RETROSCENA UNI-BABILONIA - PRIMO: MUSTIER NON CI PENSAVA PROPRIO DI MOLLARE. SECONDO. IL FRANCESE NON È CADUTO PER L’OPPOSIZIONE ALLA FUSIONE CON MPS. LA MOLLA DEL ‘’VAFFA” SI CHIAMA SPIN-OFF. LO SCORPORO DALLA HOLDING ITALIANA DELLE ATTIVITÀ ESTERE DEL GRUPPO. DOPODICHÉ, UNICREDIT ITALIA, COSÌ “DEPREDATA” E IMPOVERITA, POTEVA FONDERSI CON MPS - TRA I NOMI POST-MUSTIER TROVIAMO NAGEL, GALLIA, CARLO VIVALDI MA IL PIÙ GETTONATO A MILANO È QUELLO DI FLAVIO VALERI

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DAGONEWS

MUSTIER ELKETTE MUSTIER ELKETTE

Primo: l’amministratore delegato di UniCredit Jean-Pierre Mustier non ci pensava proprio di mollare. E non si aspettava un blitz in questa modalità “prendi e porta a casa”. Lascerà ovviamente la poltrona a fine mandato previsto ad aprile 2021 una volta che avrà firmato il bilancio 2020 (nessuno si accollerebbe le responsabilità del predecessore).

 

Secondo. Il francese non è caduto per l’opposizione alla fusione con Mps: il Pd era già pronto, come successe alla banche venete regalate a Banca Intesa, a concedere a Unicredit un’ottima dote miliardaria per prendersi una banca tecnicamente fallita.

 

Stefano Micossi Stefano Micossi

Il punto del ‘’vaffa” tra i consiglieri di amministrazione guidati da Stefano Micossi e l’ex legionario si chiama spin-off. L’ultimo schema dell’operazione Mustier, secondo Il Sole 24 Ore del 13/10/20, prevedeva infatti lo scorporo dalla holding italiana quotata a Milano delle attività estere del gruppo e la successiva quotazione della subholding paneuropea – tramite un’Ipo che avrebbe potuto riguardare fino al 50% del capitale – alla Borsa di Francoforte.

 

Dopodiché, Unicredit Italia, così “depredata” e impoverita, poteva fondersi con Mps. Un piano che non ha mai trovato favorevole (eufemismo) il governo e il Mef di Gualtieri. (Altra rogna: i 5stelle contrastano qualsiasi tipo di fusione che comportava 6-7 mila tagli del personale e mirano alla nazionalizzazione a tempo della banca senese).

 

PIERCARLO PADOAN CON ELKETTE DI UNICREDIT PIERCARLO PADOAN CON ELKETTE DI UNICREDIT

Va detto poi che Mustier, scrive Andrea Greco su “la Repubblica”, ‘’non è un fan del tricolore: a lungo ha guidato la banca da Londra, e l'inglese è tuttora la sua lingua di lavoro. Chi lo conosce, sa che non finge simpatia od ottimismo verso l' Italia, di cui per mesi ha temuto il declassamento del debito e i disordini sociali, stile gilet jaunes’’. Inoltre la sua politica bancaria si è ridotta a spolpare gli asset più doviziosi, compresa la collezione d’arte, del gruppo di piazza Gae Aulenti (vedi articolo a seguire).

mustier parzani mustier parzani

 

Il nuovo presidente designato di Unicredit, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e regista del salvataggio delle due banche venete ad opera di IntesaSanpaolo, ieri avrebbe incontrato il carissimo amico Victor Massiah, ex boss di Ubi, attualmente disoccupato. Tra i nomi che circolano troviamo Nagel, Gallia, Carlo Vivaldi ma il più gettonato negli ambienti meneghini è quello di Flavio Valeri, 56 anni, romano, ex Merrill Lynch ed ex Deutsche Bank Italia fino al giugno 2020. Sotto la sua guida, Deutsche Bank è salita al quarto posto degli istituti italian, diventando, dopo la Germania, il primo mercato europeo per le attività retail e PMI-Piccole e Medie Imprese del Gruppo.

