lagarde conte

LA SOSTENIBILITÀ DEL DEBITO È UNO STATO MENTALE - MOODY'S CONFERMA IL RATING DELL'ITALIA, OUTLOOK STABILE. RENDIMENTI BTP AI MINIMI STORICI. IL FATTO CHE IL DEBITO PUBBLICO PASSERA' IN POCHI MESI DA 135% DEL PIL A OLTRE 165% PER LE AGENZIE DI RATING È ACQUA FRESCA. IL PUNTO È SOLO UNO: LA BCE È PRONTA A SOSTENERE L'ITALIA NELLE SUE EMISSIONI, SENZA L'OPPOSIZIONE DEGLI ALTRI PAESI DELL'EUROZONA? I NUMERI NON CONTANO NIENTE, È POLITICA BABY

Flavia Carletti per www.ilsole24ore.com

 

giuseppe conte roberto gualtieri

L'agenzia Moody's conferma il rating Baa3 con outlook stabile per l'Italia alla fine di una settimana da rally per le Borse europee che, nonostante la seduta sottotono di oggi, chiudono l'ottava in deciso progresso. Il Ftse Mib ha guadagnato il 9,69% rispetto alla chiusura di venerdì 30 ottobre, lo Stoxx 600 il 7,02%, il Dax30 di Francoforte il 7,99%, in linea con il Cac40 a Parigi (+7,98%). Ottava positiva anche per l'Ibex35 di Madrid (+6,48%) e il Ftse100 di Londra (+5,97%). L'attenzione degli investitori è stata rivolta principalmente alle elezioni presidenziali Usa, con il quadro che si va delineando che appare favorevole al mercato.

 

Joe Biden alla Casa Bianca con un Congresso diviso tra Repubblicani in testa al Senato e Democratici alla Camera è uno scenario che piace a Wall Street: da una parte potrebbero arrivare stimoli fiscali più consistenti per l'economia, dall'altra i Democratici non avrebbero la forza per imporre più tasse alle grandi aziende, soprattutto i big del settore Tech. Nel Vecchio Continente, occhi puntati anche sulle trimestrali: i movimenti più rilevanti a Piazza Affari sono stati messi a segno da titoli che hanno pubblicato risultati migliori delle attese. Tenaris è la regina della settimana con un balzo del 23,62%, anche grazie all'annuncio del ritorno al dividendo, Cnh industrial ha guadagnato il 18,17% e Ferrari il 14,14 per cento. Non ci sono performance settimanali negative tra i titoli del Ftse Mib, i titoli che sono andati peggio hanno comunque guadagnato: Hera +2,89%, Bper +3,05% e Pirelli +3,10 per cento.

CONTE LAGARDE

 

Europa debole venerdì 6 novembre, Piazza Affari -0,25%

Chiusura debole per le Borse europee nella seduta del 6 novembre, che tirano il fiato dopo il recente rally. Dopo una mattinata in deciso calo, gli indici hanno provato a rialzare la testa e, anche se in rosso, sono riuscite a chiudere comunque sopra i minimi di giornata trovando un parziale sostegno nel dato sul mercato del lavoro Usa, migliore delle attese, quando ancora si aspetta l'esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il sorpasso in Pennsylvania dello sfidante democratico Joe Biden sul presidente in carica Donald Trump fa pensare che l'ex vicepresidente di Barack Obama sia più vicino alla Casa Bianca, anche se la Georgia ha annunciato che quasi sicuramente ci sarà un riconteggio dei voti visto il piccolissimo scarto tra i due candidati. Con Wall Street che viaggia sotto la parità, a Piazza Affari il Ftse Mib ha perso lo 0,25%, a Parigi il Cac40 lo 0,46% e a Francoforte il Dax30 lo 0,7%, risentendo anche del dato sulla produzione industriale tedesca di settembre, peggiore delle attese (+1,6% se mese e -7,3% su anno).

