REVISORI COL PROSCIUTTO SUGLI OCCHI - IL GOVERNO TEDESCO APRE UN'INDAGINE SU ERNST & YOUNG, LA SOCIETÀ CHE AVREBBE DOVUTO CONTROLLARE I CONTI DI WIRECARD, E INVECE GLI E' ''SFUGGITO'' UN BUCO DA DUE MILIARDI - IL FONDATORE ED EX-CEO MARKUS BRAUN È STATO ARRESTATO, RESTA IRREPERIBILE L'EX-COO JAN MARSALEK, SOSPETTATO DI LEGAMI CON L'INTELLIGENCE. SI TROVEREBBE IN RUSSIA

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L. Ram. per ''Il Messaggero''

 

ERNST & YOUNG ERNST & YOUNG

Il ministero dell'Economia tedesco, guidato da Peter Altmaier e deputato alla supervisione delle attività di revisione dei bilanci, ha aperto un'indagine sulla società Ernst & Young nell'ambito dello scandalo Wirecard. Lo rivela il quotidiano economico Handelsblatt, citando un documento «classificato», quindi non accessibile al pubblico di cui però ha potuto leggere il contenuto. Da quanto emerge dal documento il collegio dei revisori (Apas) già nell'ottobre 2019 aveva avviato indagini preliminari sui revisori di bilancio inviati dalla Ernst & Young.

 

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Gli ispettori dell'Apas avevano il compito di sorvegliare grandi aziende di interesse pubblico, tra cui le aziende quotate ufficialmente e comprese nel Dax (l'indice principale della Borsa tedesca) come Wirecard. La critica di cui è oggetto ora l'Apas è che per anni (secondo la Procura di Monaco fin dal 2015) ha lasciato approvare i bilanci di Wirecard non conformi al reale stato di salute dell'azienda. La società di servizi finanziari online ha dichiarato fallimento a fine giugno scorso dopo che è venuta alla luce la sparizione di 1.900 miliardi di euro, contabilizzati ma di cui non c'erano riscontri in cassa.

 

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Che l'indagine sul caso Wirecard si stesse allargando ad altri soggetti era parso chiaro già prima della fine di luglio. «Adesso dobbiamo tutti dare un contributo per chiarire tutto e trarne le necessarie riforme», aveva dichiarato il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, in occasione dell'audizione davanti alla Commissione Finanze del Bundestag sul caso Wirecard.

 

«Quando l'emozione del momento si sarà calmata, quando l'attenzione non sarà più così tanta su questo tema, allora non si avrà più la forza e il coraggio necessari per queste riforme», ha aggiunto Scholz, perorando la causa di sfruttare l'occasione per modificare le regole sul controllo della vigilanza sulle banche. Durante l'audizione, protrattasi per alcune ore, il ministro aveva più volte spostato l'attenzione sulla pars costruens della vicenda Wirecard. «È stata una discussione buona e necessaria in molti dettagli» aveva concluso il ministro, rispondendo ad una domanda dei giornalisti mentre usciva.

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«Ora proseguo le vacanze, ma la vicenda non finisce qui», aveva poi aggiunto il ministro lasciando i giornalisti. Wirecard, considerata per anni un gioiello del fintech tedesco, tanto da aver provocato la nascita in Europa più di una società gemella, a causa del fallimento ha subito l'onta peggiore: il suo titolo in pochi mesi è crollato del 98%. Il fondatore ed ex-ceo Markus Braun è stato arrestato, così come altri dirigenti della società. Resta irreperibile, invece, l'ex-coo Jan Marsalek, sospettato di legami con alcuni servizi di intelligence, si troverebbe in Russia ed è considerato dai media tedeschi una figura centrale nella truffa.

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