telecom italia

LA PARTITA SU TIM E' APPENA INIZIATA - LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE DEL FONDO KKR HA ACCESO GLI APPETITI ANCHE DI CVC E ADVENT - I DUE FONDI DI PRIVATE EQUITY, CON IL SUPPORTO DELLA BANCA D'AFFARI NOMURA, STANNO STUDIANDO IL DOSSIER TIM - I NODI DECISIVI: I 35 MILIARDI DI DEBITO DEL GRUPPO CHE DOVRANNO ESSERE RIFINANZIATI IN CASO DI CAMBIO DI AZIONISTI E LA POSIZIONE DEL GOVERNO CHE POTREBBE DECIDERE DI PROTEGGERE GLI ASSET STRATEGICI…

Carlo Festa per il "Sole 24 Ore"

 

CVC Capital Partners

Sono al lavoro i private equity Cvc e Advent, con il supporto della banca d'affari Nomura, per studiare la situazione in evoluzione su Tim e, nel caso ci siano le condizioni, per mettere sul tavolo una proposta in competizione con quella di Kkr . Sono due i nodi attualmente all'esame del consorzio Cvc-Advent: il primo è politico, in quanto per avvicinarsi al dossier Tim bisogna prima avere il via libera dalle istituzioni a effettuare un'operazione amichevole e di sistema.

 

kkr

Passaggio che Kkr sembra avere, in prima battuta, superato. Il secondo è finanziario: da una parte c'è la congruità del prezzo che potrebbe essere offerto e, dall'altra, la mole complessiva dell'operazione visto che Tim potrebbe essere valutata 11 miliardi di euro, ma si porta in pancia anche debiti per 35 miliardi che essere rifinanziati in caso di cambio di controllo. Intanto domenica sera, dopo la fine del board di Tim a sottovalutare l'offerta di Kkr, un messaggio è arrivato in modo chiaro: un portavoce ha infatti spiegato che Advent e Cvc si dicono «aperti volto al dialogo con tutti gli stakeholder, per identificare in modo trasparente una soluzione di sistema per il rafforzamento industriale di Tim».

 

luigi gubitosi

I pro e contro per i potenziali nuovi offerenti sono evidenti. Lo svantaggio è ovviamente a partire dopo Kkr, che è un passo a tutti: è già socio di FiberCop, ha avviato avanti con il Governo e le istituzioni e ha mandato una manifestazione d'interesse al board di Tim. Senza dimenticare che l'intervento della stessa Kkr sembra in accordo con l'amministratoe delegato di Tim, Luigi Gubitosi. Kkr ha inoltre grande esperienza nel settore delle telecomunicazioni, anche se non sempre è riuscito nei suoi obiettivi: qualche mese fa ha, ad esempio, provato a comprare senza successo l'olandese Kpn.

 

Ma la possibile discesa in campo di altri fondi può contare su alcuni elementi di debolezza presenti nell'offerta di Kkr. A cominciare dal fatto che si tratta, appunto, di una manifestazione d'interesse non vincolante e indicativa, soggetta a quattro di «due diligence», dove viene indicatore un prezzo di offerta ipotetico: appunto 50,5 centesimi con un premio del 46 % rispetto alla chiusura di venerdì, ma solo del 7% superiore al picco del 2021 del titolo Tim in Borsa.

henry kravis

 

La cordata Cvc-Advent, secondo indiscrezioni, riterrebbe infatti la valutazione di Kkr inferiore alla somma delle parti del gruppo telefonico. Una valutazione che sembra in linea con quanto ha fatto trapelare il socio francese Vivendi, che ha le azioni in carico a circa 1 euro e che quindi al prezzo offerto da Kkr dovrebbe archiviare in bilancio una netta minusvalenza. Inoltre la manifestazione d'interesse di Kkr non è soggetta alla «passivity rule», quindi in linea teorica è possibile l'ingresso sulla scena di altri contendenti, anche se la vicenda è, in modo evidente, assai complessa. Detto questo, si tratta dunque di una partita a scacchi dove sono coinvolti una pluralità di soggetti. Il dossier Tim ormai da qualche anno stava attirando le mire dei private equity internazionali.

 

fondo cvc 5

A frenare qualsiasivelleità erano state trascurare una serie di motivazioni: da una parte politiche collegate alla rete e agli asset strategici per il Governo e dall'altra finanziarie, con la posizione forte di Vivendi nel capitale del gruppo, ma anche il ruolo di garante di Cdp. Tuttavia, la situazione appare cambiata negli ultimi mesi. K non pare abbia ricevuto opposizione al deal dal Governo, anche se il Golden Power potrebbe ancora porre vincoli su rete fissa e Sparkle: quindi la vicenda Tim potrebbe diventare esclusivamente di mercato ea vantaggio dell'azionariato diffuso.

 

marco patuano 1

Ora resta da capire se la posizione del Governo potrebbe essere favorevole anche ad altri interlocutori ed è proprio questo che Cvc e Advent starebbero cercando di capire. A lavorare sull'operazione di sarebbe anche Marco Patuano, che è senior advisor di Nomura.

 

Cvc e Advent sono due fondi specializzati sul settore delle telecomunicazioni e dei media. Sono già stati alleati in altre possibili operazioni, come ad esempio nell' offerta su una dove dei diritti tv della newco far confluire i diritti tv Serie A di calcio. L'operazione con i fondi poi non è decollata, per la contrarietà dei presidenti di club, ma guarda caso il tema del calcio è ora all'attenzione di Tim con il recente accordo con Dazn, che sta avendo per il momento risultati deludenti

henry kravis.

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)