rutte mark

QUANDO L'ANAGRAMMA DI AMSTERDAM È STAMMERDA - FACILE FARE I RIGORISTI COI SOLDI SPORCHI: I TRUCCHI GRAZIE AI QUALI L'OLANDA È DIVENTATO IL SOGNO DI OGNI EVASORE - ATTRATTI DALLA CERTEZZA DI NON PAGARE TASSE, I CAPITALI PROVENIENTI DAI PARADISI FISCALI VENGONO DEVIATI IN OLANDA PRIMA DI RIAPPRODARE IN ALTRI PARADISI FISCALI - I PAESI BASSI SOTTRAGGONO ALMENO 10 MILIARDI $ DI IMPOSTE ALL'ANNO AGLI ALTRI PAESI UE - IN UN SOLO PALAZZO AD AMSTERDAM HANNO SEDE 2.499 SOCIETÀ

Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi per ''Il Sole 24 Ore''

 

Chissà se il capo del governo olandese Mark Rutte e il suo ministro delle Finanze Wopke Hoekstra conoscono il palazzo di vetro e cemento al numero 200 di Prins Bernhardplein, alla periferia di Amsterdam.

 

Rutte

Secondo la Camera di commercio dei Paesi Bassi, qui hanno sede 2.499 società ma se fossero imprese normali difficilmente troverebbero spazio in un comune edificio come questo. Gran parte di loro esiste solo sulla carta, eppure sono la chiave di volta per capire perché i Paesi Bassi, con il loro rigore, sono diventati i primi della classe in Europa.

C' è uno studio, in realtà, che lo spiega e che svela come il prezzo di tanta severità lo stiano pagando da anni gli altri partner europei. Secondo l' ultima analisi di Tax Justice Network, una rete di esperti fiscali che ogni anno redige una classifica delle maggiori giurisdizioni segrete nel mondo, i Paesi Bassi sottraggono almeno 10 miliardi di dollari di imposte all' anno agli altri partner dell' Unione europea.

 

Il danno per l' Italia sarebbe di oltre 1,5 miliardi di dollari di mancati introiti fiscali, la Francia ne perderebbe 2,7 e la Germania oltre 1,5 come l' Italia mentre per la Spagna la perdita sarebbe di quasi 1 miliardo di dollari. Il calcolo riguarda soltanto gli ammanchi provocati dallo spostamento di utili delle multinazionali americane verso l' Olanda (dove l' aliquota effettiva sulle società può scendere addirittura al 4,6%) e non tiene conto delle grandi corporation di altri paesi.

kelder rutte

 

Conti pubblici impeccabili

Prins Bernhardplein è solo una grande piazza circolare a quattro chilometri dal centro di Amsterdam nella zona della stazione di Amstel ma potrebbe essere il simbolo di questo fenomeno che nasconde le due anime degli olandesi: tolleranti in casa propria sugli aspetti fiscali, rigoristi all' esterno.

Due volti che rischiano di creare una profonda crepa nell' architrave europea, come appare chiaro in questi giorni. E dunque, per capire l' essenza dell' Olanda bisogna partire proprio da qui.

 

L' anno scorso l' ammontare del debito pubblico olandese è sceso al 48,6% del Prodotto interno lordo e il bilancio dello Stato ha chiuso con un surplus di 14,1 miliardi di euro, pari all' 1,7% del Pil: 3,5 miliardi in più del 2018. Lo Stato incassa più di quanto spende. Negli ultimi quattro anni l' avanzo di bilancio cumulato ha raggiunto i 34 miliardi di euro, una cifra che ha superato le previsioni del governo.

 

Il Pil olandese è poco meno della metà di quello italiano: 838 miliardi di euro contro 1.787 miliardi. Ma l' Italia sopporta il fardello di un debito pubblico pari al 134,8% del Pil e un deficit dell' 1,6% del Prodotto interno lordo che però, se si elimina la spesa per interessi, si trasforma in un avanzo dell' 1,7%. Comunque, una bella differenza.

