giacimento di gas groningen mark rutte

RUTTE NOTIZIE – L’OLANDA NON SOLO ROMPE IL CAZZO E BLOCCA OGNI DECISIONE IN UE, MA STA METTENDO DELIBERATAMENTE A REPENTAGLIO L’AUTONOMIA ENERGETICA DELL’EUROPA. COME? STA CHIUDENDO IL PIÙ GRANDE GIACIMENTO DI GAS DEL CONTINENTE, A GRONINGEN, CON LA SCUSA DEI DANNI STRUTTURALI DOVUTI AI PICCOLI TERREMOTI CAUSATI DALLE OPERAZIONI DI ESTRAZIONE. L’IMPIANTO SARÀ CHIUSO NEI PROSSIMI ANNI, MA HA ANCORA 450 MILIARDI DI METRI CUBI DI RISERVE, CHE POTREBBERO AIUTARCI A RIDURRE LA DIPENDENZA DAL GAS RUSSO. MA PIUTTOSTO CHE SPENDERE 5 MILIARDI PER METTERE A NORMA L’AREA, IL PREMIER RUTTE HA DECISO DI SPEGNERE TUTTO…

1 - GAS, NEI PAESI BASSI IL PIÙ GRANDE GIACIMENTO EUROPEO. MA STA CHIUDENDO PER I TERREMOTI

Da https://tg24.sky.it/

 

groningen

Sotto le paludi dei Paesi Bassi c’è la più grande riserva di gas naturale d'Europa. Il giacimento di Groningen potrebbe bastare per colmare le carenze dovute alla guerra in Ucraina e la crisi energetica con la Russia. E invece la paura dei terremoti (causati in passato dalle perforazioni del suolo) ha da anni limitato le estrazioni e il cosiddetto “Groningen gas field” si avvia alla chiusura

 

LA STORIA - Il giacimento di gas naturale di Groningen si trova nella parte nord-orientale dei Paesi Bassi. Con una stima di 2.740 miliardi di metri cubi di gas naturale recuperabile è il più grande giacimento di gas naturale in Europa e uno dei più grandi al mondo. Venne scoperto nel 1959 vicino a Slochteren. L’estrazione è diventata centrale per l'approvvigionamento energetico nei Paesi Bassi. Nel 2013, dal giacimento erano stati estratti 2.057 miliardi di metri cubi di gas naturale

 

mark rutte mucche

LE DIMENSIONI - I risultati sulla dimensione sono stati inizialmente tenuti segreti, anche dall'azionista di NAM Esso. La dimensione non è stata resa pubblica fino al 14 ottobre 1960. Il giacimento di gas è distribuito su circa 900 chilometri quadrati. Dopo mezzo secolo, ci sarebbero ancora circa 450 miliardi di metri cubi di gas estraibile in riserva, per un valore di circa 1 trilione di dollari

 

I TERREMOTI - Negli anni, l’estrazione del gas ha provocato cedimenti nel terreno. Il 4 dicembre 1991 è stato misurato il primo terremoto indotto del campo di Groningen, di magnitudo 2,4 della scala Richter. Nel 1993, dopo la ricerca, NAM ha riconosciuto un legame tra terremoti ed estrazione di gas. Nei decenni successivi il numero dei terremoti indotti aumentò. Si sono registrati danni alle case ed è aumentata anche la resistenza degli abitanti del luogo contro l'estrazione del gas

 

giacimento di gas a groningen

I RISCHI - Un punto di svolta è stato il terremoto di Huizinge il 16 agosto 2012. Con una magnitudo momento stimata di 3,6, è stato il terremoto più pesante misurato sopra il giacimento di gas di Groningen. Dopo il sisma, lo SodM ha concluso che i terremoti nell'area potrebbero diventare più forti in futuro, tra 4 e 5 della scala Richter. È stato quindi raccomandato di limitare l'estrazione di gas rapidamente e il più possibile

 

LA DIMINUZIONE DELLE ESTRAZIONI - Nel 2014, la produzione di gas dal giacimento di Groningen è stata limitata per la prima volta a causa di terremoti. Negli anni seguenti le soglie sono state gradualmente abbassate. Nel 2017 c’è stato un altro terremoto a Zerijp. Il ministro Wiebes ha annunciato che l'estrazione di gas nel giacimento di Groningen doveva essere ridotta a zero entro il 2030 al più tardi 

