xi jinping cina

STOCCAGGIO? STOCAZZO! – L’OCCIDENTE HA REGALATO AI CINESI IL MONOPOLIO ASSOLUTO NON SOLTANTO DELLA PRODUZIONE, MA ANCHE DELLE MATERIE PRIME FONDAMENTALI! PER CAPIRCI: SU 260MILA TONNELLATE DELLE FAMOSE “TERRE RARE” ESTRATTE NEL MONDO, 135MILA SONO STATE PORTATE ALLA LUCE IN CINA! – PECHINO CONTINUA A STOCCARE, MENTRE NOI SIAMO SENZA RISERVE: DETIENE IL 93% DELLE SCORTE MONDIALI DI RAME, IL 74% DI ALLUMINIO, IL 68% DI MAIS E IL 51% DI FRUMENTO…

Sergio Barlocchetti per “la Verità”

 

xi jinping 2

Se ci troviamo senza scorte di materie prime e di componenti elettronici è per colpa nostra. Esemplare in questo senso il tweet di ieri di Gianclaudio Torlizzi, fondatore di TCommodity: «La Cina continua a stoccare materia prima. A oggi detiene il 93% delle scorte mondiali di rame, il 74% di quelle di alluminio, il 68% di mais e il 51% di frumento. Viceversa, il livello di scorte in Europa e Usa rimane bassissimo. Quando ci sveglieremo?».

 

Poco conta oggi accusare la Cina di star facendo man bassa, quando fu proprio Pechino che il 29 dicembre 2021 annunciò al mondo un piano quinquennale per assicurarsi le scorte di metalli rari e cereali per i prossimi anni.

 

xi jinping visita il centro di trasformazione delle terre rare di ganzhou 3

Quel giorno, illustrando il piano, i ministeri dell'Industria e dell'Information technology avevano annunciato di voler assicurare il sistema industriale rendendolo indipendente e sempre controllabile, contemplando metalli, materiali da costruzione e materie prime, commestibili incluse.

 

E queste ultime, in termini di tonnellate, rappresentavano quasi il 30% di tutti gli altri settori. Fu in quel momento che nella provincia dello Jiangxi nacque la China Rare Earth Group (Gruppo cinese della terra rara), realtà partecipata dalla Aluminium Corporation of China, Ganzhou Rare Earth Group, China Minmetals Corporation, e dai laboratori di ricerca China Iron & Steel Research Institute Group e Grinm Group Corporation.

xi jinping 3

 

Per dare l'idea delle dimensioni di queste compagnie, su circa 260.000 tonnellate di terre rare estratte nel mondo lo scorso anno, 135.000 (oltre la metà) sono state portate alla luce dalla Repubblica popolare. Il pensiero va ovviamente alla necessità di litio e altri metalli per la conversione all'elettrico del settore automotive, ma in realtà tra questi ci sono elementi chimici fondamentali sia per costruire elettrodomestici, sia telefonini, ma anche per realizzare sistemi missilistici di difesa.

produzione di terre rare 1

 

Esattamente un anno fa Washington, con il rapporto «Building Resilient Supply Chains», stimava che la Cina controllasse il 54,6% delle miniere di terre rare e avesse quasi raggiunto il monopolio della loro lavorazione e raffinazione. Il rapporto, inviato al presidente Joe Biden e ai Dipartimenti interessati, prevedeva questa strategia cinese e suggeriva urgenti investimenti nei settori che avrebbero potuto essere afflitti dalla concentrazione delle scorte cinesi, come le batterie per motori elettrici.

 

CINA TERRE RARE

Improvvisamente a Occidente ci siamo ricordati che, a cominciare dalle aziende di Europa e Usa, per decenni abbiamo non soltanto delegato ai cinesi la produzione di un crescente numero di prodotti fino a tollerare il monopolio, ma anche cercato di ottimizzare i nostri bilanci partendo dal rapporto tra ricavi e costi, ovvero riducendo quelli operativi minimizzando le scorte, lavorando sull'ossessiva riduzione degli sprechi legati a costi di trasporto e stoccaggio.

 

produzione di terre rare 2

Qualcuno ricorderà che qualche anno fa, cercando un ricambio, ci siamo sentiti rispondere «ormai non teniamo più nulla a magazzino», anche se la nostra richiesta non si riferiva a una merce deperibile. In compenso aumentavano con percentuali annue a doppia cifra i collegamenti cargo tra Cina e il resto del mondo.

XI JINPING VLADIMIR PUTIN - VIGNETTA DI GIANNELLI

 

Non soltanto: abbiamo attribuito allo spazio occupato dai nostri magazzini un costo altissimo - si pensi all'Imu sui capannoni - delegando alla rapidità dei trasporti l'efficienza delle catene di approvvigionamento.

 

All'inizio di giugno l'agenzia Ansa, riprendendo Nuova Cina, comunicava che il settore dello stoccaggio a magazzino cinese aveva registrato una forte crescita nel mese di maggio, con +3,7% rispetto ad aprile, è stato segnato un rapido aumento seppure il recupero dai livelli pre pandemia sia più lento rispetto a quanto avvenga da noi.

 

produzione di terre rare

Soltanto due giorni dopo, la medesima fonte cinese divulgava il contenuto della circolare diffusa dal ministeri cinese dell'Agricoltura, annunciando un nuovo provvedimento: promuovere la costruzione di strutture per lo stoccaggio a freddo nelle aree di produzione agricola al fine di favorire l'industria rurale in modo da aumentare il reddito medio degli agricoltori.

MINIERA TERRE RARE

 

Le aziende cinesi saranno quindi incoraggiate a creare e rinnovare i loro centri di distribuzione della catena del freddo nei luoghi di produzione, utilizzando lo stato dell'arte della tecnologia. Le regioni più agricole avranno ovviamente la priorità e vedranno anche la creazione di scuole di formazione specializzate, mentre quelle più urbanizzate dovranno creare i cosiddetti «parchi industriali» che riceveranno le merci, favorendo al contempo il commercio elettronico.

terre rare 2terre rare 1produttori di terre rare nel mondo grafico il sole 24 orexi jinping visita il centro di trasformazione delle terre rare di ganzhou 1xi jinping visita il centro di trasformazione delle terre rare di ganzhou 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…