bedoni paolo

LA QUESTIONE “CATTOLICA” – A VERONA C'È UN “PAPA”: PAOLO BEDONI – ALLA GUIDA DELLA COLDIRETTI DAL 1991 AL 2007, UNA VOLTA NEL CDA DELLA POP VICENZA FIRMÒ UNO SCAMBIO AZIONARIO CON ZONIN CHE, CON IL CRAC, COSTÒ A CATTOLICA UNA PESANTE PERDITA, DA 13 ANNI È IL PRESIDENTE DELLA  BANCA COOPERATIVA – AL PARI DI UN MUSTIER, BEDONI HA INTASCATO 1.128.392 EURO NEL 2018, OLTRE A UNA SERIE DI PRIVILEGI CONTRO CUI SEMBRA SI SIA SCAGLIATO MINALI

Stefano Righi per “l’Economia - Corriere della sera”

 

bedoni

Se qualcuno avesse avuto dei dubbi su chi comanda davvero in Cattolica assicurazioni, il repentino defenestramento di Alberto Minali, dal primo giugno 2017 amministratore delegato del gruppo, ha fatto chiarezza. Cattolica è nelle solide mani del suo presidente, Paolo Bedoni, che interpreta un ampio mandato ricevuto dall' assemblea dei soci di questa cooperativa quotata in Borsa.

 

Minali e Bedoni

Al di là della contraddizione evidente di una società mutualistica quotata, che per di più nel suo statuto chiede ai soci di professare la religione cattolica, trattandoli ora da soci e ora da azionisti, il punto centrale della vicenda che ha azzerato le deleghe di Minali è questo. L' uomo venuto dal mercato, il veronese richiamato a Verona dopo aver scalato le vette delle Assicurazioni Generali ed essere arrivato a un passo dalla nomina ad amministratore delegato, si è rivelato essere un corpo estraneo alle logiche che dominano nel profondo la compagnia.

 

Paolo Bedoni

Già in una intervista a questo giornale, che Minali diede nel novembre 2017, la distanza fra le parti si percepiva ampia. Ma la lontananza poteva essere comprensibile a sei mesi dall' incarico. Invece, nel corso di questi due anni, lo spazio che divideva management e proprietà si è andato via via ampliando, fino alla rottura.

 

È stata una questione di governance e di rapporti personali, non certo di risultati. Con Minali, infatti, Cattolica ha registrato il miglior bilancio degli ultimi dieci anni e i risultati dei primi nove mesi del 2019 testimoniano l' efficacia del lavoro svolto: raccolta complessiva a 5 miliardi di euro (+16,5 per cento), con una netta accelerazione del ramo Vita (+23,4 per cento) e utile netto in crescita del 15,8 per cento a 84 milioni. Risultati eccellenti, che però non sono bastati.

alberto minali

 

Per inquadrare meglio il terreno su cui si è consumato lo scontro è necessario dunque guardarsi attorno. Verona è città bellissima e ricca, che un tempo cullò l' idea di far concorrenza a Milano come polo della finanza e che deve il suo benessere alla terra. Basta attraversare la provincia correndo sulla A4 per comprendere come la coltivazione della frutta e le vigne abbiano saputo modellare un sistema economico. Alcuni dei migliori vini italiani, esportati in tutto il mondo, nascono qui. E qui l' agricoltore ha smesso da tempo di essere il contadino sciocco delle barzellette, guarda ai mercati, costruisce sistemi economici e di potere, capaci di tutelare la sua attività.

bedoni

 

Uno di questi sistemi è Coldiretti che, «con un milione e mezzo di associati è la principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo». Paolo Bedoni ha guidato la Coldiretti di Verona dal 1991 al 2007 ed è stato presidente nazionale dal 1997 al 2006, quando diventò presidente di Cattolica assicurazioni, tredici anni fa.

Un apprendista rispetto ad altri presidenti delle Verona dell' economia.

 

buffett

Carlo Fratta Pasini, lui pure con solide radici che affondano nella terra essendo stato tra il 1981 e l' 85 presidente nazionale dei giovani agricoltori di Confagricoltura, è da vent' anni presidente di Banco Bpm, che all' epoca si chiamava Banca Popolare di Verona ed era una cooperativa, proprio come Cattolica. Addirittura, l' entrata nel consiglio di PopVerona risale per Fratta Pasini al 1995. Non si può a questo punto dimenticare Paolo Biasi, per ventidue anni e fino al 2016 presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, che guidò dal primo giorno, esercitando un potere concreto sulle quotidiane vicende dell' allora Unicredito prima guidato da Alessandro Profumo e poi da Federico Ghizzoni.

 

Biasi è stato per anni un vero ago della bilancia nella finanza nazionale, anche se per rincorrere il suo sogno di potere ha reso esangui le casse della Fondazione partecipando a tutti gli aumenti di capitale che negli anni si sono resi necessari, perdendo di vista la mission del suo ente e la direzione fissata dalla legge istitutrice delle fondazioni di origine bancaria, ovvero uscire al più presto dal capitale delle banche originarie. Dettato ignorato da Biasi.

famiglia Zonin

 

Non è stata questa l' unica sbandata.

Non va infatti dimenticata l' inchiesta della procura di Venezia che, nel 2016, portò all' arresto di due dirigenti della compagnia accusati di corruzione, uno segretario del presidente e l' altro direttore amministrativo. Bedoni, dal canto suo, è stato consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza, all' epoca guidata da Gianni Zonin, dal 2007 al 2012. Con Zonin, altro personaggio che deve le sue fortune alla coltivazione della terra, Bedoni firmò anche uno scambio azionario che, con il crac della Popolare di Vicenza, altra società con forma cooperativa, costò a Cattolica una pesante e indimenticata perdita a bilancio.

 

ASSICURAZIONI CATTOLICA

Un' operazione che successivamente aprì, siamo nel 2017, all' entrata nel capitale di Cattolica da parte degli americani di Berkshire Hathaway, il braccio operativo di Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi al mondo. Un capitalista.

 

bedoni minali

L' epilogo dunque non poteva essere diverso. La spinta all' apertura e al cambiamento ha trovato resistenze ideologiche e personali. La poltrona di presidente ha garantito a Bedoni un appannaggio di 1.128.392 euro nel 2018, sui livelli di Jean Pierre Mustier, l' amministratore delegato di Unicredit, oltre a una serie di privilegi contro cui sembra si sia scagliato Minali. Che, dal canto suo, tornato a Verona con l' idea di rifarsi, forte di conoscere la finanza e i suoi numeri come pochi altri, ha dovuto incassare una seconda sconfitta professionale e ora, che ha deciso di rimanere senza deleghe nel consiglio, ammanta il tutto con un sapore che ricorda la giungla giapponese.

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)