 

mark rutte mangia un gelato a roma 2

LA CHIUSURA PREVISTA E LE CONSEGUENZE - L'aspettativa è che il “campo di Groningen” venga chiuso tra il 2025 e il 2028, con la possibilità di anticipare i tempi. Intanto i ricercatori dell'Università di Groningen hanno studiato gli effetti immateriali dei terremoti, rivelando che causano stress tra i residenti, portandoli a problemi di salute e persino alla morte

 

IL MERCATO IMMOBILIARE - Anche il valore delle case nella zona è crollato. Secondo il Groningen Mining Damage Institute delle circa 327mila case nella regione, almeno 127mila hanno riportato danni. Dal 2012 più di 3.300 edifici sono stati demoliti perché resi pericolanti dagli effetti delle scosse

 

giacimento di gas a groningen

COSA SUCCEDE ORA - L’attuale crisi energetica ha posto l’Europa in una condizione di necessità. Come ricorda Bllomberg, il ministro olandese Hans Vijlbrief ha affermato che è pericoloso continuare a produrre, ma che il Paese non può ignorare le sofferenze in altre parti del Continente. La mancanza di gas “potrebbe costringerci a prendere questa decisione”, dice. Il commissario Ue Thierry Breton ha detto che i Paesi Bassi dovrebbero riconsiderare la decisione di chiudere Groningen e Vijlbrief è stato pressato anche dalle controparti di altre nazioni dell’Ue

giacimento gas groningen.

 

2 - L’OLANDA METTE A REPENTAGLIO L’AUTONOMIA ENERGETICA EUROPEA

Andrea Muratore per https://it.insideover.com/ - Articolo del 4 luglio 2022

 

Il problema olandese dell’Unione Europea riguarda anche l’energia. Come se non bastassero la totale assenza di flessibilità sulle regole di budget e bilancio per Bruxelles, il tono moralista dei Paesi Bassi, falchi tra i falchi d’Europa, verso i Paesi dell’area mediterranea, e il radicale mercantilismo liberista del gruppo capeggiato da L’Aja nella Nuova Lega Anseatica anche sull’energia, in forma diversa, il Paese nordico danneggia la proiezione strategica dell’Unione Europea.

mark rutte

 

La scelta olandese di depotenziare la produzione gasiera nel campo di estrazione di Groningen, il maggiore nell’Unione Europea, capace di dare al massimo della sua forza una produzione una volta e mezza più alta delle importazioni di gas dell’Italia dalla Russia nell’era pre-pandemica, stanno accelerando la corsa dell’Europa verso il carbone e le problematiche energetiche del Vecchio Continente.

 

L’Olanda sta chiudendo Groningen con la giustificazione dei danni strutturali dovuti agli oltre 160mila piccoli terremoti causati dalle operazione di estrazione alle costruzioni del luogo.

 

giacimento di gas groningen

La produzione è scesa dai 54 miliardi di metri cubi di gas naturale  nel 2013 a 4,6 miliardi di metri cubi previsti quest’anno, e l’impianto aperto nel 1959 sarà chiuso, secondo le previsioni del governo di Mark Rutte, tra il 2025 e il 2028. Ma questo è un problema in un giacimento in cui, nota il Financial Times, “ci sono ancora 450 miliardi di metri cubi di riserve” provate (quelle reali potrebbero essere anche maggiori), che potrebbero funzionare appieno a ridurre, nel breve e medio periodo, la dipendenza del gas russo.

 

Piuttosto che affrontare l’investimento da 5,3 miliardi di euro necessario, secondo il Groningen Gas Council, per ovviare ai lavori di potenziamento infrastrutturale necessari da qui al 2027 per rinforzare i 22mila edifici (su 26mila) che non hanno ancora ricevuto sostegno antisismico, il governo olandese ha scelto la via della spesa minore (1,5 miliardi) per gli indennizzi e la chiusura dell’impianto, che già nel 2023 e 2024 potrà estrarre gas solo per rimpinguare gli stoccaggi d’emergenza.

