andrea orcel unicredit mps

RISIKO CONGELATO - LA TRATTATIVA TRA IL GOVERNO E UNICREDIT È SALTATA: LE CONDIZIONI RICHIESTE (7 MILIARDI DI AUMENTO DI CAPITALE) ERANO TROPPO ONEROSE PER LO STATO. ORA DRAGHI E FRANCO DOVRANNO CHIEDERE UNA NUOVA PROROGA ALLA COMMISSIONE EUROPEA E TROVARE UN ALTRO ACQUIRENTE. MA NON SARÀ FACILE: NESSUNO VUOLE IL BUBBONE SENESE - E UNICREDIT CHE FA? IL PALLINO DI ORCEL RESTA SEMPRE LO STESSO: BANCO BPM, MA SAREBBE UN’OPERAZIONE MOLTO PIÙ DISPENDIOSA…

1 - MPS: IN BORSA VERSO AVVIO IN CALO DOPO STOP CON UNICREDIT 
(ANSA)
- Mps verso un avvio in Borsa in calo dopo lo stop del negoziato tra Unicredit e il Tesoro. La banca senese in preapertura segna un calo teorico del 2% e Unicredit dello 0,7%.

 

2 - STOP AI NEGOZIATI COL TESORO SALTA LA VENDITA DI MPS PARTE LA CACCIA A 2,5 MILIARDI

Cinzia Meoni per “il Giornale”

 

monte dei paschi di siena

Unicredit e il Tesoro ufficializzano il divorzio su Monte Paschi a ridosso dell'apertura di una nuova settimana borsistica. E da questa mattina la parola torna a Piazza Affari: da un lato per Mps stringono i tempi per provvedere al rafforzamento di capitale (almeno i 2,5 miliardi previsti dal piano stand alone, su cui l'Europa deve deliberare, anche se non mancano stime più elevate), dall'altro Unicredit rischia di rimanere «zitella», in un momento in cui le banche italiane accelerano nel consolidamento.

 

andrea orcel

Dopo l'escalation di indiscrezioni nel corso della giornata di sabato, ieri pomeriggio il gruppo di Piazza Gae Aulenti e il Mef (che di Rocca Salimbeni ha il 64% del capitale) hanno comunicato, in uno stringatissimo comunicato stampa congiunto, il naufragio o meglio «l'interruzione dei negoziati relativi alla potenziale acquisizione di un perimetro definito di Mps», sottolineando che la rottura è avvenuta «nonostante l'impegno profuso da entrambe le parti». A parole nessuno strappo definitivo.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

La trattativa si sarebbe scontrata sulle divergenti valutazioni degli asset e sulla definizione del perimetro della banca senese oggetto dell'operazione e, di conseguenza, su dote ed esuberi da riconoscersi a Unicredit per sobbarcarsi la travagliata banca senese. Andrea Orcel, ad dell'istituto di Piazza Gae Aulenti, era stato chiaro che avrebbe rilevato solo gli asset di suo interesse e che assicurassero la «neutralità di capitale» e la crescita del 10% dell'utile per azione.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

E, terminata la due diligence, il conto finale per lo Stato pare si fosse assestato a non meno sette miliardi di euro. Troppo per Palazzo Chigi che, in assenza di una soluzione di compromesso, ha quindi deciso di passare oltre. «Tre quarti del governo era contro l'operazione. C'era un problema di sovraesposizione in alcune zone d'Italia», ha dichiarato Lando Maria Sileoni, leader della Fabi: «Non permetteremo nessun licenziamento».

 

andrea orcel di unicredit

Ma, senza interlocutori alternativi in grado di portare a termine una integrazione di Rocca Salimbeni (del Fondo Apollo, il primo ad aver chiesto l'accesso al data room di Mps si sono perse le tracce), per il Tesoro il tempo stringe. Salvo proroga da parte della Commissione Europea, che finora non è stata chiesta, entro fine anno il Mef dovrà definire l'uscita da Siena e prevedere una iniezione di capitale in accordo con Francoforte e Bruxelles.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

 

«Riteniamo che debba essere risolto il nodo cruciale della ricapitalizzazione e, attraverso la proroga dei termini concordati con la Ue per l'uscita dello Stato dal capitale della banca, ricercate altre possibili soluzioni, hanno sottolineato i vertici di Fisac-Cgil.

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Il risultato è tutt' altro che scontato per la banca più antica del mondo su cui nel frattempo Roma potrebbe iniziare a programmare interventi mirati (come, d'esempio, la cessione dei crediti incagliati ad Amco e degli sportelli del centro-sud a Mcc) per alleggerire l'inevitabile iniezione di capitale. Sul mercato intanto serpeggia il timore che, ancora una volta, e salvo colpi di scena, si assista a un rush finale di fine anno per mettere in sicurezza Mps.

 

ALESSANDRO RIVERA

Quanto a Unicredit potrebbero tornare attuali le nozze con Banco Bpm, una soluzione forse meno complessa ma anche più dispendiosa rispetto a Rocca Salimbeni tanto più che sulla banca guidata da Giuseppe Castagna qualche mese fa aveva messo gli occhi Carlo Cimbri, patron di Unipol a cui fa capo la maggioranza relativa di Bper. Non manca chi, infine, tra i broker ha ipotizzato persino un matrimonio di interesse con Mediobanca da cui piazza Gae Aulenti è uscita due anni fa.