ANGELA MERKEL MARK RUTTE

 

Le nude cifre non bastano però a spiegare il fenomeno-Olanda. Bisogna comprendere perché i Paesi Bassi riescono a inanellare cifre di questo tenore. Certo, l' assenza della burocrazia gioca un ruolo fondamentale, così come la certezza del diritto, la velocità dei processi, le infrastrutture moderne, un diritto societario a misura d' impresa che attira i grandi gruppi esteri (anche italiani), una società aperta e multiculturale. Messi insieme tutti questi elementi sarebbero in grado di spingere da soli l' economia di un paese. Ma per avere una risposta bisogna venire al numero 200 di Prins Bernhardplein.

 

Il palazzo dei record

Il palazzo che appare alla vista ospita la sede della Intertrust, un colosso multinazionale specializzato nella consulenza alle società. Vende loro assistenza legale, manageriale, di gestione, e anche servizi fiduciari. Quotata in Borsa, 3.500 dipendenti e sedi in 29 paesi, Intertrust fornisce un domicilio a migliaia di società che in Olanda non hanno dipendenti e a volte neppure una vera attività ma scelgono di venire qui per ragioni fiscali.

 

Al piano terra dell' edificio c' è la sede di The Tribes, un business center che affitta spazi per coworking a 149 euro a persona e uffici virtuali per 119 euro al mese. Questi ultimi sono delle semplici domiciliazioni: qualcuno risponde a un numero di telefono di un' azienda che esiste in quegli uffici solo formalmente.

HOEKSTRA E RUTTE

 

Amsterdam è piena di edifici come questo. Uno studio commissionato dal ministero delle Finanze, lo stesso dicastero guidato dal falco Wopke Hoekstra, ha rivelato che nel 2017 esistevano 15mila società "bucalettere", la cui unica presenza sul territorio olandese era data da una cassetta postale. Nessun ufficio, nessun dipendente. Il loro numero si è mantenuto costante anche negli anni successivi.

 

Ma il dato più interessante è un altro. Le 15mila società fantasma spostavano ricchezze per 4.500 miliardi di euro, cioè una cifra pari a quasi sei volte il Pil olandese e due volte e mezzo quello italiano.

Il governo olandese lamenta che solo una piccola parte di questa enorme massa di soldi - e cioè soltanto 199 miliardi - si trasforma in base imponibile sulla quale le società pagano le loro imposte.

 

E uno studio realizzato da Arjan Lejour, professore di Diritto tributario ed economia pubblica alla Tilburg University, ha addirittura messo in evidenza come l' Olanda subisca un danno tra uno e 2,5 miliardi di euroall' anno dall' elusione fiscale di queste società.

Business miliardario E allora, perché l' esistenza di queste entità viene così allegramente tollerata? La prima risposta sta nell' enorme giro di affari che generano, insieme alle multinazionali che arrivano in Olanda spesso per lo stesso motivo: il fisco.

mark rutte giuseppe conte

 

Attorno alle 15mila "scatole vuote" e alle quasi 25mila multinazionali presenti nei Paesi Bassi ruota infatti un business miliardario. Migliaia di studi legali con 17.500 avvocati e 2.800 praticanti, 170 società fiduciarie, 786 banche, 1.238 società assicurative e 92 di riassicurazioni, 850 fusioni e acquisizioni che hanno raggiunto il valore di 80 miliardi di euro nel 2019. E poi società di consulenza e di gestione, università, cultura e viaggi. I businessmen e i turisti arrivati in Olanda lo scorso anno hanno speso complessivamente 17 miliardi di euro nel paese.

 

Le multinazionali generano il 40% dell' occupazione in Olanda, l' 80% del commercio verso l' estero, due terzi del fatturato privato e il 40% della produzione economica totale. Soldi che rendono ricco il paese e che consentono di limitare la spesa pubblica, già di per sé efficiente e con un' amministrazione snella. Non c' è bisogno di indebitarsi, o almeno non nelle proporzioni di altri paesi.

 

Il paradiso delle società

PAOLO GENTILONI MARK RUTTE

Una così grande quantità di multinazionali e di società straniere ha tirato il volano ai dati sugli investimenti esteri diretti, cioè quei capitali che le compagnie straniere investono in Olanda rilevando almeno una quota del 10% in una società del paese, che in genere è una loro filiale.

