carlo cimbri banca popolare di sondrio

SONDRIO O SON DESTO? - SI STA PER REALIZZARE IL SOGNO DI CIMBRI DI CREARE UN GRANDE POLO BANCARIO, MA SARÀ IL TERZO O IL SECONDO? LA MOSSA DI UNIPOL SULLA POPOLARE DI SONDRIO RIDUCE LE CHANCE DI UNIRE BPER E BANCO BPM, ALZANDO IL PREZZO DELLA SECONDA COME POSSIBILE PREDA DI UNICREDIT. IN PROSPETTIVA PERÒ BPER-SONDRIO POTREBBE PROPORRE UNA FUSIONE ALLA PARI A CASTAGNA. IN TAL CASO, AVREBBE IL 12-13% DEL MERCATO ITALIANO, SOPRA UNICREDIT. SEMPRE CHE NEL FRATTEMPO ORCEL NON FACCIA LA PRIMA MOSSA...

Andrea Greco per “la Repubblica - Affari & FInanza

 

carlo cimbri

Carlo Cimbri è un leader talmente accorto che non si farebbe mai dire da un politico, (per di più al telefono): «E allora, siamo padroni di una banca?». In compenso, senza far rumore e con molto studio, ne ha già comprate quasi due. L' ex pupillo di Gianni Consorte lo ha da tempo surclassato, imponendo Unipol come un perno della finanza italiana, dove il predecessore fallì e fu travolto (2005) nella scalata pasticciata a Bnl.

 

logo unipol

Quel suo sogno di una banca, condiviso al cellulare con l' allora segretario dei Ds Piero Fassino - e con la Gdf e milioni di italiani - era un sogno provinciale. Fatto di amicizie, osservanze, voglia di affermazione, crediti facili alle cooperative rosse.

Alberto Nagel

 

Il nuovo capo di Unipol ha l' aria di uno che sui colori è molto laico (tranne quelli neroazzurri dell' Inter) e che i sogni non se li ricorda. Ha messo le banche al servizio delle strategie di assicuratore: le possiede e le fa rendere, anche vendendo alle reti prodotti assicurativi targati Unipol. Con gli utili che risalgono, paga la quiescenza delle Coop socie, che hanno ancora un 42% del gruppo ma, complici i delicati riassetti di loro attività tra costruzioni, edilizia, distribuzione, paiono ridotte a investitori finanziari.

 

BPER BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA

La gestione Cimbri ha mandato in soffitta anche la storica dialettica tra azienda e partito, e da anni ha campo libero per nominare dirigenti "tecnici" di sua fiducia, ridefinire il business primario, snellire la filiera e il portafoglio partecipazioni, esplorare nuove alleanze.

 

Una modernizzazione totale, che ha avuto un supporto prezioso in Alberto Nagel e i dirigenti di Mediobanca. Un rapporto non scontato: Cimbri, self made man nato a Cagliari, ha un profilo umano molto distante dall' ospite tipico del "salotto buono" della finanza italiana. Pure, la battaglia per comprare e difendere Fondiaria-Sai nel 2012, il successivo riassetto della compagnia che era dei Ligresti, le crociate comuni su Rcs e Ieo, la consulenza sulle tante operazioni straordinarie di Unipol (anche in banca), hanno aperto Unipol a percorsi molto più significativi rispetto ai suoi primi 50 anni al traino del centrosinistra.

 

carlo cimbri

Già con l' ascesa in Bper Cimbri si è dimostrato tra i pochi investitori italiani (meno di 10, e quasi tutte Fondazioni bancarie di Intesa Sanpaolo) capaci di fare l' azionista in banca. Quando prese le redini si trovò in casa Unipol Banca, un moncone creato nel 1998 e già piena di crediti deteriorati, molti dovuti dalle Coop amiche.