 

carlo cimbri

 

3 - MPS, IL TESORO AVANTI DA SOLO MA CI VUOLE L'OK DI BRUXELLES

Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

Ora è ufficiale: dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni, in vista della riapertura dei mercati questa mattina, con una nota congiunta Unicredit e Via XX Settembre ieri sera si sono dati reciprocamente atto di avercela messa tutta nel formalizzare il fallimento delle trattative partite il 29 luglio con la lettera di intenti finalizzate alla fusione parziale con Mps, secondo gli impegni assunti con l'Europa nel 2017.

 

LA ROTTA

andrea orcel

Per Siena, in assenza di alternative industriali (fonti di Banco Bpm hanno ribadito di non avere interesse e di non essere stati contattati di recente avendo come priorità il nuovo Piano industriale del 5 novembre), l'unica strada percorribile è l'avvio di un secondo piano di ristrutturazione da negoziare con la Dg Comp a Bruxelles mediante un'altra ricapitalizzazione precauzionale di 2,5-3 miliardi per tenere conto anche dell'esito dello stress test di luglio che ha classificato l'istituto come il peggiore d'Europa (Cet 1 negativo dell'1%).

 

IL DIALOGO

monte dei paschi di siena

 In verità, con l'Europa i contatti sono in corso da un paio di settimane e, nonostante la recente smentita, dalla direzione di Via XX Settembre sarebbe stata avanzata la richiesta di una proroga rispetto alla scadenza del bilancio 2021 per trovare il nuovo azionista. Lo slittamento potrebbe essere di 2-3 anni, il tempo necessario per attuare le nuove misure compensative che l'Europa potrebbe imporre per tagliare ancora i costi e far dimagrire gli attivi.

 

La nuova ristrutturazione a carico dello Stato, come la prima, presuppone i vincoli della condivisione dei rischi secondo il bunder sharing, per cui gli 1,8 miliardi di bond Tier2 in circolazione verrebbero trasformati in equity, come avvenuto quattro anni fa con 1,5 miliardi di prestiti obbligazionari divenuti capitale al fianco dei 5,4 miliardi versati dal Mef.

Andrea Orcel

 

LA COMMISSIONE

In più la previsione è che la nuova cura da cavallo dettata dagli uffici di Margrethe Vestager comporterebbe una svolta manageriale per assicurare la discontinuità - che è la parola d'ordine in queste situazioni - e il dimagrimento rassomiglierebbe al perimetro ritagliato da Orcel relativo al 65 per cento dell'attuale attivo: network commerciale, esclusi Mps Capital services, factoring, leasing, Consorzio operativo, 300 filiali di cui 120 trattate da Mcc, 7 mila dipendenti. In più il banchiere di Unicredit aveva tagliato fuori 4 miliardi di Npl - che avrebbero potuto essere acquistati da Amco - oltre a rischi e contenziosi legali per circa 6,2 miliardi.

 

LE SCELTE

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

A proposito di perimetri al centro delle trattative, fino all'ultimo da parte di Unicredit si sarebbe tentato di salvare capra e cavoli: da una parte tenere fede alla condizione iniziale di completare un'operazione con impatto neutro sul capitale del gruppo pro-forma e che creasse accrescimento dell'utile per azione, dall'altra di non aprire l'incertezza sul futuro del gruppo senese.

 

LANDO SILEONI

Di fronte alle nuove richieste giunte dal Tesoro sabato 16 di riconsiderare l'acquisto dell'intero gruppo Mps, al netto di filiali e passività, Orcel non avrebbe respinto tour court la proposta ma, sempre per garantire impatto zero sul capitale di Unicredit, avrebbe rilanciato la richiesta di 9,2 miliardi di aumento di capitale invece dei 7 miliardi necessari per il perimetro ristretto.

 

Anche questa nuova opzione è stata però respinta dal Tesoro perché considerata oltremodo onerosa. Per Unicredit il futuro è affidato al nuovo piano industriale che verrà presentato al mercato entro primi di dicembre, fondato sulla digitalizzazione del gruppo.

 

L'IPOTESI BANCO BPM

IL MINISTRO DEL TESORO DANIELE FRANCO

C'è sempre chi ipotizza un blitz su Banco Bpm che è sempre stato il pallino di Orcel. Ieri il banchiere era all'estero e a un paio di investitori istituzionali con i quali ha commentato la rottura su Mps, avrebbe confidato che Banco Bpm resta il target ideale per aumentare la quota di mercato in Italia; ma alla capitalizzazione attuale (4,4 miliardi) ai quali aggiungere un premio, il deal non assicurerebbe un ritorno del capitale investito. Per ora quindi Unicredit riprende la navigazione ordinaria rinviando mosse strategiche al 2022. Di sicuro il mancato acquisto di Mps mantiene congelato il risiko bancario in Italia e potrebbe allungare i tempi anche per la sistemazione di Banca Carige.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…