leonardo del vecchio nagel

LA PARTITA SU GENERALI ACCENDE LA FAIDA IN MEDIOBANCA - DEL VECCHIO, PRIMO AZIONISTA DI PIAZZETTA CUCCIA, INCALZA NAGEL SULLA GOVERNANCE: VUOLE ELIMINARE IL VINCOLO DEI TRE MANAGER IN CDA E AUMENTARE I POSTI IN CONSIGLIO PER LE MINORANZE - "EDIZIONE", LA FINANZIARIA DEI BENETTON, CHE DELLE GENERALI HA IL 3,97%, SCIOGLIE I LEGAMI COL PATTO DI CONSULTAZIONE DI MEDIOBANCA (CHE SI RIUNISCE DOMANI): LA FAMIGLIA DI PONZANO E' PRONTA AD APPOGGIARE CALTAGIRONE, DEL VECCHIO E CRT (MA HA IL PRESIDENTE LAGHI AGLI ARRESTI)…

LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

Francesco Spini per "la Stampa"

 

Nel giorno in cui i Benetton dicono addio al patto leggero di Mediobanca per tenersi le mani libere sulla partita delle Generali, la Delfin di Leonardo Del Vecchio batte il suo primo colpo in Piazzetta Cuccia, da che ne è diventata prima azionista col 19%. Nessun ribaltone in vista, non per ora. La cassaforte di mister Luxottica, specifica in una nota, «non prevede né intende revocare l'attuale cda prima del termine del suo mandato», che scade tra due anni.

 

PHILIPPE DONNET GENERALI

Del Vecchio ragiona piuttosto sul lungo termine, pensa al futuro e invita Piazzetta Cuccia a correggere alcune regole di governo per renderle «coerenti» con le migliori pratiche di mercato, affinché pongano al centro «la creazione di valore per tutti gli azionisti». E soprattutto lascino «al cda e agli azionisti - come accade in qualsiasi società - il diritto di decidere in ultima istanza chi debba gestire la banca». Così, in vista dell'assemblea del 28 ottobre, Del Vecchio chiede al cda di integrare l'ordine del giorno, proponendo modifiche allo statuto di Mediobanca per eliminare il vincolo dei tre manager in cda e per aumentare i posti in consiglio per le minoranze.

 

LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

Del Vecchio sfida Mediobanca sul terreno della governance. Se l'istituto guidato da Alberto Nagel, primo socio delle Generali, a Trieste appoggia - giudicandola la miglior soluzione di mercato - la contestata «lista del cda», che ha ricevuto due giorni fa il via libera del consiglio a maggioranza (col no anche del rappresentante di Delfin), mister Luxottica richiama il banchiere a correzioni in casa propria. Gli echi della battaglia di Trieste si sentono anche nella mossa di Edizione.

 

francesco gaetano caltagirone

La finanziaria dei Benetton, che delle Generali ha il 3,97%, ora scioglie i legami col patto di consultazione di Mediobanca (che si riunisce domani), dove aveva aderito col 2,1%. Il patto, già leggero, ora è una piuma: dal 10,73% passa all'8,63%. Le indiscrezioni danno i Benetton pronti ad appoggiare Caltagirone, Del Vecchio e Crt nella sfida delle Generali. Nella nota la famiglia pratica invece equilibrismo e spiega che la disdetta «ha l'obiettivo di mantenere l'assoluta neutralità» in «relazione alle partecipazioni finanziarie detenute, con la volontà di non schierarsi nelle attuali vicende che occupano Mediobanca, pur esprimendo pieno apprezzamento per l'attività svolta dal suo management».

MEDIOBANCA

 

Sempre sul fronte Mediobanca - partita a cui Caltagirone appare disinteressato - è Leonardo Del Vecchio a farsi sentire. Dall'imprenditore arriva una doppia proposta di modifica allo statuto che «non ha lo scopo di sostituire gli attuali amministratori o manager della banca - specifica - quanto piuttosto quello di assicurare che d'ora in avanti questi operino all'interno di un quadro di regole di corporate governance coerente con le best practice di mercato».

 

Due le correzioni proposte: per prima cosa si tratta di cancellare il requisito che fu posto a tutela dell'indipendenza del management ai tempi della fusione Unicredit-Capitalia, ovvero che tre consiglieri debbano essere scelti tra dirigenti del gruppo da almeno tre anni. Una norma che Del Vecchio contesta da tempo, catalogata tra quelle «che non hanno termini di paragone in alcuna altra banca o società quotata in Italia». Essa rende «impossibile» per il cda uscente presentare una lista senza l'ok dei manager. E rende altrettanto «impossibile» una lista alternativa degli azionisti per la difficoltà di convincere dirigenti a sfidare l'ad e gli amministratori.

 

ALBERTO NAGEL

Tale richiesta di Delfin registrerebbe aperture in Mediobanca. Verifiche sull'apprezzamento del mercato serviranno per appoggiare l'altra proposta di Del Vecchio. Ossia aumentare i posti riservati alle minoranze: da due (oggi destinati ai fondi) a tre/quattro, a seconda che le liste siano due o più di due. Al momento, per Delfin, «la rappresentanza a livello consiliare degli azionisti di minoranza di Mediobanca si colloca al di sotto della media di mercato, sia comparandola con l'indice generale di Borsa,sia con le principali banche italiane».

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO