ubi banca bergamo carlo messina victor massiah

STRETTO DI MESSINA – IL CDA DI UBI PROVA A FERMARE INTESA SULLA CESSIONE DELLE FILIALI A BPER (UNIPOL): SE L’OPS RACCOGLIESSE MENO DEL 66,7 NON CI SAREBBERO LE CONDIZIONI PER VENDERE I 532 SPORTELLI - PECCATO CHE L’ALIENAZIONE DELLE FILIALI SIA LA CONDIZIONE SINE QUA NON POSTA DALL’ANTITRUST PER LA PIENA EFFICACIA DELL’OPS. CHE NEL FRATTEMPO VA AVANTI CON IL VIA LIBERA DEL MEF ALLE FONDAZIONI CUNEO E MONTE LOMBARDIA…

UBI BANCA

Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

Nuovo avvertimento di Ubi a Intesa Sanpaolo: se la raccolta dell' Ops non arriverà al 66,7% del capitale, la banca guidata da Carlo Messina non potrà vendere i 532 sportelli a Bper, nonostante l' istituto acquisito sarà di fatto controllato e quindi soggetto «all' attività di direzione e coordinamento» di Intesa (che però dovrà avere raccolto almeno il 50% più un' azione).

 

E' quanto ha ribadito il cda ieri con un' integrazione al comunicato con il quale Ubi ha bocciato la convenienza e l' interesse della banca all' adesione all' Ops. Intanto il board è stato allertato per una riunione che potrebbe tenersi oggi, al massimo domani, visto che ieri sera la Consob ha dato l' ok all' integrazione del prospetto con il ritocco cash dell' offerta di 57 centesimi per azione.

carlo messina

 

CDA SUL PROSPETTO

L' istituto guidato da Victor Massiah spiega che, qualora Intesa Sanpaolo raccogliesse più del 50% ma meno del 66,7% che gli consentirebbe una fusione tra i due istituti, Ubi resterà comunque una realtà autonoma sotto il profilo giuridico e dovrà avere due terzi dei consiglieri con la qualifica di «indipendenza», come richiesto dallo statuto.

 

victor massiah letizia moratti

Questo passaggio è importante perché toccherà al cda decidere, in caso di mancata fusione, sulla vendita del ramo d' azienda per il quale Ca' de Sass ha già raggiunto un accordo con Bper. Si profila dunque un nuovo scontro legale.

 

E tuttavia, secondo l' Antitrust «qualora non siano stati ceduti tutti gli sportelli individuati, le parti dovranno conferire un mandato irrevocabile a un soggetto indipendente e qualificato, previamente approvato dall' Autorità, a cedere il controllo dei rimanenti sportelli individuati».

 

alessandro vandelli bper

Questa dichiarazione non sembra smuovere il cda di Ubi, secondo il quale non ci sarebbe alcun interesse di gruppo a vendere le filiali considerate in eccesso. Una scelta, sostiene il cda, che invece sarebbe «meramente funzionale all' attuazione di impegni assunti da Intesa nel suo esclusivo interesse». Tale cessione rappresenterebbe, infatti, un «costo per ottenere il controllo della banca che Intesa intende far gravare su Ubi e quindi sui suoi azionisti».

carlo cimbri

 

In sostanza, «è ragionevole ritenere che il pregiudizio subito da Ubi Banca non potrà in alcun modo considerarsi compensato dall' appartenenza al gruppo ISP». E non solo - sostiene Ubi - Intesa Sanpaolo non potrà vendere gli sportelli a Bper ma a nessun altro: «Infatti, l' esistenza di un azionista di controllo, anche qualora indirizzi la gestione della controllata, non può comportare l' abbandono del principio giuridico in forza del quale ogni società deve essere gestita perseguendo e tutelando l' interesse di tutti gli azionisti».

 

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ad, e Giovanni Bazoli, presidente onorario

Peccato, come si diceva, che la cessione degli sportelli è una condicio sine qua non posta dall' Antitrust per l' efficacia dell' Ops. In ogni caso, l' offerta si chiuderà il 28 luglio e il fronte dei soci forti si è già espresso a favore: del resto la comunità finanziaria da subito ha apprezzato l' operazione potendo contare Messina su strutture interne più collaudate in questo tipo di operazioni. Ieri sera aveva aderito all' Ops l' 8,48%, ma già oggi la percentuale dovrebbe salire: ieri il Mef ha autorizzato le fondazioni Cuneo (5,9%) e Monte Lombardia (4,9%) di cedere le azioni all' ops mentre il patto dei Mille che raduna i soci bergamaschi (1,6%) ha lasciato gli aderenti liberi di aderire.

giandomenico genta victor massiahVICTOR MASSIAHCarlo Messinavictor massiahvictor massiah 1victor massiahUBI BANCA BRESCIABPER BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNABANCA UBICarlo MessinaUBI BANCA index UBI BANCA

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…