5g smart city

SINDACI CON LO SCOLAPASTA IN TESTA - ''NO AI DIVIETI AL 5G IMPOSTI DAI COMUNI. SULLE ANTENNE LO STATO''. IL TAR DÀ RAGIONE A VODAFONE E SMANTELLA LA MODALITÀ ''NIMBY'' (NON NEL MIO GIARDINETTO) CHE SI ERA DIFFUSA TRA ALCUNI AMMINISTRATORI LOCALI

Marco Sabella per il “Corriere della Sera

 

complotto 5g coronavirus 1

L'obiettivo è mettere un freno ai tanti sindaci che nei mesi scorsi hanno imposto limitazioni e divieti all'installazione delle antenne necessarie allo sviluppo della nuova rete 5G. In tutto sono oltre 500 i Comuni che hanno adottato ordinanze per impedire agli operatori di tlc di procedere con i lavori e proprio questo lungo elenco di enti locali è quello che da subito dovrà fare i conti con la norma inserita nel decreto Semplificazioni. In sostanza, il governo ha predisposto una modifica alla legge del 2001, che disciplinava le regole per l'insediamento di antenne e reti per le infrastrutture di tlc, sterilizzando i poteri dei sindaci in materia.

 

In base alla nuova norma del decreto i primi cittadini «non potranno introdurre limitazioni alla localizzazione sul proprio territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualunque tipologia e non potranno fissare limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici diversi rispetto a quelli stabiliti dallo Stato». La mossa del governo, insomma, pare fondata sulla necessità di garantire il percorso di realizzazione della rete 5G, evitando veti e stop a livello locale a quella che dovrebbe essere l'infrastruttura indispensabile al processo di modernizzazione e digitalizzazione del Paese.

complotto 5g coronavirus

 

Una priorità segnalata, del resto, anche nella relazione consegnata al governo dalla task force coordinata da Vittorio Colao, rammentando l'esigenza di «escludere l'opponibilità locale» alla realizzazione di nuove infrastrutture. Resta che a livello locale è destinata a montare la protesta dei sindaci. Uno dei primi a farsene interprete è il primo cittadino di Vicenza, Francesco Rucco, che lamenta: «La decisione del governo vieta ai sindaci di intervenire con un'ordinanza a tutela della salute pubblica per quanto riguarda il tema dell'esposizione ai campi elettromagnetici.

proteste contro il 5g 5

 

Viene resa così inefficace l'ordinanza che ho firmato nel maggio scorso, come le tante altre ordinanze emesse dai sindaci di tutta Italia. In questo modo, pertanto - dice Rucco -, il governo esautora i sindaci che rappresentano la massima autorità sanitaria locale e che quindi hanno la responsabilità della salute dei cittadini». A protestare è anche il presidente di Anci Veneto, Mario Conte, che osserva: «Una limitazione all'autonomia dei sindaci su un tema delicato che tocca da vicino le comunità e il paesaggio».

 

Ma il fronte per i sindaci è duplice, poiché molti operatori di tlc hanno fatto ricorso al Tar contro le ordinanze dei Comuni. In alcuni casi, come a Messina, il Tar siciliano si è già espresso, accogliendo la richiesta di Vodafone di sospendere l'ordinanza anti 5G adottata dal Comune. La decisione dei giudici amministrativi evidenzia, tra l'altro, che la valutazione sui rischi sanitari è di esclusiva competenza dell'Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale.

proteste contro il 5g 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…