 

unicredit hypovereinsbank unicredit hypovereinsbank

2 - IL MANAGER DEI TAGLI HA VENDUTO I "GIOIELLI" SENZA MAI DIVENTARE UN BANCHIERE DOC

Sara Bennewtiz per “http://www.repubblica.itla Repubblica”

 

Per la seconda e ultima volta Jean Pierre Mustier si prepara a fare le valige da Unicredit. La prima risale al gennaio 2015, quando il manager francese era a capo della divisione Corporate Investment Banking (Cib). Già allora Mustier era visto come il delfino dell' ad Federico Ghizzoni che nel 2011 l' aveva assunto al posto di Sergio Ermotti.

 

Tre anni dopo Mustier aveva levato le tende perché l' istituto, a suo dire, così come era non aveva futuro: non aveva margini, mancavano idee e iniziative su come aumentare la redditività.

 

E così con grande sorpresa di tutti Mustier se n' era andato dalla grande Unicredit per la piccola Tikehau, il gruppo di fondi alternativi da lui fondato (e su cui Unicredit aveva investito). Ma nel giugno 2016 Mustier era tornato alla guida di Unicredit al posto di Ghizzoni accolto come un profeta che aveva visto lungo.

JEAN PIERRE MUSTIER JEAN PIERRE MUSTIER

 

Per risollevare le sorti della banca, il cui capitale era ai minimi per colpa dei crediti di cattiva qualità, Mustier aveva chiesto e ottenuto carta bianca: dalle Fondazioni azioniste e dagli investitori esteri che lo avevano già apprezzato tra il 2011 e il 2015.

 

Nei primi sei mesi Mustier ha fatto in Unicredit quello che nessuno aveva osato fare in un decennio, cedendo gli Npl e portando a termine con successo un aumento di capitale da 13 miliardi. In molti hanno storto il naso quando Amundi ha rilevato il gioiello dei fondi Pioneer: ma nessuno tranne il colosso francese era disponibile a pagare 3,5 miliardi. Stesso discorso per Bank Pekao e per una parte di Yapi Kredi, mentre le quote in Mediobanca (8%) e Fineco (30%) avrebbero meritato una valorizzazione migliore piuttosto che essere cedute sul mercato.

 

FLAVIO VALERI FLAVIO VALERI

Fatto sta che Mustier in Unicredit ha continuato a fare - anche da ad plenipotenziario - quello che faceva quando era a capo della divisione Cib, senza mai consacrarsi come banchiere né costruire una squadra di manager capaci di creare valore. Il bilancio di chi lo conosce e ha investito su di lui è quello di un manager che ha soprattutto tagliato i costi.

 

Mustier non è riuscito a fare l' integrazione internazionale che sognava e non ha voluto farla in Italia. E così i grandi fondi, che pure hanno seguito il manager nella più grande ricapitalizzazione bancaria mai vista a Piazza Affari, hanno iniziato a perdere fiducia quando Mustier ha iniziato a parlare di buy back.

 

jean pierre mustier e francine lacqua con elkette l alce peluche di mustier jean pierre mustier e francine lacqua con elkette l alce peluche di mustier unicredit unicredit

Sostenere che sia opportuno investire 4 miliardi in un riacquisto di azioni (perché cancellando il 25% dei titoli, l' utile per azione sale del 30%) è una visione miope e di breve termine. Parliamo della stessa cifra che Intesa ha investito in Ubi. Miope soprattutto se il capitale in eccesso che Mustier era pronto a investire nel buy back è anche quello raccolto grazie all' aumento di 5 anni fa: allora le Unicredit valevano tra diritto e prezzo di sottoscrizione il 51% in più di ieri.

 

jean pierre mustier con elkette versione disegno jean pierre mustier con elkette versione disegno collezione unicredit 1 collezione unicredit 1

 

 

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