evasione fiscale svizzera

SVIZZERA? NO, BAHAMAS! – LA PROCURA DI MILANO HA CHIESTO L’INTERDIZIONE DALL’ATTIVITÀ BANCARIA DI DUE ISTITUTI ELVETICI: QUANDO SI È INIZIATO A PARLARE DI SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA ITALIA E SVIZZERA, HANNO INIZIATO A TRASFERIRE I CONTI DEI CLIENTI ALLE BAHAMAS! – SECONDO L’ACCUSA, OFFRIVANO UN SERVIZIO “RICICLATORIO” AI CLIENTI, EVASORI FISCALI ITALIANI. NON SI TRATTAVA DI INIZIATIVE DI SINGOLI, MA “POLITICA DI IMPRESA TOSSICA”…

Luigi Ferrarella per www.corriere.it

 

evasione fiscale 1

Dove sta la Svizzera? Alle Bahamas. Per la geografia no. Ma per il riciclaggio in parte coltivato da taluni istituti di credito elvetici, sì, è stato vero. Tanto che adesso — se non è certo una novità vedere banche straniere essere indagate a Milano per riciclaggio e pagare grosse somme pur di patteggiare come enti la legge 231/2001 —, la Procura di Milano chiede invece a un giudice per la prima volta in Italia di interdire dallo svolgere attività bancaria due banche svizzere per responsabilità amministrativa nel non aver prevenuto con adeguati modelli organizzativi interni i riciclaggi attuati da propri dirigenti nell’interesse aziendale: riciclaggi inquadrati dalle indagini come non isolate iniziative di singoli, ma espressioni di una «politica di impresa tossica», che alla struttura aziendale formale (volta a rispettare le regole) ne avrebbe affiancata un’altra invece «informale» e normalizzatrice di pratiche illecite.

 

evasione fiscale 1

E intanto il gip milanese Domenico Santoro dispone il sequestro in Svizzera di 23,5 milioni di euro, appunto, a queste due banche elvetiche (22,4 milioni a «Cramer & Cie Sa» e 1 milione e 142 mila euro a «Reyl & Cie Sa», che dal 2021 è del gruppo Intesa San Paolo), nel presupposto che le succursali a Lugano di Cramer dal 2010 al 2018, e di Reyl nel 2018, tramite due allora dirigenti (i fratelli Massimo ed Emilio Bosia) e il consulente Giancarlo Cervino, abbiano «erogato» quello che il pm Paolo Storari qualifica come «una sorta di servizio» riciclatorio «in favore dei clienti» evasori fiscali italiani. Per carenza di attualità delle esigenze cautelari il gip ha invece respinto la richiesta di arresto dei due ex dirigenti, che oggi lavorano altrove.

 

evasione fiscale 2

«I clienti italiani — ha spiegato Cervino, condannato a sei anni per riciclaggio — avevano bisogno di ritirare i soldi da quei conti» ma, «siccome si cominciava a parlare di scambio di informazioni tra Italia e Svizzera, le banche elvetiche effettuavano questo servizio a tutela dei clienti», e cioè «trasferivano i conti presso le loro filiali alle Bahamas: il prelievo poteva così essere effettuato direttamente in Svizzera, come se il cliente si trovasse alle Bahamas».

 

evasometro

Un servizio di lavanderia monetaria che però da agosto 2015 le banche temevano di protrarre, e «a quel punto — continua Cervino — una serie di dirigenti di Lugano mi ha chiesto esplicitamente se potessi far io questo servizio, e io ho fatto il più grande errore della mia vita e ho detto sì. I primi a propormelo sono stati i fratelli Bosia», cioè Massimo in banca Cramer ed Emilio nell’istituto Reyl: banca che nel 2017 aveva stretto con Cervino un curioso contratto (sequestrato in una valigetta) dove Cervino veniva indicato procacciatore d’affari per la banca, ma al contempo istruito a «non dare l’impressione, nei confronti di terzi, di agire quale rappresentante della banca».

 

evasione fiscale 4

E quando la banca centrale delle Bahamas fa una ispezione sull’istituto Pib controllato da Cramer, Bosia chiede proprio a Cervino di sistemare «una serie di transazioni che necessitano di una base contrattuale o una pezza a giustificazione» per l’antiriciclaggio: e qui le mail sequestrate a Bosia e Cervino con Carole Richard, capo del private banking di banca Pib, «fanno intendere un diretto coinvolgimento dell’istituto, non a caso interessato a conseguire quanto utile ad archiviare le pendenze antiriciclaggio». «Insieme a Cervino — racconta del resto un cliente —, quando siamo andati in banca Cramer c’era anche un certo Bosia, che penso fosse il direttore e usò una espressione rimastami in mente: “Qui non siamo in Svizz era, ma alle Bahamas”».

evasione fiscale 3evasione fiscale 2

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO