SELFIE BUSINESS – LA VERA “DISRUPTION” DI INSTAGRAM È STATA CREARE UN TESORO PUNTANDO TUTTO SOLTANTO SUL NARCISISMO DELLE PERSONE – E LA PUBBLICITÀ CON GLI INFLUENCER, CHECCHÉ SE NE PENSI, RENDE: OGNI DOLLARO SPESO SU FERRAGNI & FRIENDS, NE GENERA 6,5 IN VENDITE – DAL TURISMO AI SELFIE STICK, ECCO COME PER IL MERCATO O SEI “INSTAGRAMMABILE” O NON ESISTI – VIDEO

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1 - ECCO COME INSTAGRAM HA CREATO UN TESORO PUNTANDO SULLA VANITÀ

Cinzia Meoni per “il Giornale”

 

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Un tempo gli autoscatti erano utilizzati giusto per celebrare ricorrenze e creare, con mesi di anticipo, biglietti di auguri natalizi da inviare via posta. Preistoria. Oggi i selfie valgono, letteralmente, miliardi di euro e hanno dato vita ad una vera e propria industria che abbraccia l' ambito tecnologico per arrivare alla moda, al design, alla cosmetica, al fitness e al turismo.

 

IL SELFIE DI SALVINI CON L ANZIANA E IL SUO CANE IL SELFIE DI SALVINI CON L ANZIANA E IL SUO CANE

Si consideri che il solo mercato degli stick (aste) per selfie, secondo una indagine di Persistence Market Research, dovrebbe arrivare a valere 2,52 miliardi di dollari nel 2025 (dai 770 milioni del 2017) mentre l' intero mercato globale degli accessori dedicati a selfie dovrebbe toccare quota 6,37 miliardi nel 2025, il triplo circa rispetto ai livelli attuali.

 

CHIARA FERRAGNI IN TOPLESS SU INSTAGRAM CHIARA FERRAGNI IN TOPLESS SU INSTAGRAM

Al loro debutto nel 2003 le telecamere frontali sui cellulari erano state introdotte per abilitare video conferenze d' affari ma, complice il proliferare dei social media che sollecitano un certo narcisismo, i costi via via inferiori della connessione web e l' esplosione della cosiddetta «economia esperienziale» (l' experiencification sembra ormai indispensabile in qualsiasi ambito), quello che doveva essere uno strumento di lavoro per manager si è presto trasformato in ben altro.

furto ripreso con un selfie stick 1 furto ripreso con un selfie stick 1

 

Un fenomeno di massa che ha dato vita a un business traversale, ha rivoluzionato le strategie di marketing e ha creato nuove professioni: blogger e influencer, persone capaci di raccontare la realtà, prevalentemente con immagini e con un uso accorto dei social network, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio. Per la generazione Z (e in parte anche per i millennial), cresciuta a pane, selfie e social network, gli influencer sono i beniamini da seguire nella scelta degli acquisti e delle esperienze da provare. Anche per questo ormai pubblicità, sfilate di moda, locali, ristoranti, hotel, proposte fitness e aziende beauty non possono prescindere dal coinvolgimento di questi professionisti.

MARIA ELENA BOSCHI SELFIE SU INSTAGRAM MARIA ELENA BOSCHI SELFIE SU INSTAGRAM

 

eMarketer ha calcolato che gli influencer abbiano generato, nel 2016, un giro d' affari di circa 570 milioni di dollari solamente negli Usa. Secondo poi alcuni studi di settore ogni dollaro speso su campagne marketing via influencer ha generato 6,5 dollari di vendite.

In questo scenario, la selfie economy fa sì che la capacità di uno strumento di fare scatti perfetti sia ritenuta prioritaria non solo dalle aziende produttrici di macchine fotografiche, ma anche da quelle leader negli smartphone.

 

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Non è un caso che Huawei sia arrivata al podio dopo essersi alleata con la tedesca Leica, e neppure che Xiaomi abbia appena brevettato una lente periscopica su cui le aspettative sono elevate. Il prossimo passo? Gli esperti sono pronti a scommettere che sia legato all' intelligenza artificiale.

