singer

THE UNMASKED SINGER - IL FONDO ELLIOTT: ''SENZA LA RETE UNICA, USCIAMO DA TIM''. IL FONDO SPECULATIVO USA ERA ENTRATO DUE ANNI FA IN APERTA POLEMICA CON VIVENDI, TITOLARE DEL 23,9% DEL CAPITALE, SCALZANDOLO DAL CDA CON L'APPOGGIO DECISIVO DI CDP, ALLO SCOPO DI SPINGERE TIM E OPEN FIBER VERSO LA CREAZIONE DELLA RETE UNICA IN FIBRA. NEL FRATTEMPO ELLIOTT HA VENDUTO LA QUASI TOTALITÀ DELLE SUE AZIONI, MA GLI RESTA UNA ''POSIZIONE LUNGA'' DEL 4,8%

Francesco Semprini per “la Stampa

 

Elliott crede ancora in Tim e nel progetto Open Fiber, ma con la recente vendita con cui il fondo è sceso allo 0,265% di Telecom (mantenendo una "posizione lunga" del 4,8% in strumenti derivati) lancia un messaggio diretto al governo Conte: è ora di accelerare sulla rete unica. E' quanto spiegano a La Stampa fonti vicine al fondo guidato da Paul Singer che stanno seguendo il dossier. Elliott, con 40,2 miliardi di asset gestiti (al 31 dicembre 2019), dinanzi all' emergenza coronavirus e al contesto straordinario su tutti i mercati, ha iniziato a rivedere alcune posizioni a livello globale.

paul singer fondo elliott

 

E ha così optato per una serie di alleggerimenti, uno dei quali ha interessato Tim, dapprima con una riduzione avvenuta a marzo della quota del 2,75%, scendendo dal 9,72 al 6,97%, poi con un nuovo taglio allo 0,265%.

 

Occorre però fare due considerazioni. La prima è che quando Elliott è entrata in Tim, nel 2018, assieme all' acquisto del pacchetto azionario aveva sottoscritto un "collar" con Jp Morgan una sorta di assicurazione. Con cui aveva la garanzia che se il titolo - attorno a quota 0,345 euro al momento dell' ultima vendita - fosse sceso sotto un certo valore il fondo avrebbe avuto un "rientro" almeno a 0,43 euro (opzione esercitata con la recente cessione).

fabrizio palermo foto di bacco (2)

 

 Contestualmente alla vendita delle azioni, Elliott poi ha sottoscritto, sempre tramite Jp Morgan, un contratto di riacquisto sul 4,875% del capitale. «Di fatto creando una posizione lunga (scadenza del derivato è maggio 2023) ovvero un' opzione grazie alla quale in qualsiasi momento potrebbe risalire al 5,14% (4,875% + 0,265%) del capitale di Tim». La seconda considerazione é sulla tempistica.

 

L' operazione è avvenuta il 28 aprile, ovvero dopo l' assemblea dei soci del 23 aprile. «Al momento un' eventuale incursione di Vivendi renderebbe necessaria la convocazione di un' assemblea straordinaria - proseguono le fonti -, quindi tempi tecnici più lunghi in virtù dei quali Elliott potrebbe agire di conseguenza».

 

Il Fondo speculativo Usa era entrato in Tim due anni fa in aperta polemica con l' allora azionista di controllo, Vivendi appunto, titolare del 23,9% del capitale, scalzandolo dal Cda con l' appoggio decisivo di Cassa depositi e prestiti. Questa schierata dall' esecutivo italiano a fianco del fondo Usa allo scopo di spingere Tim e Open Fiber verso la creazione della rete unica in fibra. Gli americani avevano avuto garanzie sul compimento del progetto di rete unica «verticalmente integrata».

 

LUIGI GUBITOSI FRANCO BASSANINI

Passati due anni ciò non è avvenuto. «Il governo non sta tenendo fede agli impegni e si trova a fare i conti con Enel, altro azionista di Open Fiber che punta invece a un' integrazione diversa», sul modello «wholesale only» (con la società di rete separata da quella di servizi), non praticabile secondo Tim ed Elliott.

 

Singer ha voluto quindi inviare un messaggio al governo Conte il quale a sua volta teme che i francesi possano farsi di nuovo sotto. Vivendi, infatti, guarda con attenzione le mosse di Elliott per capire se inserirsi traendone opportunità.

francesco starace

 

«Elliott è entrata con l' obiettivo di creare valore attraverso la realizzazione della rete unica, se ciò venisse meno metterebbe veramente in discussione la presenza nel futuro di Elliott in Tim», spiegano le fonti. «Ad oggi l' impegno di Elliott verso il gruppo italiano è confermato, il fondo continua a credere con vigore nel progetti messi in atto dall' ad Luigi Gubitosi e nella validità del suo management, così come nella forza dell' integrazione verticale con Open Fiber». La speranza degli americani è che, questa volta, a Palazzo Chigi l' avvertimento venga recepito forte e chiaro.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…