john elkann carlos tavares stellantis fca psa fiat peugeot

IL PATTO DEL TERGICRISTALLO - SU STELLANTIS LA FAMIGLIA AGNELLI (PRIMA AZIONISTA CON IL 14,4&) E QUELLA PEUGEOT (7,2% MA POTRA' SALIRE FINO ALL'8,5%) SIGLANO UN ACCORDO DI CONSULTAZIONE CHE NON VINCOLA IL VOTO DEI PARTECIPANTI NE' LASCIA PRESAGIRE AZIONI COORDINATE MA DOVREBBE ESSERE UN SEGNALE DI STABILITÀ - NEGLI ACCORDI DI FUSIONE SONO PREVISTE UNA SERIE DI POTENZIALI MODIFICHE DEI POSSESSI AZIONARI. LO STATO FRANCESE E' TERZO AZIONISTA (6,2%), POI I CINESI DI DONGFENG CON IL 5,6%...

Marigia Mangano per il "Sole 24 Ore"

 

CARLOS TAVARES JOHN ELKANN - STELLANTIS

Exor e la famiglia Peugeot confermano il loro impegno nel lungo periodo come soci di riferimento del gruppo Stellantis e siglano tra loro un accordo di consultazione volto a garantire sostegno e stabilità al nuovo colosso dell' auto. Alla vigilia della prima assemblea degli azionisti del quarto gruppo mondiale del settore auto, la holding che fa capo alla famiglia Agnelli, primo azionista di Stellantis con il 14,4%, e la dinastia francese attraverso Peugeot 1810, a cui fa capo il 7,2% del gruppo, hanno comunicato in una nota congiunta di aver «condiviso un accordo di consultazione con l'obiettivo di rafforzare i legami tra le famiglie Agnelli e Peugeot, assicurando il loro sostegno a Stellantis per un successo di lungo periodo».

 

john elkann – quotazione stellantis 1

Sulla carta si tratta di un accordo "leggero", che non vincola il voto dei partecipanti, ma si limita a regolarne un confronto costruttivo. Nella sostanza, però, è un segnale chiaro e inequivocabile che le due dinastie ribadiscono il reciproco impegno come soci di riferimento di lungo periodo nella nuova Stellantis in continuità con quel ruolo, ricoperto separatamente per oltre un secolo, dalla famiglia francese in Peugeot (poi divenuta Psa), e dalla dinastia italiana in Fiat (trasformata nel tempo in Fca).

 

In dettaglio, spiega la nota, l' intesa «intende promuovere il libero scambio di prospettive ma non prevede alcun obbligo relativo all' esercizio dei diritti di voto, né alcuna azione coordinata in merito ai rispettivi diritti e obblighi quali azionisti di Stellantis». Exor e Peugeot 1810, dunque, restano liberi di esercitare i loro diritti di voto in Stellantis in modo autonomo e indipendente, a loro discrezione, e senza alcun obbligo derivante dalle discussioni intercorse.

 

il cda di stellantis

Inoltre, prosegue la nota, questi incontri «offriranno anche l'opportunità ai rappresentanti delle due famiglie per discutere di argomenti di interesse comune, quali le best practice nella gestione di imprese a controllo famigliare». Tale accordo, sulla base dell' attuale assetto azionario di Stellantis, coinvolge dunque il 21,6% del gigante automobilistico. Queste soglia, tuttavia, potrebbe salire fino al 23%. Tant'è che sarà interessante verificare se già oggi possano essere registrati degli "aggiustamenti" sul fronte francese con la famiglia Peugeot che potrebbe aver già raggiunto l'8,5% di Stellantis.

 

john elkann exor

Questo perché negli accordi di fusione sono previste una serie di potenziali modifiche dei possessi azionari. Nel dettaglio, attualmente il libro soci vede come primo azionista Exor con il 14,4%, seguito dalla famiglia Peugeot che ha il 7,2%, e alle spalle ci sono lo Stato francese con il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%.

 

In questo quadro è attesa la discesa del socio cinese e dello stato francese e il rafforzamento della dinastia Peugeot fino all' 8,5% del nuovo aggregato. È stabilito, in primo luogo, che Dongfeng venda una parte dei titoli in suo possesso nella nuova entità, l'1,5%, al Gruppo Psa, con contestuale annullamento delle azioni. Dongfeng, che ha già smobilizzato nei mesi scorsi una piccola parte del pacchetto che deteneva in Psa, scenderà nei prossimi mesi fino al 4,5%.

 

stellantis

Inoltre è previsto che il Governo francese riduca la propria presenza nel nuovo aggregato vendendo il 2,5% di Stellantis. Dunque il peso dello Stato si appresta a passare dal 6,2% preventivato al 3,7% in tempi brevi. Infine, il contratto prevede che la famiglia Peugeot possa salire fino all' 8,5% del nuovo aggregato, con la dinastia transalpina che può farlo solo acquistando dal Governo o sul mercato. L'assemblea di oggi dei soci Stellantis, dunque, alzerà il velo sull' entità del reale pacchetto nella mani della famiglia Peugeot. E di riflesso sulla effettiva quota di capitale Stellantis oggetto dell' accordo di consultazione italo-francese: se fermo al 21,6% o già salito a un soffio del 23%.

STELLANTIS - PSA FCA

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…