luigi gubitosi mario draghi vittorio colao

RETE O RETI? NEL TESTO CONSEGNATO A BRUXELLES PER IL RECOVERY FUND NON C’È PIÙ TRACCIA DEL PROGETTO DI RETE UNICA DEFINITO DA TIM E CDP: DRAGHI E COLAO ORA PARLANO DI “RETI A BANDA LARGA ULTRAVELOCE”. IL PLURALE NON È MESSO LÌ A CASO. ANCHE PERCHÉ L’IPOTESI DI UNA SOLA RETE DETENUTA DA UN SOGGETTO “VERTICALMENTE INTEGRATO” COME TIM NON ERA MAI STATA APPREZZATA A BRUXELLES – LA PARTITA INCROCIATA VIVENDI-MEDIASET

draghi colao

1 - NEL PIANO ITALIANO A BRUXELLES L'ADDIO AL PROGETTO RETE UNICA

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

(…) Una delle soluzioni più probabili è che nelle aree del Paese più abitate (le grandi città) e quindi più redditizie, gli utenti avranno a disposizione almeno due reti se non addirittura tre.  Nelle altre zone il servizio potrebbe ridursi quasi inevitabilmente ad un solo operatore. Resta il fatto che le grandi manovre su questo terreno sono in corso da tempo. Open Fiber, ad esempio, era stata indicata dal precedente governo Conte come il partner di Tim per la Rete Unica.

 

VITTORIO COLAO

Enel ha deciso di cedere la sua quota in quella società a Cdp (che aveva già il 50 per cento di Open Fiber e ne ha appena preso un altro 10%) e al fondo australiano Macquarie (il 40%) proprio per questo motivo.

 

E in un certa misura la partita tra Mediaset e Vivendi sulle tv di Silvio Berlusconi si è chiusa di recente con un accordo di mediazione anche in vista dell'impegno dei francesi - azionisti di Tim - nella rete unica.

 

La linea neutrale del governo e quella scettica di Bruxelles sulla rete unica, dunque, aprono a questo punto tutto un altro scenario: nessuno può escludere che altri soggetti possano entrare nel settore della banda ultraveloce. Persino quelli, come le grandi emittenti tv del nostro Paese, che fino ad ora se ne erano tenute, per così dire, alla larga.

LUIGI GUBITOSI FRANCESCO STARACE

 

ARTICOLO INTEGRALE:

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/05/05/news/nel_recovery_plan_italiano_a_bruxelles_l_addio_al_progetto_rete_unica-299584494/

 

 

2 - ACCESSCO, RUMORS: DRAGHI CONTRARIO. NEL PNNR LA DISTANZA SU OPEN FIBER-TIM

Da www.affaritaliani.it

 

berlusconi bollore vivendi mediaset

Colpo di scena nel testo consegnato a Bruxelles per il Recovery Fund. Tenendo presente le posizioni espresse sul tema dal ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e quello per la Transizione digitale Vittorio Colao, il premier Mario Draghi nel lungo dossier per ricevere i fondi Ue, un totale di 221 miliardi spettanti all'Italia, ha volutamente omesso un aspetto che nel vecchio governo Conte-bis sembrava centrale, non c'è più traccia della rete unica nella formula specifica di AccessCo, il progetto definito da Tim e Cdp ad agosto dello scorso anno e che prevede la fusione fra la rete della compagnia telefonica, FiberCop e Open Fiber, ora a maggioranza Cdp.

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

 

"L’intervento del Pnrr - si legge su Repubblica - si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e nella consapevolezza che le reti a banda larga ultraveloce sono una General Purpose Technology". Pagina 98 del Recovery Plan.

 

Questa frase, inserita nel capitolo riguardante la Digitalizzazione secondo il quotidiano del gruppo Gedi non è messa a caso: il plurale, "reti", non è usato incidentalmente. E il riferimento agli obiettivi "definiti in sede europea" non è frutto di una concessione stilistica. Anche se c'è da sottolineare che quando si parla di banda ultralarga si intendono sia reti fisse che mobili (5G).

