giorgia meloni pietro labriola dario scannapieco tim

TIM BUM BAM! – IL TITOLO DELL’EX TELECOM VOLA IN BORSA (+6%) DOPO LA PRESENTAZIONE DEI CONTI TRIMESTRALI, CHE VANNO MENO PEGGIO DEL PREVISTO: IL PERIODO SI CHIUDE CON UNA PERDITA DI 2,7 MILIARDI DI EURO, PER IL COSIDDETTO “EFFETTO FISCO” – MA LABRIOLA È OTTIMISTA SUI TARGET E VALUTA LA CESSIONE DI UNA QUOTA DI ENTERPRISE PER RIDURRE IL PESANTISSIMO DEBITO DA 25,5 MILIARDI – INTANTO IL GOVERNO INSISTE CON IL PIANO MINERVA, CHE DOVREBBE PORTARE ALLA NAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE (PREVIA OPA)

PIETRO LABRIOLA

1. TIM: IN BORSA TORNA AI LIVELLI DI LUGLIO +6%

(ANSA) - La Borsa premia Tim, i conti trimestrali e le indicazioni date dai manager alla comunità finanziaria sugli obiettivi di fine anno, ritenuti "facilmente raggiungibili" che aprono alla possibilità di un nuovo rialzo dei target per il 2023-24. Il titolo sui massimi di seduta sale del 6,09% a 0,2475 euro, rivedendo così i livelli di quattro mesi fa, a luglio 2022.

 

dario scannapieco

2. TIM:LABRIOLA,SU RETE UN MESE PER PRENDERE DECISIONE MIGLIORE

(ANSA) - Per gli analisti quella della Rete Unica è diventata "una 'soap opera'" e chiedono all'ad di Tim, Pietro Labriola, come farà "a riconciliare ciò che il governo è disposto a ottenere con il piano A" quello che prevede la separazione della rete in fibra e l'integrazione con quella di Open Fiber.

 

"Non posso rispondere a nome del governo ma vi posso dire cosa succede nell'ambito di mia competenza: abbiamo prorogato il MoU, ora con Cdp abbiamo un mese per trovare la soluzione migliore. La 'non esclusiva' non è questione di aver cambiato approccio"

 

ALESSIO BUTTI GIORGIA MELONI

3. TIM: LABRIOLA, OBIETTIVI 2022 FACILMENTE RAGGIUNGIBILI

(ANSA) - Tim centrerà gli obiettivi 2022, rivisti al rialzo a luglio, ne è sicuro l'ad Pietro Labriola. "Ci sono miglioramenti in tutti i kpi (gli indicatori chiave di prestazione, ndr) e la guidance è facilmente raggiungibile" ha detto concludendo la sua presentazione dei conti del terzo trimeste. "Sul mercato si stanno consolidando segnali razionalità e continueremo con la nostra strategia 'volume to value'" aggiunge ribadendo: "Abbiamo promesso di fare meglio del previsto e stiamo mantenendo questa promessa nonostante un contesto macroeconomico più duro del previsto".

 

PIETRO LABRIOLA

4. TIM:LABRIOLA, POSSIBILE NUOVO RIALZO TARGET SU 2023-24

(ANSA) - Tim potrebbe rivedere nuovamente al rialzo i suoi obiettivi per i prossimi 2 anni. Sulla base dei risultati 2022, se proseguirà l'attuale trend - e l'ad Pietro Labriola ha appena detto di essere "ottimista" e di ritenerli "facilmente raggiungibili" - anche come calcolano gli analisti "è possibile che anche nel 2023-24 la nostra guidance possa essere ritoccata in maniera migliorativa, ma ne parleremo a febbraio". Così il manager ha risposto a un analista in conference call.

 

5. TIM:LABRIOLA, CESSIONE QUOTA ENTERPRISE RESTA OPZIONE

open fiber 1

(ANSA) - Tim non ha rinunciato a cedere una quota di Tim Enterprise e la creazione di una società è da intendersi come il primo passo e non una frenata rispetto al piano presentato a luglio. "Vogliamo dichiarare apertamente che stiamo lavorando sul piano presentato al Capital Market Day con chiare tappe, 'societarizzando' per essere poi pronti se necessario a vendere una quota". Quota che comunque sarà, ribadisce Labriola, "di minoranza perché Tim Enterprise è un ottimo business".

