fisco 1

ROTTAMA O NON ROTTAMA? - SE IL GOVERNO NON FA UN DECRETO AD HOC NEI PROSSIMI GIORNI, ARRIVERÀ UN DILUVIO DI CARTELLE FISCALI: SONO CIRCA 50 MILIONI DI TRA IPOTECHE, PIGNORAMENTI, ACCERTAMENTI VARI - LA MACCHINA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DOVREBBE RIPARTIRE, VISTO CHE LE ENTRATE NEL 2020 SONO CALATE DI 3 MILIARDI. MA RIPORTARE LA RISCOSSIONE A PIENO REGIME POTREBBE FAR CHIUDERE MOLTE ATTIVITÀ E SCATENARE PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO

CARTELLE ESATTORIALI

Enrico Marro per www.corriere.it

 

Potrebbe essere un decreto legge ad hoc a bloccare il diluvio di cartelle fiscali che rischia di abbattersi sui cittadini a partire dalle prossime settimane. È una delle ipotesi allo studio del governo mentre le opposizioni sono all’attacco con numerosi emendamenti al decreto Milleproroghe alla Camera con l’obiettivo di fermare anche nel 2021 le cartelle esattoriali.

 

LAURA CASTELLI

Con l’inizio dell’anno rischia infatti di ripartire l’attività di riscossione dell’evasione fiscale e dei tributi locali, comprese le multe non pagate, che il governo ha congelato nel 2020 per via della pandemia.

 

Se non arriveranno nuovi stop, riprenderanno le procedure di riscossione: circa 35 milioni tra cartelle esattoriali, ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi, considerando gli atti bloccati nel 2020 e quelli che matureranno nel 2021. E ripartiranno gli accertamenti, gli avvisi bonari e l’invio delle lettere di compliance (in tutto, circa 15 milioni) per invitare i contribuenti a rettificare le proprie dichiarazioni. Si tratta, complessivamente di 50 milioni di atti.

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 

Circa la metà costituiti da quelli che si sono accumulati nell’anno che si è appena chiuso mentre l’altra metà è quella che si produrrà nel corso di quest’anno. Significa che, se non si fa nulla, mediamente, in ogni mese del 2021 l’Agenzia delle Entrate dovrebbe dare il via a oltre 4 milioni di azioni esecutive e altri interventi di recupero.

 

AGENZIA ENTRATE

La situazione è oggettivamente problematica. Da una parte si tratta di tasse, multe e tributi non pagati in periodo pre-Covid (è così anche per gli atti che matureranno quest’anno) e che il Fisco dovrebbe recuperare, considerando anche che nei primi 10 mesi del 2020 le entrate da riscossione sono calate di 3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2019 (-31%). D’altra parte, però, non siamo fuori dalla pandemia e anzi le difficoltà di tanti contribuenti sono aumentate e riportare la riscossione a pieno regime potrebbe causare la chiusura di molte attività. Senza contare le preoccupazioni per l’ordine pubblico relative all’invio di così tante cartelle: un ingorgo difficile da gestire presso gli sportelli delle poste e dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto in tempi di Covid.

 

AGENZIA ENTRATE

Secondo la viceministra dell’Economia, Laura Castelli (M5S), sono necessari «una “rottamazione quater” per gli anni dal 2016 al 2019 per dare respiro a quei contribuenti con morosità incolpevoli e un nuovo “saldo e stralcio” per evitare la notifica di milioni di cartelle».

 

La rottamazione quater consentirebbe, come le precedenti, di pagare le cartelle con una rateizzazione e senza sanzioni e interessi. Il saldo e stralcio, come quello del 2018, porterebbe alla cancellazione in automatico delle cartelle di piccolo importo (l’altra volta erano quelle fino a mille euro affidate all’agente della riscossione entro il 2010). E questa volta avrebbe il vantaggio in intervenire a monte, cioè prima dell’invio stesso delle cartelle, con un minicondono d’ufficio, che risparmierebbe all’Agenzia di inviare queste cartelle per posta, contribuendo a evitare l’ingorgo.

CARTELLE ESATTORIALI

 

Ma, oltre al saldo e stralcio, si valuta anche il differimento e lo scaglionamento dell’invio delle cartelle di importo maggiore, che quindi non verrebbero notificate tutte nel 2021 ma in più anni. Infine, è allo studio anche l’eliminazione del cosiddetto «magazzino», conferma la stessa Castelli, ovvero degli atti di riscossione più vecchi di 5 anni, che il più delle volte si risolvono in un buco nell’acqua, perché i soggetti che dovrebbero pagare spesso sono falliti o non più in grado di pagare o deceduti: «Bisogna pulire il magazzino pre 2015 dai ruoli inesigibili, costa troppo e non porta a nulla», dice la viceministra. Solo che per fare tutto questo servirebbero coperture per diversi miliardi e l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento di bilancio, mentre nubi di crisi si addensano sul governo.

 

CARTELLE ESATTORIALI

La Lega è all’attacco: «Ci sono 30 milioni di cartelle esattoriali di piccolo importo che rischiano di arrivare a casa di milioni di famiglie», dice Matteo Salvini, ricordando che il partito ha presentato in Parlamento proposte per evitarlo. «La maggioranza ha due opzioni — aggiunge Maria Stella Gelmini (Forza Italia) —. Fare un decreto ad hoc o votare i nostri emendamenti». Nel frattempo, per le vecchie cartelle inviate prima del Covid i contribuenti in difficoltà economica possono, secondo il decreto Ristori, saltare fino a 10 rate del loro piano di pagamento prima di decadere. E quelli già decaduti possono essere riammessi senza pagare arretrati.

 

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…