VIRGINIA SABA TAGLIA LUIGI DI MAIO DAI SUOI SELFIE VIRGINIA SABA TAGLIA LUIGI DI MAIO DAI SUOI SELFIE

 

La selfie mania ha poi spinto le aziende a reinventare i propri business rendendoli adeguati a creare perfetti momenti «instagrammabili» (dal nome del social in ascesa tra le nuove generazioni e che fa delle foto il suo punto di forza). Sempre più spesso ormai scattare una foto per caricarla subito dopo sui social risulta più importante della stessa esperienza vissuta.

 

Per questo vi è chi è disposto a spendere tre volte tanto la normale cifra chiesta per un cappuccino per un selfieccino, ovvero una bevanda con la propria faccia disegnata sopra la schiuma di latte. Una moda che è iniziata alla Tea Terrace di House of Fraser in Oxford Street a Londra per poi arrivare fino a Mumbai e a Brisbane.

IL SELFIE ALLA TETTA DI MARTA FLAVI IL SELFIE ALLA TETTA DI MARTA FLAVI

 

E così, più o meno consapevolmente, si diventa testimonial di brand, destinazioni e strutture, il più delle volte senza essere pagati per farlo. Ecco quindi che imprese e località turistiche si ingegnano a trovare nuove accattivanti soluzioni. Livorno, ad esempio, grazie a una campagna di crowdfunding che ha raccolto 20mila euro, ha deciso di regalarsi una statua di Bud Spencer (all' anagrafe Carlo Pedersoli) a portata di selfie lovers sul lungomare, seguendo così l' esempio di Napoli e Budapest.

 

A Perth invece la città ha investito 278mila dollari per installare una toilette a pannelli solari nei pressi del Crawley Edge Boat Shed, un luogo fuori città amato dagli instagramers. Sono sempre più numerosi poi gli alberghi (come l' Hotel Grand Bretagne di Atene che ha creato un «selfie spot» con l' Acropoli sullo sfondo) e le destinazioni turistiche che si attrezzano con cornici, scritte o strutture per inquadrare un punto particolarmente fotogenico.

 

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Il cosiddetto «selfie tourism», assicurano gli esperti, è destinato rimanere, con buona pace di chi invoca strali contro l' invasione di stick e smartphone. Se nel 2014 aveva fatto notizia il Mandarin Oriental Luxury Hotel di Parigi che ai suoi ospiti proponeva raffinati «selfie tour», oggi infatti proliferano i selfie tour predisposti da Viator e da altre comuni agenzie di viaggi in diverse città del mondo.

 

2 - PUNTARE SUGLI INFLUENCER PUÒ MOLTIPLICARE IL RENDIMENTO IN BORSA

Camilla Conti per “il Giornale”

 

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Il 19 novembre di ormai quasi sei anni fa il neologismo «selfie» è stato riconosciuto dai lessicografi dell' Università di Oxford che lo hanno scelto come parola del 2013. L' autoscatto al tempo di Facebook e Instagram è diventato un business dando vita a quella che è stata già battezzata la «selfie economy». Gli esperti della McKinsey gli hanno già dedicato uno studio: la società di consulenza Usa ha rilevato che le spese per consumi personali su «servizi correlati all' esperienza» (come eventi per spettatori, ristoranti e viaggi) sono aumentate del 5,3% negli Usa tra il 2014 e il 2016, mentre quelle per le merci solo del 2,5 per cento.

 

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Negli ultimi anni, quindi, la spesa correlata all' esperienza è cresciuta quattro volte più rapidamente di quella per le merci. Simile la tendenza nell' Europa occidentale dove le spese per le esperienze sono aumentate del 5% tra il 2015 e il 2017, rispetto al 2,3% per le merci. Una crescita guidata dai millennials, che nel 2016 hanno speso in media il 62% in più al mese di «esperienze» come intrattenimento e fitness rispetto alla cosiddetta Generazione X e il 37% in più rispetto ai baby boomer, ha evidenziato McKinsey.

