UN PAESE STRACCIAROLO - LA METÀ DELLE FAMIGLIE ITALIANE HA SUBITO UN CALO DEL REDDITO A CAUSA DELLA CRISI DEL CORONAVIRUS - CIRCA I DUE TERZI DEI NUCLEI HANNO REGISTRATO EPISODI DI RIDUZIONE DELL'ATTIVITÀ LAVORATIVA. LA QUOTA SUPERA L'80% QUANDO IL CAPOFAMIGLIA È AUTONOMO O DIPENDENTE A TEMPO DETERMINATO…

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P. Bar. per “la Stampa”

Coronavirus, l'Italia dei nuovi poveri Coronavirus, l'Italia dei nuovi poveri

 

La metà delle famiglie italiane ha subito un calo del reddito a causa della crisi del coronavirus sostiene la Banca d' Italia, che ha svolto un' indagine su un campione di 3 mila individui. Circa i due terzi dei nuclei con almeno un componente che prima dello scoppio della crisi risultava occupato hanno registrato episodi di riduzione dell' attività lavorativa. La quota supera l' 80% quando il capofamiglia è lavoratore autonomo o dipendente a tempo determinato. Nonostante trasferimenti e sussidi del governo ciò si è tradotto in un calo dei redditi familiari che ha interessato metà dei nuclei.

 

Inoltre, la metà degli intervistati entro un anno si attende un peggioramento delle condizioni di reddito della propria famiglia, quota che sale a oltre il 70% tra i lavoratori autonomi, rispecchiando verosimilmente le preoccupazioni per gli effetti della pandemia sull' attività dei settori più colpiti (in particolare commercio al dettaglio non alimentare, attività turistiche e servizi alla persona), caratterizzati da una maggiore incidenza di piccole e medie imprese.

Coronavirus, l'Italia dei nuovi poveri Coronavirus, l'Italia dei nuovi poveri

 

L' 85% delle famiglie intervistate valuta di poter fare fronte nei prossimi 12 mesi alle spese, tuttavia i nuclei più colpiti dall' emergenza dichiarano di avere difficoltà nel pagare i debiti e temono di doverne contrarre di nuovi o di intaccare pesantemente i risparmi. Dalle risposte emerge che, una volta terminata l' epidemia, le famiglie prevedono una ricomposizione dei propri consumi con una riduzione particolarmente marcata degli acquisti considerati comprimibili (vacanze, ristoranti, cinema), che rappresentano il 22% delle loro spese.

 

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Ben il 70% dei nuclei in maggiore difficoltà intende diminuire tali spese sotto i livelli precedenti l' epidemia, percentuale che resta elevata (oltre il 40%) anche per i più abbienti. Secondo Bankitalia gli ammortizzatori dovrebbero essere in grado di ridurre in misura rilevante l' incremento delle disuguaglianze, nel medio termine «sussiste però il rischio che il Covid-19 le accentui», sia per la maggior presenza di lavoratori a basso reddito nei settori a più elevato rischio di contagio, sia perché gli ammortizzatori offrono sostegni temporanei mentre per molti le ripercussioni potrebbero durare a lungo.

 

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