 

Calo oltre le attese per la disoccupazione negli Stati Uniti

Nel mese di ottobre la disoccupazione statunitense è scesa più delle attese (dal 7,9% al 6,9%, contro stime per un calo al 7,7%), dopo essere passata in due mesi dai minimi degli ultimi 50 anni ai massimi dalla Seconda guerra mondiale, a causa della pandemia di coronavirus. Negli Stati Uniti, a ottobre sono stati creati 638.000 di posti di lavoro rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 530mila.

 

Wall Street chiude debole, Dj -0,23%, Nasdaq +0,04%

Wall Street chiude debole. Il Dow Jones perde lo 0,23% a 28.323,26 punti, il Nasdaq sale dello 0,04% a 11.895,23 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,03% a 3.509,52 punti.

 

Premiata Inwit dopo il piano industriale, ancora bene Nexi

ALESSANDRO PROFUMO

A Piazza Affari il filo conduttore restano le trimestrali. Inwit ha chiuso in testa al Ftse Mib con un progresso del 3,96%, dopo la pubblicazione dei conti e del nuovo piano che prevede una crescita fino al 2023. Continua il rialzo di Nexi (+2,42%), quando si aspettano indicazioni sull'aggregazione con la scandinava Nets. In evidenza Cnh Industrial (+1,89%) dopo il balzo della vigilia spinto dai risultati trimestrali migliori delle attese, ed Enel (+1,33%). Debole la seduta per i bancari con Bper -3,23% e Unicredit -3,08%, quando il numero uno di Piazza Cordusio, Jean Pierre Mustier, che è tornato a frenare sulla possibilità di un coinvolgimento della banca da lui guidata in operazioni di M&A. Nel settore ha tenuto Banco Bpm (-0,03%), che oltre ai conti ha visto la nuova apertura del ceo Giuseppe Castagna a possibili aggregazioni. In rosso anche Unipol -3,55%, Atlantia -2,5% e Fca -1,65%, in una seduta debole per il comparto auto europeo.

 

 

Pioggia di vendite su Leonardo, preoccupa il flusso di cassa

Leonardo ha chiuso in coda al Ftse Mib con una flessione del 7,23%. Nonostante i buoni risultati i flussi di cassa del III trimestre hanno preoccupato il mercato perché se il gruppo non vedrà una forte crescita di questi nel IV trimestre è difficile che verranno centrati i target sul debito. Il gruppo, nei nove mesi, ha realizzato un utile netto di 137 milioni in calo del 70,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; i ricavi ammontano a 9,025 miliardi, in linea con i primi nove mesi del 2019, con una flessione degli elicotteri riconducibile alle minori consegne civili per l'effetto Covid-19. L'ebita è pari a 497 milioni, in calo di 189 milioni mentre gli ordini, pari a 8,51 miliardi, risultano sostanzialmente in linea con i primi nove mesi del 2019. Il terzo trimestre, secondo Equita, è stato migliore delle attese a livello operativo (Ebitda +5% a 323 milioni contro attese di 296 milioni) ma peggiore sul fronte dei flussi di cassa. Ciò a fronte di una conferma della guidance 2020.

 

Euro consolida sopra 1,18 dollari, petrolio in calo

MOODY'S

Sul fronte dei cambi, il dollaro continua a perdere terreno e la moneta unica passa di mano a 1,1885 dollari (1,184 in avvio e alla vigilia) e a 122,808 yen (122,46 in avvio), con il biglietto verde che 103,321 yen (103,44 questa mattina). Debole, infine, il prezzo del petrolio: il contratto consegna Dicembre sul Wti vale 37,6 dollari al barile (-3,07%), e quello consegna Gennaio sul Brent del Mare del Nord a 39,83 dollari al barile (-2,69%).

 

Spread BTp/Bund in calo a 123 punti, rendimento allo 0,62%

Stringe in chiusura lo spread tra BTp e Bund che beneficia della performance della scadenza decennale che si mantiene a ridosso dei minimi storici (0,60%) a fronte del leggero aumento del pari scadenza tedesco. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark italiano (Isin IT0005413171) e il pari durata tedesco si è attestato a 123 punti base, in calo di 3 punti rispetto al closing di ieri. In lieve calo il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta allo 0,62%, dallo 0,63% del closing della vigilia.

 

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...