 

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Un pilastro della selfie economy sono gli influencer. In realtà, le aziende sono più interessante al loro «pubblico». Il valore di mercato di questi soggetti è di difficile calcolo: le stime per il 2020 variano da 2,3 miliardi a 16,6 miliardi di dollari. Secondo eMarketer, l' influencer marketing ha movimentato 570 milioni di dollari lo scorso anno solo su Instagram. Anzi, se ci affidiamo ai dati più ottimistici di Mediatrix, le previsioni indicano che gli investimenti pubblicitari potrebbero generare ricavi in un ampio intervallo compreso tra 5 e 10 miliardi di dollari. Nel 2019 gli inserzionisti potrebbero spendere 1,6 miliardi di dollari solo su Instagram.

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TURISMO

La selfie economy sta già rivoluzionando il marketing turistico. Le «esperienze condivise» hanno fatto parte degli affari della compagnia di viaggi online TripAdvisor dall' inizio degli anni 2000 ma in giro per il mondo si cominciano a vendere i «pacchetti» per facilitare i turisti a diffondere i selfie sui social Flickr, Instagram, Twitter, Facebook e Snapchat. L' Hotel Villa Honegg in Svizzera è diventato molto famoso sui social media per selfie nella sua piscina. A Perth, in Australia, c' è addirittura un capanno di pescatori sulla riva del fiume Swan diventato una superstar dei social media.

 

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Conosciuta in tutto il mondo semplicemente come #blueboathouse, da quando è stata restaurata questa casetta blu è diventata il secondo posto più popolare di Perth. Su Instagram ora ci sono più di 15mila post dedicati alla casetta, certo sono meno della metà degli 81mila messaggi di Elizabeth Quay, l' area ricreativa e ricreativa appositamente costruita nella zona, ma la banchina è costata al governo statale 440 milioni di dollari neozelandesi (308 milioni di dollari Usa).

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I SELFIE-TITOLI DA TENERE IN PORTAFOGLIO

Bloomberg ha recentemente costruito un ipotetico portafoglio azionario chiamato «The Influencer Economy Etf». Il fondo sale del 15% circa dall' inizio del 2018, superando il guadagno dell' indice S&P 500 nello stesso periodo. Le partecipazioni sono ponderate in base al grado del loro influencer associato che incorpora follower di social media e classifiche di altre agenzie. I titoli più importanti includono Electronic Arts, Nike, Adidas, Coca-Cola, T-Mobile US e Under Armour, basati su partnership con influencer come Cristiano Ronaldo, Selena Gomez e Ariana Grande.

 

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I marchi di bellezza stanno destinando sempre più del loro budget di marketing a influencer online e social per attrarre i millennial. Un esempio è Ulta Beauty, retailer statunitense che offre prodotti per la cura della pelle, cosmetici e fragranze. Ma soprattutto ricorre alle beauty blogger per incoraggiare gli acquirenti occasionali a diventare appassionati di bellezza. Prendiamo ad esempio Kylie Jenner, che ha promosso la sua linea di trucco su Instagram ed è ora considerata la più giovane autodidatta miliardaria.

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La sua linea di trucchi è arrivata a Ulta Beauty nel 2018 e le azioni dell' azienda sono aumentate di oltre il 40% nel 2019. È così influente, un tweet da lei nel febbraio 2018 che denigrazione di Snapchat ha spazzato via 1,3 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato. Risultato: un anno fa a Wall Street i titoli Ulta valevano 256 dollari, oggi quasi 350.

 

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Anche le big delle tlc sono un settore su cui scommettere: i selfie hanno cominciato a muovere un' economia che ha a che fare con la tecnologia, con i telefonini sempre più potenti con telecamere frontali. La cinese Huawei, per esempio, è diventata leader del settore per le fotocamere degli smartphone dopo aver collaborato con la tedesca Leica. La funzione «Bixby Vision» di Samsung sui suoi nuovi smartphone combina il suo assistente vocale con la realtà aumentata per riconoscere e classificare gli oggetti catturati dalla fotocamera.

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