 

BANCA POPOLARE SONDRIO 2

Con pragmatismo l' ha risanata, e resa pedina di scambio - in un' operazione di potere - per farla accettare ai cugini "popolari" della Bper di Modena, e sedersi in palco d' onore nel loro azionariato Bper. Negli anni ha poi accompagnato la crescita di taglia e qualitativa di Bper - dal 2020 quarto gruppo bancario con l' acquisto delle filiali Ubi - e salendo al 19,8% ha avuto modo, in aprile, di rifarne vertici e cda, con sue figure scelte per agevolare la crescita per linee esterne. Giorni fa, ragionando da azionista, Cimbri ha trovato il trampolino verso la prossima banca e opzionato il controllo della Popolare di Sondrio, dove UnipolSai è salita al 9% «per contribuire ai piani di sviluppo della banca, partner industriale dal 2010 nella bancassicurazione Danni e Vita». Altri pezzi di sogno, altre 350 filiali a cui vendere polizze.

 

BANCA POPOLARE SONDRIO

Unipol segue una strategia speculare rispetto a Intesa Sanpaolo, che la bancassurance se l' è fatta in casa (dopo aver fallito la scalata a Generali). Coltiva banche come azionista, per tutelare i contratti di vendita sulle loro reti. Un retroscena inedito sulla "scalatina" a Sondrio conferma che Cimbri, anticipando i rivali, sta ripetendo il copione di regia giocato in Bper.

 

giuseppe castagna

Quando, il 25 maggio, UnipolSai ha annunciato la volontà di comprare ai blocchi il 6,6% di Sondrio, aveva appena accolto la proposta di Equita, che quei blocchi aveva fatto comprare a suoi clienti, precoci venditori di Creval sotto Opa, per proteggerli dai rischi di ritocco sostanziale dell' offerta. Fosse arrivato il rilancio di Crédit Agricole su Creval, almeno, ne avrebbe beneficiato anche la banca cittadina rivale.

 

Chiusa l' Opa su Creval, i clienti di Equita che avevano le Sondrio, da allora salite del 50%, volevano venderle: l' intermediario ha iniziato a offrirle a ogni banca italiana, ma solo Unipol ha detto sì. Il "capo" da qualche mese aveva messo nel mirino Sondrio, pur avendo intavolato a inizio 2021 un negoziato con Banco Bpm (poi arenato sulla governance e sul fatto che a Cimbri piace comandare, in questa fusione Unipol si diluirebbe molto). Già due mesi fa Bologna aveva interrotto le comunicazioni con Banco Bpm, in forcing per creare un "terzo polo" creditizio tagliato su misura per lei.

 

credit agricole 1

Detto che nel frattempo il Consiglio di Stato ha sentenziato che la Sondrio dovrà trasformarsi in Spa entro fine anno, rigettando i ricorsi dei suoi soci riottosi, molte strade del risiko passano ora per Bologna.

 

Se Unipol vorrà facilitare una fusione tra Sondrio e Bper, ha già le carte giuste in mano. Giovanni Razzoli di Deutsche Bank stima che ciò possa avvenire «nella stessa assemblea che voterà la conversione forzosa della Popolare in Spa», per agevolare l' ok alla fusione, come già fecero Bpm e Banco popolare. Difficile, dopo i dinieghi alle profferte di Equita sui blocchi Bps, che i rivali di Unipol si sveglino ora che hanno un antagonista e i prezzi sono crescenti.

 

Andrea Orcel

Per Deutsche Bank la mossa di Unipol riduce anche le chance di fondere Bper e Banco Bpm, ma ha alzato il prezzo obiettivo della seconda come possibile preda di Unicredit in una fusione a premio. Anna Benassi di Kepler Cheuvreux ritiene invece che «in prospettiva Bper-Sondrio, con 4,7 miliardi di capitalizzazione e 180 di attivi, possano proporre una fusione alla pari a Banco Bpm, che capitalizza 4,4 miliardi e ne ha 197 di attivi», Nascerebbe così il secondo polo, «con il 12-13% del mercato bancario italiano, sopra Unicredit che è all' 11-12%». Sempre che Unicredit, frattanto, non preferisca comprarsi Banco Bpm.

banca popolare di sondriocarlo cimbri 11carlo cimbri 10Cimbri

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…