Nel 2019 la Banca centrale dei Paesi Bassi ha registrato un ingresso di capitali investiti per 4.554 miliardi di euro e un' uscita (gli investimenti di società domiciliate in Olanda verso altri paesi) per 5.561 miliardi. Un dato impressionante (nella tabella in alto le cifre per area geografica sono del 2018) se si pensa che in Italia i numeri ammontano rispettivamente a 373 miliardi e a 484 miliardi.

 

La capacità olandese di attrarre e comunque di spostare investimenti diretti è pari a un valore che va da 5,4 a 6,6 volte il Pil.

I dati della Banca centrale olandese rivelano però che il 54,4% degli investimenti esteri diretti dai Paesi Bassi verso l' estero (cioè 3.047 miliardi di euro) e il 60,7% di quelli dall' estero verso l' Olanda (2.767 miliardi) vengono realizzati da particolari società chiamate Spe, cioè Dutch Special Purpose Entities. Le Spe vengono anche definite Sfi, cioè Special Financial Institutions. Sono le 15mila società "bucalettere" denunciate dal ministero delle Finanze dell' Aia e alcune di loro sono registrate proprio nell' edificio al numero 200 di Prins Bernhardplein, alla periferia di Amsterdam.

RUTTE E WILDERS

 

Il legame con le Bermuda

Uno studio realizzato dal Cpb, l' Uffico per le analisi di politica economica del ministero degli Affari economici dei Paesi Bassi, rivela il ruolo dell' Olanda come paese di transito da e verso i paradisi fiscali, grazie alla grande quantità di accordi firmati contro la doppia imposizione fiscale. «I Paesi Bassi - scrivono gli autori del report, Arjan Lejour, Jan Mohlmann e Maarten van 't Riet - non hanno imposto finora una ritenuta d' acconto sulle royalties e questo ha fatto di loro un paese di transito molto attrattivo. Il 60% delle royalties che passa attraverso i Paesi Bassi va direttamente nel paradiso fiscale delle Bermuda».

 

WILDERS E RUTTE

È uno studio ufficiale ad attestarlo - non bisogna dimenticarlo - e per di più realizzato da un ministero che fa parte dello stesso Governo di Rutte e di Hoekstra. Il rapporto aggiunge che «circa un quarto degli interessi pagati transitano verso paesi come Irlanda, Lussemburgo e Svizzera».

 

Insomma, attratti dalla certezza di non pagare tasse, i capitali provenienti dai paradisi fiscali allungano il loro tragitto e vengono deviati in Olanda prima di riapprodare in altri paradisi fiscali. Lo studio ne cita alcuni, oltre alle Bermuda: Cayman, Singapore, Emirati Arabi, Porto Rico ma i beneficiari effettivi di questi capitali sono quasi sempre società statunitensi o del Regno Unito.

 

Jan Vleggeert e Henk Vording, docenti alla Leiden Law School hanno raccontato in un report come l' Olanda sia diventata a tutti gli effetti un paradiso fiscale per le multinazionali e hanno fornito dei suggerimenti al governo dell' Aia per cambiare questa situazione. «La maggior parte delle misure che citiamo nel nostro lavoro sono state ora prese - dicono ora i due docenti al Sole 24 Ore -. Per esempio, la ritenuta alla fonte condizionale su interessi e royalties, che entrerà in vigore dal 1 ° gennaio 2021. Ci si potrebbe aspettare che queste misure porteranno a una ristrutturazione dei piani di pianificazione fiscale, nel senso che i Paesi Bassi non saranno più utilizzati, tuttavia non ci sono ancora chiari segni di questo adeguamento e solo il tempo lo mostrerà».

evasione fiscale 1

 

La ritenuta d' acconto che entrerà in vigore in Olanda (per la prima volta) il prossimo anno avrà un' aliquota del 20,5%. Nel frattempo, al numero 200 di Prins Bernhardplein gli affari continueranno a scorrere come sempre.

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