 

giorgia meloni videomessaggio per il giorno della liberta' 3

6. EFFETTO FISCO SUI CONTI DI TIM IN 9 MESI ROSSO DI 2,7 MILIARDI MELONI: LA RETE SARÀ PUBBLICA

Francesco Spini per “La Stampa”

 

La premier Giorgia Meloni, incontrando i sindacati, batte il ferro già rovente e conferma la volontà di mettere sotto le ali dello Stato la rete di Tim. «Le infrastrutture strategiche siano sotto controllo pubblico», avrebbe detto nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi in riferimento a Telecom e alla sua infrastruttura, a riprova che il dossier sta in bella vista sulla sua scrivania.

 

GIORGIA MELONI ALLA COP27 DI SHARM-EL-SHEIKH

E mentre l'esecutivo ragiona di Opa e di «Progetto Minerva», il cda di Tim esamina i conti di nove mesi ancora difficili, nonostante qualche barlume. Il periodo si chiude con una perdita di 2,728 miliardi di euro (contro il rosso di 10 milioni di un anno fa) sotto il peso dell'effetto fiscale della revoca del riallineamento dell'avviamento che nel bilancio 2020 - epoca Luigi Gubitosi - aveva, al contrario, portato a un maxi utile. Piccola consolazione: la retromarcia porterà in due anni circa 700 milioni di cassa in più, frutto della restituzione di imposte sostitutive già pagate.

 

PIETRO LABRIOLA

Anche al netto delle partite non ricorrenti il risultato chiude in rosso di 361 milioni di euro, contro i 310 milioni di utili registrati un anno fa. I ricavi organici del gruppo nei 9 mesi cedono l'1,6% a 11,712 miliardi di euro, quelli da servizi aumentano dello 0,5% a 10,75 miliardi. In particolare nel terzo trimestre (chiuso con un rosso di 2,245 miliardi, contro il risultato positivo di 139 milioni di un anno prima) i ricavi da servizi accelerano il passo del 3% sull'anno precedente, a 3,72 miliardi.

 

Anche il margine operativo lordo (in calo contabilmente nei nove mesi del 9,3% a 4,34 miliardi e del 19,4% nel trimestre a 1,28 miliardi) dal punto di vista organico cala del 9,4% a 4,54 miliardi con il trimestre che si chiude con un meno 6,5% a 1,589 miliardi. Dato ancora negativo ma che registra una tendenza meno ripida rispetto ai meno 8,5% del secondo trimestre e al meno 13,3% dei primi tre mesi.

 

giorgia meloni conferenza nadef

In ogni caso il gruppo, in una nota, definisce i risultati «pienamente in linea con i target per l'esercizio», di cui conferma le stime dopo la loro revisione al rialzo dello scorso agosto. L'acquisizione delle attività mobili di Oi in Brasile, il pagamento dell'ultima rata delle frequenze 5G in Italia e impatti contabili fanno aumentare l'indebitamento finanziario netto rettificato di 3,3 miliardi a 25,5 miliardi (20,1 miliardi afterlease).

 

Per ridurre il fardello, una delle mosse è la valorizzazione della minoranza di EnterpriseCo. Rispetto alle indiscrezioni, però, il cda per il momento non delibera l'avvio del beauty contest, ossia dell'asta competitiva per la cessione del 49%, ma solo la partenza delle manovre per la societarizzazione della divisione dedicata ai servizi evoluti per i grandi clienti, i cui ricavi totali e da servizi nei nove mesi salgono rispettivamente del 5,9% e dell'8,8%, con uno spunto in particolare nel cloud (+56%).

 

open fiber 3

L'ad Pietro Labriola, che oggi spiegherà i conti agli analisti, nei nove mesi ha centrato risparmi nei costi operativi per circa 270 milioni di euro, pari al 90% di quanto s' era prefissato per l'intero anno.

 

Intanto cresce la preoccupazione dei sindacati sul futuro del gruppo, che il governo pare voler concentrare nella gestione della sola rete, nella prospettiva di cedere servizi e Brasile. In una lettera indirizzata a Meloni e, per conoscenza, al sottosegretario con delega all'Innovazione tecnologica Alessio Butti, chiedono che Tim non diventi un «mero rivenditore all'ingrosso di connettività ma conservi in mano pubblica elementi industriali di innovazione tecnologica».

open fiberpietro labriola

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”