joe biden e xi jinping

PANE PER I COMPLOTTISTI! INDOVINATE GRAZIE A COSA LA CINA SORPASSERÀ GLI USA NEL 2028 E DIVENTERÀ LA PIÙ GRANDE ECONOMIA DEL MONDO CON 5 ANNI DI ANTICIPO? ESATTO, IL COVID - DECISIVA LA DIVERSA TRAIETTORIA DI RECUPERO DOPO LA PANDEMIA, CHE A PECHINO SARÀ PIÙ VELOCE PER MERITO DEL RIGOROSO BLOCCO ANTICIPATO CHE HA EVITATO IL PROPAGARSI DEL CONTAGIO - COSÌ L’OCCIDENTE RIMARRÀ FREGATO DAL VIRUS “CINESE”…

Da www.corriere.it

 

XI JINPING E JOE BIDEN

La Cina supererà gli Stati Uniti e diventerà la più grande economia del mondo nel 2028, ovvero cinque anni prima di quanto precedentemente stimato. L’accelerazione è colpa del Covid. O meglio: la causa del «sorpasso» anticipato è la differente e divergente traiettoria di recupero dopo la pandemia. E’ questo il responso dell’analisi compiuta dal Centre for Economics and Business Research (Cebr) nel report annuale pubblicato il 26 dicembre 2020.

 

Le politiche di contrasto al Covid e le politiche per la crescita

«La pandemia da Covid-19, le relative ricadute economiche e la differenza nelle politiche di contrasto» al virus, si legge nel report, hanno decisamente «ribaltato la rivalità» tra Washington e Pechino a favore della Cina.

 

xi jinping

Il Cebr sottolinea la «gestione abile della pandemia» da parte della Cina, con il suo rigoroso blocco anticipato per evitare il propagarsi del contagio. Sarebbe proprio lì la chiave che consentirà a Pechino una crescita a lungo termine che l’Occidente non può più permettersi.

 

La (divergente) dinamica della crescita tra Cina e Usa

Secondo gli studi degli analisti del Cebr, il Pil della Cina sembra destinato a una crescita media del 5,7% all’anno dal 2021 al 2025, prima di rallentare a un tutto sommato confortante +4,5% all’anno dal 2026 al 2030.

 

CINA XI JINPING ECONOMIA CINESE CORONAVIRUS COVID PANDEMIA

Gli Stati Uniti, invece, dovrebbero garantirsi un forte rimbalzo post-pandemia nel 2021, ma la sua crescita economica media rallenterebbe all’1,9% all’anno tra il 2022 e il 2024. Un valore che successivamente dovrebbe scendere all’1,6% negli anni a seguire.

 

Il Giappone sul podio, la corsa dell’India

Ma dietro alle superpotenze cosa succederà negli anni a venire? Secondo il report, il Giappone rimarrebbe la terza economia più grande del mondo, fino all’inizio degli anni ‘30 del XXI secolo, quando sarà stato superato dall’India. La Germania, di conseguenza, scivolerà dal quarto al quinto posto della top ten.

 

boris johnson

La Gran Bretagna e la Ue: chi vincerà la sfida della Brexit?

La Gran Bretagna, attualmente la quinta economia più grande secondo il Cebr, scivolerebbe al sesto posto dal 2024. Tuttavia, la vera domanda per gli europei è: chi vincerà la sfida della Brexit? Ovvero, sarà l’economia di Londra o quella europea a crescere di più dopo l’addio inglese all’Unione europea?

 

Secondo il report, nonostante l’uscita dal mercato unico europea da inizio 2021, il Pil britannico calcolato in dollari dovrebbe essere del 23% superiore a quello francese entro il 2035 (il segreto, secondo gli analisti, è rappresentato da una crescita britannica impetuosa nell’economia digitale e nei servizi a valore aggiunto).

 

BORIS JOHNSON URSULA VON DER LEYEN

Il declino dell’Europa

L’Europa, che nel 2020 rappresenta ancora il 19% della produzione mondiale nella top ten delle economie, scenderà mestamente al 12% entro il 2035. Un percorso che sarebbe stato ancora più ripido in caso di aspra spaccatura tra Ue e Gran Bretagna («Hard Brexit»).

 

E dopo il Covid? Più inflazione, ma crescita sostenuta

Lo studio indica anche che l’impatto globale della pandemia sull’economia del Pianeta si manifesterà probabilmente con un’inflazione più elevata, ma non con una crescita più lenta. «Prevediamo - si legge - un ciclo economico con tassi di interesse in aumento nel metà degli anni ’20».

 

chiuso per virus

Circostanza che rappresenterebbe una minaccia per i governi che hanno preso in prestito massicciamente, espandendo a dismisura il debito pubblico, per finanziare la risposta al Covid e alla crisi economica.

 

Non tutto sarebbe inutile, però. I tassi in aumento sarebbero in parte compensati dall’inflazione più robusta, mentre gli investimenti pubblici e privati porteranno a un mondo più «green» e rispettoso dell’ambiente, con un deciso «balzo tecnologico» di cui beneficiare.

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