soldi agricoltura finanza

ALLE RADICI DELLA FINANZA – FONDI E PRIVATE EQUITY SCOMMETTONO SULLA TERRA E INVESTONO SULL’AGRICOLTURA – L’ULTIMA IN ORDINE DI TEMPO È DE AGOSTINI, CHE HA RACCOLTO 80 MILIONI DA SPENDERE IN AZIENDE AGRICOLE – MA È UN’ECCEZIONE, IN ITALIA RESISTONO LE AZIENDE FAMILIARI CON APPEZZAMENTI GRANDI IN MEDIA 8 ETTARI. 8 VOLTE IN MENO DELLA FRANCIA…

Ettore Livini per "la Repubblica"

 

agricoltura 3

I titoli hi-tech viaggiano a quotazioni siderali, le Borse sembrano avere pochi margini di crescita, i titoli di Stato sono a rischio tassi.

 

E la finanza italiana - a caccia come sempre di asset sottovalutati - riparte dalle radici ( nel vero senso della parola) dell' economia: l' agricoltura. La ratio di questo ritorno all' antico, considerando il potenziale rapporto costi/ benefici, non fa una grinza: il Belpaese è il regno delle biodiversità.

 

Il made in Italy agroalimentare è in pieno boom. I contadini italiani sono troppi e padroni di aziende troppo piccole.

agricoltura 2

 

Un combinato disposto che ha convinto private equity, venture capital e grandi famiglie a scommettere sulla terra un po' del loro portafoglio con un obiettivo chiaro: fare soldi guidando il consolidamento di un settore che deve ancora imparare a sfruttare le economie di scala e a cavalcare la rivoluzione digitale.

 

L' ultima new entry tra i nuovi finanzieri-contadini è Idea Agro, il primo fondo tricolore dedicato ad aziende della filiera agricola che operano in modo sostenibile. Il veicolo messo a punto dalla Dea Capital della famiglia De Agostini (quella degli Atlanti) ha raccolto da diversi investitori istituzionali 80 milioni che saranno spesi «per acquistare aziende tra i 50 e i 150 ettari » .

bonifiche ferraresi 2

 

Una rarità in Italia dove in campagna resistono molte piccolissime aziende a realtà familiare: 1,5 milioni di fattorie (oltre il 40% in meno di inizio millennio) grandi in media 8,4 ettari.

 

Il doppio del 2000, ma una versione bonsai rispetto agli appezzamenti gestiti dai coltivatori francesi (65 ettari di media) e poco più che piccoli orti in confronto ai latifondi americani (180 ha.) e ai 3mila ettari curati in media dai farmer australiani.

 

La finanza di casa nostra ha già messo le mani con un ambizioso piano di sviluppo sulle Bonifiche Ferraresi. Nel capitale del gruppo (che gestisce 6.500 ettari) ci sono la Fondazione Cariplo, Carlo De Benedetti, i Gavio, la famiglia Dompè e il gruppo Cremonini.

bonifiche ferraresi

 

E a loro si è appena affiancato lo stato con Cdp Equity. Gli obiettivi di questo salotto buono in versione agreste sono ambiziosi: è stata coperta tutta la filiera dal campo allo scaffale con il marchio " Le stagioni d' Italia", la lavorazione è stata digitalizzata.

 

E con il recente aumento di capitale da 150 milioni l' obiettivo è arrivare a 10mila ettari di terra. « Il controllo della produzione, specie in un contesto geopolitico come quello attuale, e un progetto verticale sono attrattive fondamentali anche per gli investitori finanziari», dice Federico Vecchioni, amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi.

 

agricoltura 7

Altri big stanno studiando vie più "operative" e meno finanziarie per accompagnare lo sviluppo dell' agricoltura nazionale. Barilla e Ferrero, ad esempio, hanno puntato sui contratti di filiera per legarsi a filo doppio con i produttori nazionali di nocciole e grano duro. Loro garantiscono a chi lavora in campo prezzi fissi (spesso superiore a quelli di mercato), assicurazioni e il supporto tecnologico per migliorare le rese ( Barilla la fa con Horta, una start up nata all' Università Cattolica del Sacro cuore).

 

agricoltura 6

In cambio chiedono standard di qualità minimi per il prodotto, un modo per far crescere in qualità l' agricoltura nazionale.

 

Un capitolo a parte merita il vino, un mondo dove a muoversi, per ora, è stata soprattutto la finanza straniera: Atlas (Belgio) ed Epi (Francia) hanno investito nella zona di Montalcino.

 

bonifiche ferraresi 1

Una famiglia di Hong Kong ha messo soldi in Terra Moretti che ha appena acquisito Sella & Mosca. La 21 investimenti dei Benetton sta trattando invece per entrare nel capitale della Zonin.

agricoltura 4agricoltura 5

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...