Giuseppe Lucchini. L’imprenditore è uscito dal Sindacato azionisti di Brescia, patto nel quale, insieme alla famiglia, aveva aderito con circa l’1% delle azioni della banca.

 

«Qualche giorno fa - conferma a Il Sole 24 Ore il titolare della Lucchini RS di Lovere - ho firmato la formale disdetta». Le ragioni della scelta vanno cercate nella strategia da adottare con la proposta di Intesa Sanpaolo.

 

alberto nagel carlo messina

«Semplicemente - conferma Lucchini - non sono d’accordo su come il presidente del Sindacato sta gestendo questa delicata fase. Non si tratta ovviamente di un problema - spiega - legato al mio ruolo di socio dell’istituto».

 

Per non lasciare spazio a dubbi a questo proposito, aggiunge: «Praticamente io ma anche tutti i miei colleghi imprenditori deteniamo queste partecipazioni con precise finalità e obiettivi. Nessuno di noi - spiega - ha desiderio o necessità di avere a disposizione poltrone o incarichi in banca, ma di avere una proposta che sia il più vicino possibile alle nostre aspettative di medio termine».

 

Per quanto riguarda la proposta di Intesa Sanpaolo, Lucchini afferma di ritenerla «un ottimo punto di partenza. Andrebbe forse valutata e discussa con gli imprenditori più interessati - spiega - per farla diventare da ottimo starting point alla migliore in assoluto, tenuto conto anche del momento delicatissimo che tutti noi oggi stiamo vivendo».

BANCA UBI

 

La sensazione, almeno negli ambienti vicini a molte famiglie imprenditoriali bresciane, è che ci sia più di una divergenza rispetto alla linea ufficiale di rifiuto fino a oggi tenuta. Molti imprenditori di media o piccola dimensione, titolari di pacchetti di azioni contenuti, vedrebbero positivamente un’eventuale fusione con Intesa Sanpaolo. Altri invece preferirebbero una posizione stand alone, che però comporterebbe, di conseguenza, la disponibilità a sostenere operazioni di aggregazione, e quindi tempi lunghi.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...