andrea orcel giuseppe castagna carlo cimbri messina mps

CON LO SGUARDO RIVOLTO A ORCEL – IL RISIKO BANCARIO È IN STANDBY: TUTTI ASPETTANO DI VEDERE LA PRIMA MOSSA DEL NEO-BOSS DI UNICREDIT. SI PRENDERÀ MPS O FARÀ UN TORTO AL GOVERNO DRAGHI? DOPODICHE' PUNTERA' AD ACQUISIRE ANCHE BPM, PER COLMARE IL DIVARIO CON INTESA? – RIMARREBBERO FUORI TRE BANCHE: SONDRIO, CARIGE E BPER, CON CIMBRI A FARE DA PIVOT AL NUOVO POLO...

andrea orcel di unicredit

DAGONEWS

Il risiko bancario è in standby. Con Draghi a Palazzo Chigi, le molte operazioni di fusione e acquisizione (da Unicredit a MPS, da Bper a BPM) sono ferme, perché gli operatori aspettano di capire cosa accadrà in casa Unicredit: vogliono capire quale sarà la prima mossa di Andrea Orcel e l'eventuale reazione di Draghi.

 

Unicredit è infatti la prima tessera di un effetto domino che rivoluzionerà il sistema bancario italiano.

 

GIUSEPPE CASTAGNA

La prima domanda del sistema è: Orcel si prenderà MPS o farà un torto al governo, che preme per rifilare a qualcuno il cadavere senese? Carlo Messina è stato abilissimo ad anticipare il Mef: con l’acquisizione di Ubi, Intesa si è messa al riparo dal rischio di doversi accollare anche il Monte.

IL QUARTIER GENERALE UNICREDIT A MILANO

 

Una volta acquisita MPS con dote di cinque miliardi, Orcel potrà aprire all’acquisizione di Banco-Bpm. I colloqui con Castagna si sono intensificati negli ultimi tempi, mentre, di contro, si sono raffreddati quelli tra l’ad del Banco e Bper, dopo l’inserimento deciso da Cimbri (Unipol) di Piero Montani. Orcel, che è soprattutto un banchiere d'affari, in questo modo risolverebbe anche la questione della gestione ordinaria del nuovo gruppo, che affiderebbe all’esperto Giuseppe Castagna.

 

giuseppe castagna banco bpm

Anche perché il vero obiettivo di Orcel, come abbiamo scritto su Dagospia, è provare ad azzerare il mega-divario con Intesa Sanpaolo, e salvare la baracca Unicredit, ormai in affanno dai tempi di un'altra tragica fusione, quella con la scassata Capitalia by Geronzi, nel lontano 2007.

 

francesco gaetano caltagirone philippe donnet

Con questo scenario, rimangono fuori tre istituti: Banca Popolare di Sondrio, Carige e appunto BPER, con quest'ultima (cioè Unipol) a fare da pivot al nuovo polo (la BCE vuole tre grandi campioni nazionali).

 

Sondrio e Genova insieme valgono quanto Banco-BPM e, con Castagna tolto dal fuoco, Bper non avrebbe più il problema di una sua ricollocazione tra l'ad Montani e il prossimo presidente Flavia Mazzarella, gran devota di Draghi direttore generale del Tesoro, nell'era delle privatizzazione .

Sergio Erede

 

Lo stallo per il momento riguarda anche la Mediobanca di Nagel: c’è indecisione su Donnet mentre sono sempre più scatenati i due arzilli vecchietti Del Vecchio e Caltagirono. Idem per la cordata dell’avvocato Erede che dovrebbe entrare nel capitale di RCS. Per il momento…

 

 

 

2 - MONTEPASCHI O BPM, IL PRIMO BIVIO DI ORCEL BANCHIERE SUPERSTAR

Andrea Orcel

Francesco Spini per “La Stampa”

 

«Ci saranno sorprese», scommettono in molti. Di certo la data di domani sarà uno spartiacque per Unicredit. L' assemblea della seconda banca italiana nominerà il nuovo cda di cui sarà presidente Pier Carlo Padoan. Con esso comincerà l' era di Andrea Orcel, il banchiere-star che diventa ad con un carico di aspettative.