 

vittorio colao

L’obiettivo è anche, non solo, la famosa rete unica che sarebbe dovuta nascere dall’unione tra Open Fiber e la rete di Tim. E che il Piano del governo, appena trasmesso a Bruxelles secondo alcune interpretazioni ha sostanzialmente archiviato.

 

Secondo Bloomberg, il presidente del Consiglio Mario Draghi sarebbe intenzionato ad abbandonare il progetto della rete unica nazionale controllata da Telecom. Gruppo in cui i primi azionisti sono i francesi di Vivendi.

 

open fiber

Il nucleo essenziale di questa scelta - prosegue Repubblica - è maturato in buona parte nella Commissione europea. L’ipotesi che si realizzasse una sola rete, detenuta da un soggetto “verticalmente integrato” come Tim, non era mai stata apprezzata. Anzi, il messaggio è arrivato a Roma in maniera piuttosto esplicita. Naturalmente niente di ufficiale.

 

meme su Mario Draghi e il recovery plan

Anche perché gli uffici dell’Unione europea in questi casi intervengono quando il problema si pone concretamente e non in via preventiva. In ogni caso proprio per evitare problemi in una fase successiva, il pericolo che l’Antitrust comunitaria si potesse dichiarare contro è stato segnalato in modo diplomatico ma puntuale. Ora si attende che il governo faccia chiarezza sui questo punto anche se in prima battuta ha deciso di non commentare.

 

MARIO DRAGHI RECOVERY PLAN

"Abbiamo uno scenario davanti a noi che vogliamo portare fibra, banda mobile, qualunque soluzione tecnologicamente atta a dare la banda ultralarga a tutti, indipendetemente da dove sono. Lo faremo con delle gare e dei sussidi che potranno andare agli operatori in concorrenza, in collaborazione, in consorzio.

 

Lo vedremo quando arriverà la gara, ma il nostro obiettivo è politico e di Paese non di strutture societarie o di assetti societari", ha commentato il ministro per l'Innovazione tecnologica Vittorio Colao sul tema.

 

Intanto, in Borsa si fanno sentire gli effetti: al suono della campanella il titolo Tim non ha fatto prezzo. Poi ha aperto al ribasso ed è stato sospeso nuovamente con un calo teorico di oltre il 9%. A metà giornata segna un calo del 5,77%.

 

vittorio colao agli stati generali

"Notizia negativa per Tim se confermata visto che le cessioni delle quote di Open Fiber a Cdp e Macquarie" da parte di Enel "erano state viste dal mercato come il primo passo verso la creazione di una rete unica", hanno commentato gli analisti di Bestinver secondo cui "un progetto di co-investimento di Open Fiber e Tim sarebbe ancora positivo per Tim in quanto le consentirebbe di risparmiare spese per investimenti, ma crediamo che questa soluzione sia sub-ottimale rispetto alla creazione di una rete unica, che ridurrebbe la concorrenza nel wholesale".

VITTORIO COLAO RENATO BRUNETTA

 

Gli analisti finanziari di Intermonte vedono un "forte interesse da parte di vari soggetti a mettere insieme un unico progetto di rete".

 

"Diversi articoli di stampa riportano che la versione finale del Pnrr presentata a Bruxelles non include piu' una potenziale combinazione delle reti Tim (FiberCop) e Open Fiber, ma prevede una sola rete in zone bianche (gia' assegnata a Of nella gara Infratel) e grigie, con pluralita' di reti in zone nere.

 

Il punto di vista dei broker: "Le indicazioni del Pnrr non precludono accordi di co-investimento e/o consorzi nelle zone grigie, che riteniamo necessari per limitare l'overbuild ed evitare sprechi di risorse pubbliche e private", affermano gli analisti in un report.

 

Macquarie

Nonostante la posizione assunta dal governo nel Pnrr, sembra esserci un "forte interesse - prosegue Intermonte - da parte di vari soggetti a mettere insieme un unico progetto di rete: in particolare Cdp (che ha recentemente rafforzato le sue posizioni nel capitale di Of e nella governance di Tim), Macquarie (interessata a massimizzare i ritorni del suo investimento in Of) Tim e forse anche Enel (potenzialmente interessata a ulteriori earn-out dalla sua cessione in caso di combinazione Tim-Of)”.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....