italia in vendita asta

UN PAESE FALLITO – NEGLI ULTIMI 6 MESI DEL 2020 SONO CRESCIUTI DEL 63,5% GLI IMMOBILI MESSI ALL’ASTA: NON SOLO CASE, MA ANCHE OSPEDALI, CONVENTI, CASTELLI – IL CROLLO DEL TURISMO DI MASSA HA MANDATO ALL’ARIA GRANDI E PICCOLE STRUTTURE ALBERGHIERE: SONO 128 LE PROCEDURE IN CORSO CHE RIGUARDANO HOTEL, BED & BREAKFAST, MOTEL, CAMPEGGI E SIMILI…

 

 

Antonio Castro per “Libero Quotidiano”

 

pignoramenti

Inevitabile. Adesso la pandemia ha cominciato a mordere anche il mattone. L' aspetto preoccupante è che a finire all' asta non è più soltanto l' appartamento acquistato con mutuo dalla famiglia che non ce la fa più a pagare le rate.

 

Finiscono sotto il martelletto della fallimentare alberghi, ospedali, cliniche e perfino conventi.

Pessimo segnale per un Paese turistico dove quasi l' 86% delle famiglie detiene come bene rifugio un patrimonio immobiliare. Colpa del Covid, o meglio degli effetti della pandemia sulla congiuntura economica.

 

azienda fallimento 2

Negli ultimi 6 mesi del 2020 la crescita degli immobili messi all' asta è lievitata del 63,5%, assicura il tradizionale Rapporto semestrale del Centro studi Sogeea. Le procedure attivate a fine 2020 sono infatti 15.146, a fronte delle 9.262 rilevate nel precedente mese di luglio. Una crescita «che conferma e, anzi, accentua la tendenza emersa lo scorso anno, quando si era registrato un incremento rispetto all' estate» si legge le report presentato ieri.

 

EFFETTO DOMINO

azienda fallimento 1

Altro dato preoccupante: circa un terzo delle abitazioni finite forzatamente in vendita (5.798 unità) è concentra nel Nord del Paese, macro-area in cui l' impennata delle procedure forzate è stata pari al 27,7%.

 

Non si salva neppure il Mezzogiorno. Le regioni del Sud sono in evidente affanno, con una tendenza negativa trascinata dalle Isole, dove si assiste ad un vero decollo delle esecuzioni (+284%, in numero assoluti 2.105 rispetto alle 584 unità finite all' asta del semestre precedente) e del 113% nella parte peninsulare (3.027 a fronte delle 1.423 di luglio 2020). Non si salva neppure la macroarea del Centro Italia dove si è verificato un aumento del 64%, con quasi un raddoppio delle procedure (ben 4.216, mentre solo 6 mesi fa erano 2.566).

pignoramenti

 

«Il quadro che ne scaturisce», tira le somme Sandro Simoncini, presidente di Sogeea, «è quello di un Paese che fatica tremendamente a uscire dalla crisi».

 

Le persone che si trovano in difficoltà economico-finanziaria stanno «drasticamente aumentando anche se gli istituti di credito sono diventati meno aggressivi nei confronti di chi è in sofferenza». Anche perché un immobile che finisce all' asta non fa «rientrare dei capitali erogati».

azienda fallimento 9

 

C' è anche da dire che il valore del patrimonio degli istituti è agganciato al valore degli immobili messi a bilancio. E quindi il crollo di valutazioni, e le difficoltà ad onorare i debiti, mette in difficoltà anche le banche.

 

CASTELLI E CLINICHE

Nella rilevazione del secondo semestre del 2020 sono stati pignorati e messi all' asta anche 4 castelli, 15 ospedali (e, malgrado l' emergenza sanitaria, ce ne sono altri 9 pronti all' incanto tra marzo e aprile) e 8 teatri.

 

aziende fallimento

E non si salvano neppure i conventi (17 quelli in vendita), perché pure per gli enti di beneficenza la crisi è stata devastante. Il crollo del turismo di massa ha mandato a gambe all' aria pure grandi e piccole strutture alberghiere: dai piccoli affittacamere ai bei nomi dell' ospitalità tricolore: sono 128 le procedure in corso che riguardano alberghi, bed breakfast, motel, campeggi e simili. Un preoccupante + 7% rispetto già alle 120 strutture finite all' incato all' inizio di luglio 2020.

pignoramento conto corrente

 

Per tamponare almeno la falla delle prime case Simoncini ipotizza l' adozione di «un fondo di garanzia che consenta alle famiglie di avere un preammortamento di due anni senza pagare il capitale e il prolungamento della durata residua del mutuo, in modo da diminuire drasticamente la rata mensile». Salvando così le "capre" del privato in affanno e i "cavoli" del sistema bancario.

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