 

CIMBRI MUSTIER

Molte di esse hanno a che vedere con il suo passato di superbanker all' Ubs: si riferiscono alla sua abilità nel gestire le fusioni e le acquisizioni. La più scontata ed evocata è quella che vedrebbe nel mirino il Monte dei Paschi di Siena, la banca salvata dallo Stato e da cui lo Stato, per accordi con Bruxelles, ha un anno per uscire.

UNICREDIT - UN ANNO IN BORSA - APRILE 2021

 

«Nessuna banca può resistere alle richieste di un governo, in Italia come altrove», commenta da Londra un analista che chiede anonimato. Eppure, mentre dal Financial Times rimbalzano notizie di incontri già consumati tra Orcel e il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, da ambienti bene informati si sottolinea come, settimana dopo settimana, cresca - in linea col malumore dei fondi e di altri soci di rilievo come Leonardo Del Vecchio - la resistenza del banchiere all' affare senese.

ALESSANDRO RIVERA

 

Voci insistenti parlano di altre opzioni considerate con maggior favore, come quella che avrebbe come obiettivo il Banco Bpm. Che, nel frattempo, ha affievolito i contatti con la Bper a prossima guida di Piero Montani e pronta, dicono le stesse fonti, a considerare la strada per Genova, a soccorso di Carige.

 

monte dei paschi di siena

Finora Orcel, salvo poche incursioni, è rimasto nel suo ritiro familiare di Cascais, in Portogallo. Ritiro da «re», quindi, in cui non avrebbe perso le vecchie abitudini fatte di levatacce mattutine, allenamenti intensivi e riunioni non stop. Al lavoro su una fusione pronti-via?

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Qualcuno la pensa diversamente. Davide Serra, numero uno di Algebris, casa di investimento che in Unicredit - tra equity e credito - ha investito circa un miliardo mostra soddisfazione per l' arrivo di Orcel: «È un' ottima notizia», dice il finanziere alla Stampa. «In Ubs ha salvato la divisione di banca di investimento che, in precedenza, stava per affondare l' istituto elvetico. Lui l' ha portata al 20-25% di Roe, ha fatto un lavoro pazzesco».

 

padoan mps titoli di stato

A Unicredit il passo sarà cadenzato: «Pensare che possa fare un' operazione straordinaria appena arrivato è follia», dice Serra. Le priorità sono altre. «I ricavi scendono, la prima cosa da fare è far saltare l' organizzazione dei co-head, le doppie responsabilità che bloccano le decisioni in banca.

 

Dovrà capire chi vuole e chi no tra i manager, far ripartire la macchina commerciale in Italia. Prima del 2022-2023 vedo difficile immaginare chissà quale operazione: se non sai nemmeno come gioca la tua squadra e chi sono i tuoi giocatori come fai a fare calciomercato?».

 

carlo cimbri

Passo lento, studio, azione interna, dunque potrebbero essere le prime mosse di Orcel. Il quale un mese fa è stato al quartier generale, a Milano, per fare un primo giro di ricognizione, incontrando i manager più importanti. Tornerà in tempo per la sua prima apparizione pubblica, la presentazione dei conti del primo trimestre, il 6 maggio.

 

Il punto sarà convincere il mercato, che dal «Cristiano Ronaldo della finanza» si attende spettacolo: «Una banca solo commerciale, in un mondo di tassi sotto zero, fa i soldi che fa: pochi - spiega l' anonimo analista da Londra -. Dovrà fare acquisizioni».

 

UNICREDIT INTESA SANPAOLO

Il primo test domani, quando in assemblea il suo signor compenso da 7,5 milioni di euro (5 di parte variabile, ma il primo anno non commisurati ad alcun risultato), sarà messo ai voti. I più importanti soci italiani, le Fondazioni CariVerona e Crt, hanno annunciato il loro disco verde. Chissà se i fondi seguiranno il «no» suggerito dai loro consulenti Iss e Glass Lewis. «I due proxy advisor americani - commenta Serra - non hanno capito che i 7,5 milioni, Orcel li poteva incassare come compenso differito di Ubs, standosene a casa a guardare Netflix. Unicredit ha colto l' occasione, proprio come la Juve con Ronaldo».

philippe donnet

giuseppe castagna banco bpmCimbricarlo cimbriandrea orcelgiuseppe castagnaANDREA ORCELgiuseppe castagnaANDREA ORCEL Andrea Orcel

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...