 

giacimento di gas a groningen 3

Il Consiglio minerario olandese, un organo consultivo indipendente del governo, ha dichiarato al governo in una lettera, citata da World Oil, che i Paesi Bassi dovrebbero in questa fase emergenziale aumentare la produzione dal giacimento di gas in cui, peraltro, è deciso il benchmark del prezzo dell’oro blu in Europa. Una mossa che sarebbe una valida misura di emergenza per riempire lo stoccaggio per l’inverno. Le forniture russe potrebbero essere interrotte entro la fine dell’anno e le tensioni dell’Ue con il Regno Unito sull’emergenza gas, che paventano lo stop ai flussi oltre la Manica in autunno e inverno, non aiutano e rendono il contributo di Groningen più necessario che mai.

 

mark rutte mario draghi

Richieste simili, nota World Oil, sono giunte dall’operatore di rete Gasunie Transport Services e dal grossista di gas GasTerra BV per i quali “qualsiasi potenziale estensione della vita del campo riaccenderebbe un acceso dibattito politico sul futuro del gigantesco sito”.

 

Ad oggi il rifiuto dell’Olanda di promuovere investimenti in grado di portare avanti la vita operativa del sito di Groningen e, anzi, di accelerare di fatto la dismissione dell’impianto sta creando grattacapi all’Europa intera. Ironicamente, con una prospettiva di investimento relativamente gestibile l’Olanda potrebbe espandere all’energia la sua strategia di conquista di nuovi mercati e ottenere dividendi commerciali significativi dal crescente prezzo del gas. Risparmiando inoltre a L’Aja la strategia finora seguita contro la crisi energetica, che passa dal ritorno al carbone.

 

giacimento di gas a groningen

In quest’ottica, Groningen potrebbe essere una porta fondamentale per l’autonomia energetica della vicina Germania, che in accordo con l’Olanda ha scelto esplicitamente negli anni di ridurre l’import dal sito per gestirne l’atterraggio morbido e la riduzione della produzione, orientandosi invece verso la crescente dipendenza da Mosca.

 

Ad oggi, invece, il centro studi European Gas Hub sottolinea che “per Belgio e Francia ci sono a breve termine meno opzioni per ridurre l’importazione dal gas di Groningen”, che ne rappresenta il principale fornitore. I due Paesi “dipendono dall’importazione di gas di Groningen attraverso il punto di connessione belga di Hilvarenbeek.

 

MEME SU PUTIN E IL GAS

Il Belgio mira a cambiare la propria rete dal gas a basso potere calorifico al gas ad alto potere calorifico entro il 2030”, prima del quale non potrà ricevere fonti diverse da quello di Groningen, mentre al contempo “sono in corso negoziati tra il governo olandese e il governo francese e l’operatore di rete francese (GRT Gaz) per esplorare le opzioni per ridurre l’importazione di gas di Groningen in Francia”, che ad oggi però non hanno sortito effetti. La dipendenza, in calo ma importante, da un sito che L’Aja vuole chiudere può essere un’opportunità per l’autonomia energetica europea e una fonte di riduzione della competitività tra Paesi per altre fonti alternative a quelle russe.

 

Arrivando a un 50% della produzione massima da Groningen, l’Olanda potrebbe garantire 25-27 miliardi di metri cubi l’anno di gas per almeno una quindicina d’anni, stando alle riserve attualmente provate come esistenti, e ridurre notevolmente la bolletta energetica europea.

 

mark rutte

Dunque portando indirettamente i prezzi nel mercato unico ad abbassarsi e i Paesi più dipendenti dall’estero, come l’Italia, a pagare meno, risparmiare di più, ridurre l’indebitamento. Rendendo meno necessaria la stessa vigorosa censura di bilancio del governo dell’Aja. Mettere in sicurezza Groningen può essere fondamentale per l’agenda energetica olandese e europea. Vedremo se una volta di più L’Aja sarà fattore di freno al progresso del Vecchio Continente o se il pragmatismo l’avrà, di fronte alle pressioni crescenti, vinta.

giacimento di gas groningen mark rutte. giacimento di gas a groningen 2GIUSEPPE CONTE MARK RUTTEMARK RUTTE ANGELA MERKELgiacimento di gas a groningen

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